Alla Ricerca di Nemo 3D – Recensione
Marlin e Coral sono una felice coppia di pesci pagliaccio in attesa che le migliaia di uova deposte si schiudano. L’idillio si spezza quando vengono attaccati da un temibile barracuda. Gli unici superstiti saranno Marlin e un singolo uovo da cui nascerà Nemo, un pesciolino con una pinna atrofica in conflitto con il padre traumatizzato e iperprotettivo. Entrambi dovranno affrontare un avventuroso percorso di maturazione e riconciliazione.
Alla Ricerca di Nemo 3D
Titolo originale: Finding Nemo 3D
Genere: Animazione
Regia: Andrew Stanton, Lee Unkrich
Interpreti (doppiatori): Alex Polidori, Luca Zingaretti, Carla Signoris, Angelo Nicotra
Provenienza: USA
Durata: 100 min.
Casa di produzione: Pixar Animation, Walt Disney Pictures
Distribuzione (Italia): The Walt Disney Company Italia
Data di uscita: 14 settembre 2012 (USA), 26 ottobre 2012 (Italia)
Uscito nel 2003 in un plebiscito di critica e pubblico, Alla Ricerca di Nemo, uno degli inarrivabili capolavori Disney-Pixar, torna ora nelle sale in versione 3D. Si tratta di una delle opere più originali, mature ed innovative partorite dal geniale gruppo guidato da John Lasseter. Diretto da Andrew Stanton, che si sarebbe poi ulteriormente superato con Wall-E, il film parte da un concept geniale, ovvero usare il micro-macrocosmo acquatico come riflesso delle nevrosi e delle psicosi contemporanee.
Marlin e Nemo sono due emarginati. Il primo, oltre ad essere considerato un buffone per via della sua natura di pesce pagliaccio, è anche traumatizzato dalla tragedia vissuta ed è iperprotettivo verso il figlio che deve sopportare l’handicap di una pinna atrofica. Il primo giorno di scuola, Nemo viene catturato e finisce nell’acquario di un dentista. Il padre dovrà così superare la paura dell’oceano per ritrovarlo.
Nella sua avventura, Marlin verrà coadiuvato da Dory, una pesciolina con gravi perdite di memoria a breve termine. Sulla loro strada un gruppo di squali che si riuniscono in sedute terapiche per smetterla di dare la caccia agli altri pesci. Sarà solo l’inizio di una serie di spassose peripezie costellate di gag geniali, battute irresistibili e caratterizzazioni minuziose e accattivanti.
Ancor più eccezionale la concezione dei personaggi e delle dinamiche narrative inerenti l’acquario in cui è intrappolato Nemo. Anche in questo caso abbiamo una serie di pesci con le loro piccole manie, da quello che crede di custodire bolle d’aria in un forziere a quella che ritiene il suo riflesso sul vetro la sua sorella gemella. Qui spicca Branchia, anziano pesce segnato da mille vicissitudini come un pirata di vecchio corso, che escogita un piano geniale per fuggire dall’acquario.
Il tono intimista del racconto si fa addirittura epico nella parte conclusiva del film che segna non solo l’apice emotivo della storia ma anche la piena maturazione e riconciliazione dei protagonisti. Oltre ad un livello d’animazione sempre ineguagliabile, il film può giovare ora di una riconversione in 3D perfetta che conferisce un nuovo coinvolgimento sensoriale all’esperienza cinematografica.
Un film emozionante, perfetto, privo della minima sbavatura, scritto in maniera brillante, tra personaggi indimenticabili, dialoghi esilaranti e sequenze geniali. La Pixar al meglio. Il cinema d’animazione al suo apice.







