007: Skyfall – Recensione in anteprima
Nel tentativo di recuperare un hard drive che contiene la lista degli agenti NATO sotto copertura, 007 e la partner Eve si lanciano all’inseguimento di un mercenario francese tra le strade di Istanbul. L’operazione ha però degli esiti disastrosi. Eve spara accidentalmente a Bond che viene dato per morto. L’MI6 finisce sotto attacco, M viene costretta al pensionamento e un nuovo terribile nemico si profila all’orizzonte.
007 – Skyfall
Titolo originale: 007 – Skyfall
Genere: Action – Thriller
Regia: Sam Mendes
Interpreti: Daniel Craig, Javier Bardem, Judi Dench, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Bérénice Marlohe
Provenienza: USA, Regno Unito
Durata: 143 min.
Casa di produzione: MGM, Danjag, Eon Productions
Distribuzione (Italia): Warner Bros.
Data di uscita: 26 ottobre 2012 (Regno Unito), 31 ottobre 2012 (Italia)
In occasione del 50° anniversario della serie cinematografica, arriva nelle sale il 23° film di 007, l’agente segreto al servizio di Sua Maestà creato nel ’53 dal romanziere inglese Ian Fleming. Alla regia troviamo stavolta il raffinato Sam Mendes (American Beauty, Era mio padre) che mette insieme un film teso e incalzante, ricco di colpi di scena, con evidenti riferimenti al Batman di Christopher Nolan cui il regista ha dichiarato di essersi ispirato.
Uno 007 stanco ed acciaccato, interpretato per la terza volta dall’inossidabile Daniel Craig, deve rientrare in azione per scoprire chi sta minacciando l’MI6. Lo affiancano Eve, la fascinosa Naomie Harris, e un Q versione giovane nerd. Sulla sua strada la fatale Severine che ha il corpo mozzafiato della franco-cambogiana Bérénice Marlohe e che, purtroppo, sta sullo schermo troppo troppo poco.
Ma la vera Bond-Girl del film è M, lettera che qui diventa la simbolica iniziale della parola “madre”, interpretata per la settima volta da una mastodontica Judi Dench che riesce a conferirle distacco e humour inglese in un mix irresistibile. A chiederne il pensionamento un autoritario Ralph Fiennes nel ruolo di Mallory, nuovo direttore dell’Intelligence and Security Committee.
Nei panni dell’effeminato villain Silva, Javier Bardem regala una delle sue interpretazioni più memorabili, meritevole di una nomination all’Oscar, assolutamente ipnotico in ogni monologo o dialogo di cui è protogonista. Il malvagio richiama da vicino, nelle cervellotiche macchinazioni e nei diabolici modi d’agire, il Joker di Heath Ledger. E’ facilissimo, in alcuni momenti, immaginare il folle Silva col volto bianco e i capelli verdi. Le sue motivazioni, che qui non sveleremo, lo pongono ad uno dei vertici di un triangolo con 007 ed M.
Per James Bond si tratta di una battaglia che lo costringerà ad intraprendere un percorso di morte e rinascita. Quando 007 non sembra più all’altezza della situazione e gli agenti segreti vengono considerati obsoleti, ecco che il nostro eroe salta a bordo della cara vecchia Aston Martin (attenzione alla battuta di M assolutamente identica a quella di Alfred nei riguardi della Lamborghini ne Il Cavaliere Oscuro) e ritorna alle origini per risorgere dalle sue ceneri in un’epica battaglia finale.
Il film è ricchissimo di sequenze action ultraspettacolari, spruzzate d’umorismo ben calibrato e dialoghi brillantissimi. Due ore e venti che scivolano via velocemente grazie anche alla regia elegantissima e ben ritmata di Mendes. Un’opera trascinante, esaltante, epica. Secondo molti il miglior 007 di sempre. Certamente uno dei migliori in assoluto. Il mito non muore mai.








Bel pezzo!
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