Oliver Stone porta le Belve a Roma
AMF ha partecipato per voi alla conferenza stampa de Le Belve (Savages). Sono intervenuti a Roma il regista Oliver Stone, tre volte premio Oscar, e gli attori John Travolta e Salma Hayek. Nel cast anche Taylor Kitsch, Blake Lively, Aaron Taylor-Johnson e Benicio Del Toro.
Nel film, John Travolta interpreta Dennis, un viscido agente della DEA: “Ho trovato che la sceneggiatura fosse attuale, non solo per quanto accade in Messico ma in generale”, ha detto l’attore. “Tutto ciò che mi piace in un film è concentrato in questo. Non è stato un lavoro facile, ho dovuto studiare e fare ricerche per approfondire il personaggio.”
Salma Hayek è alla sua prima collaborazione con Oliver Stone: “Avrei interpretato anche un albero per lui”, ha detto l’attrice. “E’ un personaggio molto interessante. Ho pensato che sarebbe diventato tutto un incubo perché non è possibile avere tanta fortuna ma lavorare con Oliver è stato fantastico.”
Il film è tratto dal romanzo omonimo di Don Winslow e racconta una storia di narcotrafficanti: “Sì, mi è piaciuto molto”, ha affermato il regista. “Ho già lavorato con Don Winslow e con il suo socio, Shane Salerno. Non erano sempre d’accordo con me sui cambiamenti dell’adattamento. E’ un romanzo molto veloce. Noi abbiamo diminuito le scene e ridotto le voci narranti ad una sola. Il personaggio di John Travolta, nel libro, si suicida. Pensavo che fosse debole ma la sceneggiatura l’ha migliorato. Diventa un camaleonte, un burattinaio. La guerra alla droga non funziona. C’è molta confusione su chi sia il cattivo tra chi compra la droga e il narcotrafficante.”
Salma Hayek interpreta la spietata Elena “La Reina”, capo di un cartello di narcotrafficanti messicani. L’attrice: “Il mio personaggio è una vedova. Suo marito viene ucciso in guerra e lei deve diventare una criminale per prendere il suo posto a capo dell’organizzazione. Lo fa per salvare i suoi figli che sono la sua debolezza.”
“Nel film tutti diventano belve”, ha proseguito Stone. “Blake Lively appare bellissima e alla fine spara nei genitali a Benicio Del Toro. Talor Kitsch coltiva marijuana, poi diventa un business e deve commettere un omicidio. John è un doppiogiochista. Tutti stanno facendo un gioco sulla morale.”
“Oliver ha notato che il cinema è diventato oscuro”, ha detto Travolta. “Le scene di questo film, invece, sono chiare e vivaci, la fotografia è luminosa anche se la storia è oscura. E’ una scenografia bella da vedere. Ricorda quelli di Sergio Leone.”
“Viviamo in tempi difficili”, ha sottolineato la Hayek. “Dobbiamo cambiare. Dobbiamo smetterla di agire solo per il nostro interesse e renderci conto che facciamo parte di una società, altrimenti diventeremo dei selvaggi. Le guerre sono alimentate dal denaro. E’ tragico. Dovrà finire prima o poi.”
A proposito dei ruoli che interpreta, Travolta ha affermato: “Tennesse Williams una volta ha detto ‘Dipendo dalla gentilezza degli sconosciuti’. Amo essere la musa dei registi ma non sarei in grado di scrivere un mio personaggio, per questo ho capito di voler recitare. Per fare questo film ho studiato i diversi strati del mio personaggio e l’ho portato in vita. Cerco sempre il lato avventuroso in quello che faccio.”
Sull’eventualità di un sequel de La Febbre del Sabato Sera: “Non amo molto i sequel, preferisco le idee nuove. Forse Manero, al giorno d’oggi, sarebbe un attore di Broadway. Forse avrebbe la mia età, forse sarebbe più giovane. Lo lascio all’immaginazione dello scrittore. Era un sognatore, amava le sfide, gli piaceva parlar chiaro alle persone.”
Ancora sul narcotraffico, la Hayek: “Non riesco ad immaginare una soluzione alla guerra. Spero che il film faccia capire che drogarsi non è un divertimento ma una grande responsabilità. Quando qualcuno acquista la droga c’è qualcun altro che muore. Dicono che questo sia un film violento ma dovremmo preoccuparci della violenza nella vita reale. La gente dovrebbe pensare al futuro ma non pensa neanche al suo presente. Io sono messicana e il regista mi ha dato l’opportunità di interpretare questo ruolo. Ci sono molte donne a capo dei cartelli della droga. Non si fanno influenzare dall’ego macho come fanno gli uomini ma pensano esclusivamente agli affari. Quando suo marito viene ucciso, lei prende i soldi e fugge. E’ un personaggio terribile e mi è piaciuto interpretarlo. Amo interpretare ruoli ben scritti con bravi colleghi e bravi registi. Lei si comporta in maniera diversa a seconda delle persone con cui interagisce. E’ cattiva con i sottoposti e buona con i bambini. Soffre di solitudine e necessita dell’attenzione della servitù perché ha un bisogno disperato di amici.”
Stone ha negato influenze dal cinema italiano: “Ho visto Gomorra ma questo è un film molto specifico. Winslow scrive da anni di lotta alla droga.”
John Travolta ha descritto la sua esperienza di lavoro con Stone: “Pone sfide costanti. Lavora su ogni elemento del film e sugli attori. Si aspetta che tu faccia i compiti a casa e ti dà del materiale da studiare. Pretende il massimo. E poi è molto carino”, ha scherzato.
Ancora sul libro di Winslow e sull’attuale situazione sociopolitica, il regista: “Non ho mai letto un romanzo così originale e privo di luoghi comuni. Le situazioni sono imprevedibili. Il film si può dividere in tre parti. L’inizio è un omaggio alla vita da spiaggia. Non si sono mai visti personaggi così belli fare cose così cattive. Poi diventa un noir messicano e infine un western moderno con bei paesaggi e l’uso di armi da guerra. E’ curioso notare come i cartelli messicani usino i metodi dei fondamentalisti iracheni. Il mondo è diventato più brutale. Sto completando La Storia mai raccontata degli USA. E’ un progetto difficile. Parlerò con Obama. Se Mitt Romney verrà eletto torneremo ai tempi di Bush. Con Obama abbiamo ancora una speranza.”
John Travolta a proposito dei selvaggi del film: “E’ interessante notare la differenza con la mafia italiana che non è così brutale con le donne e i bambini. Per i messicani, invece, non fa alcuna differenza.”
Stone ha parlato dei due attori e del lavoro di regista: “John è straordinario in Hairspray e adoro Selma, è fantastica in Frida. Ha sofferto molto per produrre quel film. Mio padre mi diceva di non dire mai la verità ma crescendo sono diventato consapevole e condivido le mie idee attraverso film e documentari.” Sul genere western: “Mi piacciono molto per le scelte morali dei protagonisti. In questo film la scena della mesa è straordinaria. Il resto del mondo è lontano e ci sono sei personaggi che devono prendere una decisione. Salma affronta un momento difficile. Benicio Del Toro sembra attratto da lei ma poi la uccide. C’è un finale romantico e mi piace la bella espressione di Salma quando arriva Travolta.”
Del Toro interpreta Lado, scagnozzo de La Reina. Stone: “Ci siamo divertiti. Benicio è ossessionato dal dettaglio. In una scena, Salma lo prende a schiaffi e lui ha chiesto di colpirlo più forte. In un’altra, John sta mangiando un panino e Benicio ha avuto l’idea di sfilargli un pezzo di pomodoro e mangiarlo.”
Travolta: “Quando il suo personaggio stava per uccidermi, Benicio mi ha fatto implorare con lo sguardo e solo quando l’ho convinto mi ha lasciato vivere.”
Le Belve, titolo italiano di Saveges, uscirà nelle sale italiane il prossimo 25 ottobre distribuito da Universal Pictures.







