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venerdì, 12 ottobre 2012 - 16:06
Speciali / [Prima Pagina] di Stefano Dell'Unto | Commenti disabilitati

Speciale – Resident Evil: benvenuti al Survival Horror – Seconda e ultima parte

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta della saga multimediale di Resident Evil. E’ arrivato due settimane fa nelle sale italiane Resident Evil Retribution, quinto episodio della serie cinematografica, la settimana scorsa è uscito il nuovo capitolo videoludico, Resident Evil 6, e sta per arrivare il secondo film d’animazione Resident Evil Damnation. Continuiamo dunque con l’analisi, in ordine cronologico, dei principali tasselli dell’epopea Survival Horror più amata al mondo.

Resident Evil 0

Titolo originale: Biohazard 0
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Capcom
Distribuzione (Italia): Capcom
Provenienza: Giappone
Piattaforma: Nintendo Gamecube, Wii
Modalità di gioco: Giocatore singolo
PEGI: 16
Data di uscita: 21 novembre 2002 (Giappone), 7 marzo 2003 (Europa)


Pochi mesi dopo l’uscita del remake del primo capitolo, la Nintendo, che ottenuto in esclusiva i giochi della serie, lancia sul mercato un episodio nuovo di zecca, prequel della saga. Il capostipite si apre con la squadra Alpha della STARS che si reca nella foresta di Raccoon City alla ricerca della squadra Bravo, scomparsa il giorno prima mentre indagava su una serie di misteriosi omicidi. Ma cos’è successo in quelle 24 ore? Come ha fatto Rebecca Chambers, ufficiale medico nonché membro più giovane della STARS, a sopravvivere?

Dopo il guasto all’elicottero che li costringe ad un atterraggio di fortuna, gli elementi del Bravo Team si separano. Rebecca trova l’Ecliptic Express, il treno che trasporta i dipendenti dell’Umbrella, fermo sulle rotaie. Decide così di salire a bordo e scopre che i passeggeri sono diventati zombi. S’imbatte poi in Billy Coen, ex-marine condannato a morte per l’omicidio di 23 persone. Il convoglio che lo stava portando al luogo dell’esecuzione è stato attaccato da alcuni mostriciattoli simili a sanguisughe che vivono in simbiosi con James Marcus, uno dei fondatori dell’Umbrella nonché creatore del T-Virus. Morto da vent’anni, Marcus si è reincarnato in un corpo giovanile grazie alla Queen Leech, la Sanguisuga Regina, da lui creata.

La novità nel gameplay sta nella possibilità di poter passare da un personaggio all’altro in qualsiasi momento facendo così cooperare Billy e Rebecca che possono anche scambiarsi oggetti. Più irritante invece la scelta di togliere le casse in cui conservare gli oggetti in eccesso. Stavolta il giocatore può lasciarne un numero limitato in una qualsiasi stanza e deve ogni volta ricordarne l’ubicazione tornare indietro a recuperarli. Un’idea che amplifica maggiormente il realismo del survival horror ma rallenta il gioco rendendolo più noioso.

La prima parte della storia, sull’Ecliptic Express, è la più avvincente, poi tutto diventa già visto. Rebecca e Billy giungono nel Centro Studi Ricerche dell’Umbrella, troppo simile, come ambientazione, a Villa Spencer. I puzzle da risolvere, molti dei quali richiedono la cooperazione dei due protagonisti, sono troppo semplici e la longevità del gioco ne risente. Deludenti anche i mostri. A parte i nuovi zombi-sanguisuga da uccidere con le molotov che il giocatore deve fabbricare, si tratta di affrontare i soliti zombi e Hunter e una serie di banalissimi animali ingigantiti e inferociti: scimmie, insetti e pipistrelli.

Anche i personaggi scadono nella banalità. L’idea di condurre alla redenzione (magari attraverso il sacrificio) un condannato a morte sarebbe stata accattivante. Purtroppo, vien fuori che Billy è il solito eroe condannato ingiustamente e non c’è alcun vero conflitto. L’aspetto grafico è eccellente, identico a quello di Resident Evil Rebirth, l’atmosfera è suggestiva e gli effetti sonori fanno il loro dovere. Ottimo nella confezione, carente sul piano delle idee.


Resident Evil Apocalypse

Titolo originale: Resident Evil Apocalypse
Genere: Fantascienza – Horror
Regia: Alexander Witt
Interpreti: Milla Jovovich, Sienna Guillory, Oded Fehr, Jared Harris
Provenienza: Germania, Francia, USA, Regno Unito, Canada
Durata: 94 min., 98 min. (extended cut)
Casa di produzione: Constantin Film, Screen Gems, Impact Pictures
Distribuzione (Italia): Columbia TriStar Pictures
Data di uscita: 10 settembre 2004 (USA), 5 novembre 2004 (Italia)


Impegnato sul set di Alien vs. Predator, Anderson si limita a scrivere e produrre il sequel cinematografico lasciando la regia all’esordiente cileno Alexander Witt (2nd unit director di 007 – Casino Royale e del prossimo 007 – Skyfall). Stavolta Anderson pare preoccuparsi più di soddisfare i fans del videogame che di proseguire la sua storia. Il film risulta infatti una scopiazzatura di Resident Evil 3 – Nemesis , terzo capitolo della saga videoludica con qualche fugace riferimento anche al secondo episodio e a Resident Evil Code: Veronica.

Sienna Guillory interpreta Jill Valentine, con lo stesso abbigliamento dell’originale ma molto diversa nell’indole, una bad girl tostissima al contrario della controparte videoludica che, nel Rebirth, vediamo addirittura dare di stomaco dopo aver schiacciato la testa di uno zombi. Da Resident Evil 3 arriva anche Carlos Olivera, mercenario dell’Umbrella, interpretato dall’israeliano Oded Fehr. Matt, che alla fine del primo capitolo era stato preso in consegna dagli scienziati dell’Umbrella, diventa qui il Tyrant Nemesis, efficace nel videogioco, molto meno spaventoso nel film e anche un pizzichino più ridicolo.

Naturalmente, Milla Jovovich torna nel ruolo di Alice, la supereroina che continua ad affrontare zombi a due e quattro zampe, lickers e quant’altro. Il gruppo deve salvare la piccola Angela, figlia del creatore del T-Virus, il dr. Ashford, nome di uno dei fondatori dell’Umbrella nel videogame. Tra gli altri personaggi secondari, l’unico a non finire come carne da macello è il ladruncolo L.J. Immancabile, come nell’opera originale, la nuclearizzazione di Raccoon City.

E’ un film tutto sommato divertente ma con effetti speciali di scarsa qualità e scelte narrative troppo pigre e di natura commerciale. Il successo al botteghino arriva, i fans sembrano un po’ più contenti, ma dal punto di vista cinematografico la qualità è mediocre.


Resident Evil 4

Titolo originale: Biohazard 4
Genere: Survival Horror – Action – Sparatutto in terza persona
Sviluppatore: Capcom
Distribuzione (Italia): Capcom
Provenienza: Giappone
Piattaforma: Nintendo Gamecube, Wii, PS 2 e 3, XBox 360
Modalità di gioco: Giocatore singolo
PEGI: 18+
Data di uscita: 11 gennaio 2005 (USA), 18 marzo 2005 (Europa)


Arriva nel 2005 il capitolo più atteso e rivoluzionario dell’intera saga che evolve il survival horror thrilling che conosciamo in un action più adrenalinico. Sono trascorsi sei anni dalla distruzione di Raccoon City. Leon S. Kennedy, all’epoca poliziotto novellino, è ora nientemeno che un agente speciale incaricato dal governo di salvare Ashley Graham, giovane figlia del Presidente degli USA, sequestrata da una setta di fanatici e condotta ad El Pueblo, un villaggio rurale sperduto tra Spagna e Portogallo.

Ad accogliere il giocatore è anzitutto un aspetto grafico incredibilmente realistico con scenografie tangibili e dettagliatissime. Il gameplay è tutto nuovo. L’angolo di visuale è alle spalle del protagonista e si sposta sulla sua spalla destra quando punta l’arma. Il mirino laser può essere manovrato manualmente. Oltre alle armi da fuoco, il giocatore potrà utilizzare il pugnale e tre tipi diversi di granata. In casse, barili o vasi si possono trovare erbe mediche, da utilizzare come negli episodi precedenti, munizioni o denaro per acquistare altre armi dal Mercante. In alcune sequenze in cui Leon è in pericolo di vita o deve affrontare un avversario corpo a corpo il giocatore deve premere velocemente i pulsanti che vengono indicati in sovraimpressione.

Giunto nel villaggio, Leon si trova di fronte all’ostilità degli abitanti. Niente più zombi lenti e centellinati col contagocce bensì orde di avversari intelligenti che attaccano da tutte le direzioni e possono schivare gli attacchi. Si tratta dei Ganados, infettati dalle Plagas e controllati dalla Plaga Regina sullo scettro di Lord Saddler, leader della setta degli Illuminados che ricorda l’Imperatore Palpatine di Star Wars.

Il gioco, suddiviso in capitoli, è lungo e articolato. Forse la parte che denota l’atmosfera più suggestiva resta quella iniziale nel villaggio. Oltre ai ganados bisogna sfuggire al Dr. Salvador, armato di motosega e con un sacco di patate a coprirgli il volto, citazione sia da Venerdì 13 che da Non aprite quella porta. Attraversando scenari paludosi avvolti nella nebbia e boschi alla Blair Witch Project con trappole disseminate qua e là, Leon deve vedersela prima con un mostro lacustre in uno scontro che cita invece Lo Squalo passando poi ad affrontare un gigante.

Lo scenario si fa ancora più lugubre quando si scatena un temporale in piena notte. Leon, che scopre di avere una Plaga in corpo, trova Ashley e il giocatore deve preoccuparsi che la ragazzina non venga colpita o rapita dai Ganados. Salta fuori a dar man forte ai nostri eroi il fascinoso spagnolo Luis Sera, all’apparenza uno sciupafemmine, che dichiara di essere un poliziotto ma si rivelerà qualcos’altro. Dopo lo scontro con Mendez, nerboruto capo del villaggio orribilmente trasformato, Leon e Ashley riparano nel castello di Lord Salazar, braccio destro di Saddler, affetto da nanismo e con l’aspetto di un bambino invecchiato.

Il castello pullula di ganados zeloti della setta degli Illuminati. Qui l’atmosfera è più simile a Castlevania e s’ingaggiano numerosi combattimenti. Tra i cattivi spunta il Garrador, un umanoide in armatura dotato di artigli estraibili alle braccia il cui unico punto debole è la plaga sulla schiena. In un capitolo si può manovrare Ashley che deve risolvere qualche facile puzzle e sfuggire ad armature semoventi. Intanto si fa di nuovo viva un’ultrasexy Ada Wong, al soldo di Wesker, uno dei pochissimi legami con i capitoli precedenti. Il primo duello con Leon cita Matrix con qualcosa di Mission: Impossible.

Si passa poi ai sotterranei dove l’ambientazione claustrofobica simile a quella di un’acciaieria e l’attacco di un Verdugo, guardia del corpo di Salazar simile ad uno xenomorfo di Alien, rendono omaggio al capolavoro di Ridley Scott. Si passa poi alle miniere, dove non può mancare una spericolata corsa sui carrelli in stile Indiana Jones, e alle caverne infestate dai Novistadores, insettoidi sputa-acido che rapiscono di nuovo Ashley. Dopo lo scontro finale con Salazar, tramutatosi in una sorta di pianta carnivora gigante, Leon si reca sull’isola vicina per recuperare la ragazza.

Lo scenario cambia totalmente e, piuttosto che in un horror, sembra di essere capitati in un gioco di guerriglia con i ganados che sono qui soldati mercenari. L’atmosfera torna ad essere macabra nei consueti laboratori abbandonati in cui si aggirano i Regeneradores, ributtanti umanoidi in grado di rigenerare gli arti colpiti. L’unico modo per ucciderli è individuare le plagas nel loro corpo con un mirino a infrarossi ed eliminarle una ad una. Dopo un omaggio alla prima trasposizione cinematografica con una griglia laser qui meno letale, Leon finisce in un container sospeso nel vuoto dove deve affrontare “Lui”, nome che sembra un omaggio a It di Stephen King, ennesima aberrazione incrocio tra una salamandra e uno scorpione.

Uno dei boss più temibili è Krauser, ex-camerata di Leon e ora mutato in un invincible supersoldato. Lo scontro finale è ovviamente con Saddler, anche lui trasformato in un orribile essere simile a un ragno gigante con occhi sulle zampe. Sconfitto il malvagio, distrutta la plaga che ha in corpo e salvata Ashley, Leon sfreccia fuori dall’isola a bordo di una moto d’acqua prima che la sequenza di autodistruzione della base giunga a compimento. I titoli di coda sono una dei momenti più inquietanti e angoscianti del gioco. Tra i minigiochi da sbloccare, la missione di Ada in cui è possibile manovrare la bella spia.

Nonostante il brusco cambio di rotta, Resident Evil 4 è un trionfo di critica e pubblico, un pluripremiato capolavoro videoludico che ha avuto il merito di rinverdire la saga in un momento di evidente stanchezza rilanciando il franchise. E’ già una pietra miliare.


Resident Evil: Extinction

Titolo originale: Resident Evil: Extinction
Genere: Fantascienza – Horror
Regia: Russell Mulcahy
Interpreti: Milla Jovovich, Oded Fehr, Ali Larter, Iain Glan, Jason O’Mara
Provenienza: Germania, Francia, USA, Regno Unito, Australia
Durata: 94 min.
Casa di produzione: Constantin Film, Davis Films, Impact Pictures
Distribuzione (Italia): Columbia TriStar Pictures
Data di uscita: 21 settembre 2007 (USA), 12 ottobre 2007 (Italia)


Anche per il terzo episodio cinematografico, Anderson si limita a produrre e scrivere il soggetto lasciando la regia a Russell Mulcahy, noto per aver diretto Highlander – L’Ultimo Immortale. La storia si scosta di nuovo dal videogame. In un mondo ormai in rovina ed in preda agli zombi, Alice si aggira nel deserto del Nevada come una novella Mad Max alla ricerca di superstiti e di un luogo sicuro dall’infezione.

L’inizio è abbastanza originale e ad effetto. La bella eroina interpretata ancora dalla bellissima Milla Jovovich viene fatta prigioniera da un gruppo di psicopatici che la fanno combattere con dei cani zombi. Una sequenza che può ricordare film come Non aprite quella porta o Le colline hanno gli occhi. Alice ritrova poi i suoi compagni e li salva usando i suoi poteri per dar fuoco ad un enorme stormo di corvi mutati nella scena più spettacolare del film.

La donna ritrova il suo amato Carlos Olivera, destinato a sacrificarsi per il gruppo. Dal videogame vengono gettati nella mischia anche Claire Redfield, interpretata dalla bella Ali Larter, e Albert Wesker, il cattivo della saga, che qui ha il volto di Jason O’Mara ma avrà peso consistente soltanto negli episodi successivi. Il vero villain della situazione è il dr. Isaacs che si trasforma in un Tyrant con facoltà rigenerative e un tentacolo al posto del braccio destro.

La battaglia finale con gli zombi ambientata tra i resti di Las Vegas vorrebbe avere una qualche valenza metaforica ma non significa assolutamente niente. Ricordiamo peraltro la pessima tag sul poster italiano che resta ancora oggi enigmatica: “La città del peccato incontra il suo creatore”. Ancora effetti speciali al risparmio e una sceneggiatura non certo brillantissima. E’ un film che fa il minimo sindacale come mezzo d’intrattenimento e apre per il quarto episodio.


Resident Evil: Degeneration

Titolo originale: Biohazard: Degeneration
Genere: Animazione – Horror
Regia: Makoto Kamiya
Interpreti (doppiatori italiani): Riccardo Rossi, Rossella Acerbo, Eleonora De Angelis, Simone Mori, Renato Mori
Provenienza: Giappone
Durata: 97 min.
Casa di produzione: Capcom, Resident Evil CG Film Partners, Sony Pictures
Distribuzione: Sony Pictures
Data di uscita: 18 ottobre 2008 (Giappone), 30 dicembre 2008 (Italia)


In vista dell’uscita di Resident Evil 5 la Capcom lancia il primo film d’animazione in computer grafica che fa da spin-off alla saga introducendo temi come il bioterrorismo ed elementi come la corporazione Tricell che verranno sviluppati nel quinto episodio videoludico.

Sono trascorsi sette anni dalla distruzione di Raccoon City. Claire Redfield fa ora parte di Terra Save, una sorta di Greenpeace, e si trova all’aeroporto di Harvardville per prendere parte ad una manifestazione di protesta contro il Senatore Ron Davis, maggiore azionista della WilPharma, accusata di condurre esperimenti su cavie umane. Tra i manifestanti c’è un uomo infettato dal Virus-T che sparge il contagio e l’aeroporto si popola presto di zombi.

Un Leon S. Kennedy un po’ più duro di quello visto in Resident Evil 4 viene inviato dal Presidente a risolvere la situazione e ritrova, guarda un po’ che coincidenza, Claire. I due protagonisti del secondo episodio videoludico sono così riuniti.

Il film è diviso in due parti. La prima vede i nostri eroi scampare all’aeroporto infestato di morti viventi. La seconda invece si svolge nello stabilimento della WilPharma dove i nostri eroi tentano di arrestare il ricercatore Curtis Miller che intende vendicare moglie e figlia morte nel disastro di Raccoon City. Per i fans del videogioco è tutto già visto e prevedibile. Laboratori asettici, lo scienziato che si trasforma in Tyrant, i due eroi che devono sopravvivere e l’esplosione finale dello stabilimento.

Il livello dell’animazione è pregevole ma la storia è risaputa e molto meno importante di quella dei capitoli videoludici. E, senza un joypad tra le mani, è anche meno divertente. Il sequel, comunque, è in arrivo.


Resident Evil 5

Titolo originale: Biohazard 5
Genere: Survival Horror – Action – Sparatutto
Sviluppatore: Capcom
Distribuzione (Italia): Capcom
Provenienza: Giappone
Piattaforma: XBox 360, PS 3, Microsoft Windows
Modalità di gioco: Giocatore singolo
PEGI: 18+
Data di uscita: 5 marzo 2009 (Giappone), 13 marzo 2009 (Europa)


Quattro anni dopo il successo stratosferico di Resident Evil 4 l’attesa per il quinto capitolo è spasmodica. In rete iniziano a circolare teaser virali live in cui Chris Redfield è sull’orlo del suicidio in preda a ricordi spaventosi. Un flashback mostra alcune scene del gioco. Poi Chris viene salvato da una bella ragazza africana, Sheva Alomar. I due sono agenti della BSAA, un corpo speciale che combatte il bioterrorismo.

Il trailer stupisce per le innovazioni nella veste grafica, comunque abbastanza prevedibili trattandosi di un prodotto per console di settima generazione. A far storcere il naso è la sensazione che si tratti di un gioco praticamente identico a Resident Evil 4 ma ambientato in un villaggio in Africa anziché in Spagna. I timori si rivelano fondati. I fans della saga si troveranno tra le mani una sorta di Black Hawk Down vagamente horror, molto meno spaventoso del predecessore e anche più breve.

Ancora scosso dalla recente scomparsa di Jill, Chris giunge nella regione africana del Kijuju dove si unisce a Sheva per indagare sulla minaccia del bioterrorista Ricardo Irving. Anche stavolta, i Majini, versione africana dei Ganados, sono infetti da plagas e si rivelano ostili. Anche stavolta c’è il tizio con la motosega, c’è il gigante e ci saranno i majini soldati. Bisogna vedersela anche con la tribù degli Ndipaya nelle paludi o in templi sotterranei alla Tomb Raider.

Poco cambia anche dal punto di vista del gameplay. L’unica variazione è che il giocatore è costantemente assistito da Sheva. Un aiuto anche eccessivo che toglie molta tensione al gioco. Tra le solite aberrazioni giganti e il ritorno dei Lickers, il nuovo mostro della situazione è il tentacolare Uroboro che la spietata Excella Gionne, dirigente della Tricell, sembra ritenere il prossimo passo dell’evoluzione umana. Salta fuori che Jill è ancora viva ma è un colpo di scena scontato.

Dopo gli ennesimi laboratori, teatro della battaglia finale è una nave della corporazione. Excella si tramuta in una creatura lovecraftiana che Chris abbatte a colpi di laser. Finalmente si giunge allo scontro decisivo con Albert Wesker che sembra sconfitto una volta per tutte. Un gioco impressionante dal punto di vista estetico, nella ricostruzione delle varie ambientazioni africane e nel design dei personaggi, ma gli sviluppatori si sono limitati a riproporre gli elementi del quarto capitolo realizzando più una simulazione di guerra (accusata anche di razzismo) che un survival horror.


Resident Evil: Afterlife

Titolo originale: Resident Evil: Afterlife
Genere: Fantascienza – Horror
Regia: Paul W.S. Anderson
Interpreti: Milla Jovovich, Ali Larter, Wentworth Miller, Shawn Roberts, Boris Kodjoe, Sienna Guillory
Provenienza: Germania, Francia, USA
Durata: 97 min.
Casa di produzione: Constantin Film, Davis Films, Impact Pictures
Distribuzione (Italia): Columbia TriStar Pictures
Data di uscita: 21 settembre 2007 (USA), 12 ottobre 2007 (Italia)


Uno dei motivi per cui la serie cinematografica resta, nonostante tutto, godibile è una sempre più bella Milla Jovovich. In questo quarto episodio, non solo la vediamo in 3-D, ma all’inizio ci godiamo anche un intero esercito di Alice-cloni versione ninja. Alla regia torna il marito, Paul W. S. Anderson, che aveva diretto solo il primo capitolo, finora il migliore.

Si riparte da dove avevamo lasciato, con la nostra bella guerriera che va distruggendo laboratori Umbrella a destra e a manca diretta verso un luogo di salvezza chiamato Arcadia. E Anderson ha lo spunto felice di toglierle immediatamente tutti i suoi poteri trasformandola da supereroina invincibile a donna qualunque, come tutte le protagoniste del videogioco.

Come Claire Redfield, che torna dall’episodio precedente, di nuovo interpretata dalla splendida Alison Larter, qui in preda ad amnesia. A lei si unisce finalmente il fratello Chris, eroe indiscusso della serie videoludica. Ritroviamo anche il supercattivo Albert Wesker, interpretato stavolta da Shawn Roberts, glaciale ed invincibile come ben sapranno tutti quelli che hanno dovuto affrontarlo con un joypad.

Nel film compaiono un paio di elementi da Resident Evil 4 e 5 come le plagas e un gigantesco majini boia armato di un’ascia spropositata e collocato qui a Los Angeles. La storia va dalla A alla B e niente di più. Soliti combattimenti infarciti di rallenty alla Matrix ed effetti digitali senza infamia e senza lode. Solo per i fan.

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