Speciale – Resident Evil: benvenuti al Survival Horror – Prima parte
E’ un anno importante per i fans di Resident Evil, il celebre videogame survival horror della Capcom che terrorizza i giocatori di tutto il mondo dal 1996 e divenuto un fenomeno multimediale. E’ arrivato la settimana scorsa in Italia Resident Evil Retribution, quinto episodio della trasposizione cinematografica, ieri è uscito nel nostro paese il nuovo capitolo videoludico Resident Evil 6 e a fine ottobre toccherà a Resident Evil Damnation, secondo lungometraggio animato direct-to-video. Ripercorriamo allora in ordine cronologico l’intera saga multimediale.
Resident Evil
Titolo originale: Biohazard
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Capcom
Distribuzione (Italia): Virgin Interactive
Provenienza: Giappone
Piattaforma: Microsoft Windows, PlayStation, Sega Saturn
Modalità di gioco: Giocatore singolo
PEGI: 16
Data di uscita: 22 marzo 1996 (Giappone), 1 marzo 1996 (Italia)
Luglio 1998. Nella foresta di Raccoon City si verificano alcuni misteriosi omicidi. I cadaveri recano segni di morsi. Il dipartimento di polizia locale affida il caso al reparto forze speciali S.T.A.R.S.. La squadra Bravo viene inviata ad indagare ma sparisce nel nulla. Una seconda squadra, la Alpha, giunge in soccorso e trova l’elicottero del Bravo Team abbattuto. Il pilota è stato dilaniato, i compagni spariti. Un branco di cani orribilmente scarnificati attacca l’Alpha Team facendo scempio del giovane Joseph. Il resto del gruppo trova rifugio in una mastodontica magione vittoriana. Ha così inizio il primo terrificante capitolo della saga survival horror più amata al mondo.
Il filmato introduttivo, un b-movie con attori scadenti flagellato dalla censura europea, è oggi ritenuto un vero e proprio cult. Il gioco prende spunto dal gameplay di Alone in the Dark, l’antesignano dei survival horror sviluppato dalla francese Infogrames, uscito nel 1992 e capostipite di un’altra fortunata saga. In Resident Evil, il giocatore può scegliere tra due personaggi. Chris Redfield, forte ma lento, viene assistito da Rebecca Chambers, unica superstite dell’altra squadra, ufficiale medico e membro più giovane della S.T.A.R.S. Giocando con la bella Jill Valentine, veloce ma più vulnerabile, si può usufruire invece dell’aiuto di Barry Burton, veterano del team.
I personaggi poligonali si muovono su sfondi prerenderizzati altamente fotorealistici e di grande atmosfera, amplificata da una colonna sonora tesa e sinistra. I continui cambi d’angolazione dell’inquadratura e i filmati d’intermezzo danno così la sensazione di trovarsi in una vera pellicola horror. La peculiarità principale del gioco è che non ci sono obiettivi immediati, orde di mostri da affrontare subito o suddivisione in livelli. Il giocatore si avventura nell’esplorazione della grande magione e pian piano ne svelerà tutti gli orrori.
Ad aumentare il senso di realismo nell’esperienza di sopravvivenza, i personaggi hanno inizialmente a disposizione un equipaggiamento limitato e possono trasportare solo un certo numero di oggetti lasciando gli altri in apposite casse. Per guarire dalle ferite bisogna procurarsi delle erbe e mischiarle con altre per ottenere medicinali più efficaci, i salvataggi sono limitati e per eseguirli bisogna trovare dei nastri e utilizzarli nelle macchine da scrivere poste qua e là nella casa.
La tensione cresce man mano che il gioco si evolve. Tra i momenti più terrorizzanti ed iconici del gioco, l’incontro con il primo zombi che si volta lentamente a guardare il giocatore e i cani che irrompono in un corridoio sfondando le finestre con esplosivi effetti sonori al cardiopalma. Oltre alle evidenti influenze dal cinema di George Romero, il gioco denota citazioni da Gli Uccelli di Alfred Hitchcock, Lo Squalo di Steven Spielberg e alcuni grandi classici dell’orrore, non ultimo Frankenstein.
Esplorando i lugubri ambienti della villa risolvendo puzzle con trabocchetti, i protagonisti rinvengono i cadaveri dell’altra squadra o assistono impotenti alla loro morte e devono vedersela, oltre che con gli zombi, con i rettiloidi Hunter, con squali, serpenti, tarantole e piante carnivore giganti, e con i raccapriccianti insettoidi Chimere. Se Alone in the Dark si rifà ai racconti di Lovecraft tenendo al centro della storia l’elemento esoterico, i mostri di Resident Evil hanno origine (fanta)scientifica, creati dall’Umbrella Corporation attraverso il terribile T-Virus. Nei laboratori sotterranei della villa, Albert Wesker, capitano e traditore dell’Alpha Team, attende di liberare il potentissimo umanoide Tyrant. La storia può sfociare in tre finali alternativi sia che si giochi con Chris che con Jill.
Resident Evil divenne all’istante un grande classico. Tra le varie conversioni, la Director’s Cut per la PlayStation prometteva una versione incensurata del gioco ma la Sony ritirò il benestare all’ultimo momento e i tagli nel filmato introduttivo rimasero. L’ultima versione del gioco in ordine di tempo è Resident Evil: Deadly Silence per Nintendo DS. Del remake per Nintendo Gamecube uscito nel 2002 parleremo in seguito.
Resident Evil 2
Titolo originale: Biohazard 2
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Capcom
Distribuzione (Italia): Virgin Interactive
Provenienza: Giappone
Piattaforma: Microsoft Windows, PlayStation, Sega Saturn, Nintendo 64, Dreamcast, Nintendo GameCube
Modalità di gioco: Giocatore singolo
PEGI: 16
Data di uscita: 21 gennaio 1998 (USA), 8 maggio 1998 (Europa)
Circa due mesi dopo gli eventi del primo capitolo, il T-Virus si sparge a Raccoon City che viene così infestata dagli zombi. Il giocatore può scegliere stavolta tra il giovane poliziotto Leon Scott Kennedy, al suo primo giorno di servizio, e Claire Redfield, giunta alla ricerca di suo fratello Chris, protagonista del primo capitolo, partito per l’Europa con i compagni della S.T.A.R.S. per affrontare l’Umbrella.
Sulla falsariga della saga cinematografica di Romero, se il primo episodio si svolgeva in una casa isolata e i mostri venivano somministrati col contagocce, qui siamo invece nel bel mezzo di una città gremita di morti viventi e i due protagonisti trovano presto rifugio nella grande centrale di polizia in cui il pericolo sarà comunque in agguato. I filmati live del capostipite lasciano qui il posto a sequenze in computer grafica mentre l’aspetto del gioco e il gameplay non cambiano rispetto al capostipite. Ci sono due modalità di gioco. Sostanzialmente si tratta di finire la storia prima con un personaggio e poi con l’altro seguendo eventi paralleli. Nella seconda modalità gli scenari e i personaggi vengono invertiti con le dovute differenze.
Stavolta la trama ha un respiro più ampio con molti personaggi secondari tra cui due giocabili per una breve parte della storia. Il primo è Ada Wong, fascinosa spia asiatica al soldo di Wesker. L’altra è la piccola Sherry Birkin (la possibilità di guidare una bambina per un breve tratto del gioco era possibile già in Alone in the Dark 2), figlia di due ricercatori dell’Umbrella, inconsapevole di avere dentro il suo ciondolo una fiala del nuovo G-Virus. Per questo motivo le danno la caccia il nuovo Tyrant T-103, omaggio a Terminator, e suo padre William, creatore del virus, che si trasformerà via via in un orribile mostro. La madre Annette, apparentemente glaciale, tenta di proteggere i suoi cari con tutti i mezzi. Tra gli altri personaggi spiccano Brian Irons, folle e pedofilo capo della polizia, e il giornalista Ben Bertolucci.
Stavolta, a far rabbrividire il giocatore sono i Lickers, umanoidi quadrupedi con cervello e cuore esposti e lunghe lingue guizzanti, dotati di agilità sovrumana e in grado di camminare sui muri. Poi c’è l’embrionale Creatura G e un omaggio alla leggenda urbana del coccodrillo nelle fogne che può essere ucciso come lo squalo di Spielberg. Tra le sequenze action-horror più memorabili, lo scontro con William Birkin sulla funivia sotterranea e la battaglia finale sul treno per lasciare i laboratori dell’Umbrella.
Un secondo mastodontico capolavoro che perde qualcosa rispetto al primo riguardo le atmosfere claustrofobiche e la tensione ma lo supera sotto il profilo delle dinamiche narrative ed action. Una curiosità: lo spot giapponese del gioco è un cortometraggio live diretto da Romero. Il franchising Resident Evil prende definitivamente il via.
Resident Evil 3 – Nemesis
Titolo originale: Biohazard 3 – Last Escape
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Capcom
Distribuzione (Italia): Virgin Interactive
Provenienza: Giappone
Piattaforma: Microsoft Windows, PlayStation, Dreamcast, Nintendo Gamecube
Modalità di gioco: Giocatore singolo
PEGI: 16+
Data di uscita: 17 settembre 1999 (USA), 10 febbraio 2000 (Europa)
Uscito appena un anno dopo, Resident Evil 3 si svolge contemporaneamente al secondo capitolo terminando il giorno successivo. La storia stavolta è semplicissima. Jill Valentine, eroina del primo episodio, tenta di lasciare Raccoon City facendosi largo tra orde di zombi. Ancora ad omaggiare Terminator, Il Tyrant Nemesis, programmato per dare la caccia ai membri S.T.A.R.S., la insegue senza sosta armato di lanciarazzi e provvisto di tentacoli.
Jill s’imbatterà in un gruppo di mercenari assoldati dall’Umbrella tra i quali il leale Carlos Olivera è giocabile per una breve frazione della storia. Il gioco è privo della complessità narrativa dei predecessori e si propone di essere semplicemente un action sparatutto, con pochi semplicissimi puzzle e tanta adrenalina. I personaggi possono eseguire nuove mosse, hanno a disposizione nuovi tipi di armi, e si possono creare munizioni con la polvere da sparo. Inoltre, in alcuni momenti cruciali della storia, al giocatore verranno proposte due possibilità di scelta che influiranno sul prosieguo.
L’avventura di Jill si dipana per tutta Raccoon permettendo al giocatore di esplorare l’ormai mitica città visitando i luoghi più caratteristici, dalla stazione di polizia vista nel capitolo precedente, passando per la redazione del Times, l’ospedale, la torre dell’orologio e la cattedrale fino allo stabilimento di smaltimento rifiuti in cui si svolge lo scontro finale.
Resident Evil 3 non raggiunge i livelli dei due predecessori e risulta quasi l’appendice del secondo episodio, tuttavia diventa uno dei momenti fondamentali della saga presentando il destino finale della città, nuclearizzata per ordine del governo.
Resident Evil Code: Veronica
Titolo originale: Biohazard Code: Veronica
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Nextech Corporation, Capcom
Distribuzione (Italia): Capcom
Provenienza: Giappone
Piattaforma: Dreamcast, Playstation 2, Nintendo GameCube
Modalità di gioco: Giocatore singolo
PEGI: 16+
Data di uscita: 2 febbraio 2000 (Giappone), 29 marzo 2000 (USA)
Pur supervisionandone la produzione, la Capcom delegò lo sviluppo del quarto capitolo alla Nextech. E’ il primo episodio ad essere realizzato con fondali 3D e a non essere stato prodotto principalmente per una console Sony bensì per la Dreamcast della Sega. Le successive conversioni avranno titolo Resident Evil Code: Veronica X con alcune modifiche e scene aggiunte rispetto all’originale.
Alla ricerca di suo fratello Chris, Claire s’intrufola in un’installazione dell’Umbrella, viene catturata e condotta nel campo di concentramento della corporazione su Rockfort Island che rifà il verso ai lager nazisti con tanto di centro d’addestramento militare e palazzo vittoriano sede dello schizofrenico Alfred Ashford. Rampollo della famiglia fondatrice dell’Umbrella, Alfred si traveste e s’identifica in sua sorella gemella Alexia che si trova invece in stato d’ibernazione in attesa di mutare grazie al nuovo virus T-Veronica e dominare l’umanità. La doppia personalità di Alfred e lo stesso nome sono un omaggio a Psycho e al regista Hitchcock.
Quando Rockfort Island viene bombardata, Claire ne approfitta per fuggire e dovrà affrontare la solita serie di mostri e puzzle, coadiuvata stavolta dal giovane e scontroso Steve Burnside, figlio di un traditore dell’Umbrella e personaggio giocabile per una sezione della storia. I due tentano di lasciare l’isola a bordo di un aereo sul quale devono affrontare il nuovo Tyrant 078 ma Alfred prende il controllo del velivolo e li fa precipitare in una base Umbrella nell’Antartico, ambientazione che riecheggia La Cosa di Carpenter. Qui il nemico più temibile è il Nosferatu, mutazione di Alexander Ashford, padre dei due gemelli.
A metà gioco si prende il controllo di Chris che deve ripercorrere le tracce di Claire risolvendo i puzzle rimanenti su Rockfort Island e affrontando Hunter e nuovi mostri simili ad anguille elettriche giganti. Purtroppo, dover tornare negli scenari già visitati, rende il gioco ripetitivo e, a tratti noioso. Gli enigmi da risolvere si rivelano anche un po’ troppo macchinosi e tendono a rallentare la partita.
Più interessante la parte finale della storia. Steve è un personaggio francamente inutile e si rivela carne da macello. Riuniti Chris e Claire in Antartide, risposta metaforica ai due malvagi gemelli Ashford, c’è la resa dei conti con Alexia. Lo proposizione di un fac-simile di Villa Spencer, la magione del primo episodio, e il ritorno di Albert Wesker fanno pensare ad una chiusura del cerchio e ad uno scontro finale. In effetti, Chris e Albert si affrontano in uno spettacolare duello, ahimé non giocabile, con elementi visivi in stile Matrix (uscito appena un anno prima del gioco). L’epilogo lascia le cose in sospeso.
Dopo l’uscita del gioco, qualcuno lo ritiene davvero l’episodio conclusivo (e deludente) della saga. Si parla di un sequel con storia e personaggi completamente diversi. Il senno di poi ci dice che le cose sono andate diversamente e la lunga battaglia di Chris, Leon, Claire e degli altri eroi della serie è ancor oggi ben lungi dall’essere terminata.
Resident Evil
Titolo originale: Resident Evil
Genere: Fantascienza – Horror
Regia: Paul W. S. Anderson
Interpreti: Milla Jovovich, Michelle Rodriguez, Colin Salmon, James Purefoy, Eric Mabius
Provenienza: Regno Unito, Germania, Francia, USA
Durata: 100 min.
Casa di produzione: Constantin Film, Davis Films, Impact Pictures, New Legacy
Distribuzione (Italia): Columbia TriStar Pictures
Data di uscita: 15 marzo 2002 (USA), 5 luglio 2002 (Italia)
Giunti ai primi anni del 2000, Resident Evil non è più semplicemente una saga videoludica, che conta peraltro il titolo corollario Resident Evil: Gun Survivor per PS, ma gode anche di trasposizioni fumettistiche e letterarie. Il tanto atteso adattamento cinematografico arriva nel 2002 ad opera dell’inglese Paul W.S. Anderson, già regista del cinevideogame Mortal Kombat. L’approccio di Anderson è molto intelligente, sa di avere a che fare con un pubblico di fans che conosce a menadito l’opera originale e decide di costruire una propria storia con diversi personaggi pur mantenendo ambientazione, elementi horror e suggestioni del videogame.
Se, nel primo episodio videoludico, ci troviamo di fronte ad una casa vittoriana infestata da creature mostruose, un’ambientazione da horror con classici elementi esoterici, per poi scoprire che la causa di tutto sono gli esperimenti dell’Umbrella, Anderson rivolta il guanto mostrando subito i laboratori asettici e ultramoderni della corporazione e la fuga del virus all’interno dell’installazione che prende il nome di Alveare per la sua particolare organizzazione strutturale. La villa, specchietto per le allodole, viene mostrata solo per pochi istanti, quasi un semplice omaggio al gioco. Ma è proprio qui che si sveglia Alice, la protagonista affetta da amnesia e dotata di capacità sovrumane interpretata dalla bellissima attrice ucraina Milla Jovovich.
Con l’alveare infestato da zombi ritoccati in digitale, peculiarità sgradevole che prenderà piede in troppi horror, l’Umbrella invia un commando nel quale si distingue Rain, la tosta Michelle Rodriguez, per disattivare l’autonoma e pericolosa intelligenza artificiale Regina Rossa che assume le sembianze olografiche di una bambina. Tra gli altri personaggi hanno un ruolo fondamentale l’ambientalista Matt, deciso a denunciare l’Umbrella, e Spence, anch’egli preda di amnesia, il cui nome è un omaggio allo Spencer del videogame che dà il nome alla Villa.
Sostenuto dalle musiche di Marco Beltrami e dalle canzoni di Marilyn Manson, il film non è certo un capolavoro ma funziona bene, procede a ritmo sostenuto, con buone sequenze horror, un giallo che tiene fino alla fine e qualche idea memorabile tipo la griglia laser che riduce in brandelli Colin Salmon e che sarebbe poi stata riciclata anche nel videogame. Post-modernismi con rallenty ancora Matrix-style dettano le scene di combattimento di Alice con i cani zombi, altra vecchia conoscenza dei fans. E quando, nel finale, ci si aspetterebbe il Tyrant, arriva invece un Licker su un treno sotterraneo, entrambi elementi di Resident Evil 2.
Costato 33 milioni di dollari, il film ne incassa più di 102 in tutto il mondo, e il finale apre al sequel con Raccoon City deserta e Matt consegnato al progetto Nemesis. Oltre alle critiche negative, sulla pellicola si abbatte il malcontento dei puristi che avrebbero voluto fatti e personaggi del videogame. Le conseguenze nefaste si sarebbero viste nel sequel.
Resident Evil (Rebirth)
Titolo originale: Biohazard
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Capcom
Distribuzione (Italia): Virgin Interactive
Provenienza: Giappone
Piattaforma: Nintendo Gamecube
Modalità di gioco: Giocatore singolo
PEGI: 15
Data di uscita: 22 marzo 2002 (Giappone), 13 settembre 2002 (Italia)
In seguito ad un accordo con la Capcom, la Nintendo ottiene l’esclusiva per i giochi di Resident Evil. In attesa del quarto capitolo della saga, vengono riproposti per il Gamecube i primi quattro titoli della serie con un sontuoso restyling per il capostipite. Resident Evil Rebirth, come viene battezzato più o meno ufficiosamente, esce il 22 marzo 2002, stesso giorno e mese dell’originale, e appena una settimana dopo l’uscita del film in USA.
Pur trattandosi di un remake, il gioco sarà uno dei capitoli più riusciti dell’intera serie se non addirittura il migliore. Le atmosfere coinvolgenti e spaventose dell’originale sono amplificate e rese ancor più realistiche grazie alla nuova dettagliatissima veste estetica. I filmati d’intermezzo sono riproposti in cgi per un aspetto omogeneo con le sequenze di gioco, dialoghi e musiche ricalcano quelle del prototipo, seppur prive delle stesse ingenuità, per mantenerne inalterato lo spirito.
Vengono modificati molti puzzle e aggiunti alcuni elementi alla storia. In primis la famiglia di George Trevor, architetto newyorkese ingaggiato per progettare Villa Spencer e poi fatto prigioniero. Jessica e Lisa, moglie e figlia, sono state sottoposte a terribili esperimenti. La donna è morta, la ragazza, impazzita, le ha scuoiato il viso e lo usa come maschera rievocando il Faccia di Cuoio di Non aprite quella porta. Tra le ambientazioni vengono aggiunti un cimitero, teatro del nuovo puzzle delle quattro maschere che caratterizza la parte iniziale del gioco, e un piccolo capanno nel bosco, copia carbone de La Casa di Sam Raimi.
Tra i mostri, resi ancor più raccapriccianti dalle migliorie grafiche, la novità è rappresentata dai Crimson Head, zombi che, una volta colpiti, torneranno in vita se non verrà dato fuoco al cadavere. Il giocatore ha a disposizione nuove armi di difesa: un taser per Jill e granate per Chris che si possono incastrare nella bocca di zombi e Hunter e farle saltare con un colpo di pistola. Il gameplay resta immutato ma l’esperienza di gioco appare totalmente nuova grazie proprio alla totale ristrutturazione visiva e ad un tono ancor più drammatico. Un capolavoro da un capolavoro.


























