Silent Hill Revelation 3D – Recensione in anteprima
Sono trascorsi alcuni anni da quando Rose si è sacrificata per permettere a sua figlia Sharon di fuggire da Silent Hill e tornare da suo padre. Ora, alle soglie della maggiore età, Sharon non ricorda nulla ma è perseguitata da incubi e visioni raccapriccianti. Quando suo padre viene rapito, la ragazza, coadiuvata dall’amico Vincent, deve tornare ad affrontare gli orrori di Silent Hill.
Silent Hill Revelation 3D
Titolo originale: Silent Hill Revelation 3D
Genere: Horror
Regia: Michael J. Bassett
Interpreti: Adelaide Clemens, Sean Bean, Kit Harrington, Carrie-Anne Moss, Malcolm McDowell
Provenienza: USA, Canada, Francia
Durata: 94 min.
Casa di produzione: Davis Films, Konami, Silent Hill 2 DCP
Distribuzione (Italia): Moviemax
Data di uscita: 26 ottobre 2012 (USA), 31 ottobre 2012 (Italia)
A sei anni di distanza dal primo episodio, arriva sul grande schermo il sequel di Silent Hill, tratto dall’omonima, acclamata saga horror videoludica della Konami. Nel primo capitolo cinematografico, Rose e la figlioletta Sharon si recavano nella nebbiosa città fantasma di Silent Hill per svelarne i segreti affrontando mostri di ogni sorta. In un polpettone abbastanza indigesto fatto di mostri abominevoli e spiegoni tirati per i capelli, si scopriva che Sharon è la gemella buona di Alessa, una bambina data al rogo come strega da una setta locale. Gli orrori che popolano la cittadina non sono altro che le emanazioni del dolore e del rancore della bambina.
Ora Sharon e suo padre si nascondono dalla setta utilizzando false identità ma, in qualche modo, gli orrori di Silent Hill riescono a trovarli e l’uomo, interpretato di nuovo da Sean Bean (Il Signore degli Anelli, Game of Thrones) viene rapito. Sharon decide di tornare nella cittadina insieme al suo unico e neo-amico Vincent Carter, personaggio minore nella saga videoludica, qui interpretato da Kit Harington (anche lui nella serie Game of Thrones dov’è il figlio bastardo proprio del personaggio di Sean Bean).
Il film prende spunto di fatti dal terzo episodio videoludico e la prima mezz’ora funziona benissimo, tra immagini allucinanti davvero spaventose, buon ritmo e un 3D integrato in maniera strepitosa. Forse il miglior 3D che si sia mai visto in un horror. Poi, proprio sulla strada per Silent Hill, il giovane Kit svela troppe cose e la pellicola si accartoccia sui difetti del primo capitolo con il pregio di durare mezz’ora di meno.
Le sequenze horror sono divertenti e disturbanti al punto giusto, realizzate attraverso effetti digitali di ottimo livello. Purtroppo, ad intervallare la parte più ludica ci sono di nuovo una serie di spiegoni a cercare di tenere in piedi una storia raffazzonata e pretestuosa. Neppure la presenza di volti noti come Carrie-Anne Moss (Trinity nella trilogia di Matrix) e l’iconico caratterista Malcolm McDowell riescono a dare profondità a personaggi davvero poco interessanti.
Eccellente sul piano visivo, il film si rivela un brutto pasticcio sul versante narrativo e ci si chiede perché continuare ad ingarbugliare una storia che potrebbe risultare molto più efficace se sviluppata in maniera più semplice e diretta. Comunque apre al terzo capitolo. Staremo a vedere.







