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lunedì, 29 ottobre 2012 - 21:39

Le Belve (Savages) – Recensione

Chon e Ben sono due giovani che vivono a Laguna Beach, in California, si guadagnano da vivere con la coltivazione e il commercio della marijuana e si dividono la bellissima fidanzata O. Quando i due rifiutano di unirsi al cartello criminale della spietata Elena, la donna fa rapire O e la consegna alle cure di Lado, suo perverso braccio destro. Chon e Ben dovranno risolvere la situazione con l’aiuto di Dennis, corrotto agente DEA.

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Le Belve

Titolo originale: Savages
Genere: Thriller – Noir – Action
Regia: Oliver Stone
Interpreti: Taylor Kitsch, Aaron Taylor-Johnson, Blake Lively, John Travolta, Salma Hayek, Benicio Del Toro
Provenienza: USA
Durata: 131 min.
Casa di produzione: Ixtlan, Onda Entertainment, Relativity Media
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Data di uscita: 6 luglio 2012 (USA), 25 ottobre 2012 (Italia)


Un Oliver Stone senza infamia e senza lode porta sul grande schermo Savages, romanzo noir di Don Winslow, acclamato autore del genere noto per l’originalità dei suoi racconti. La trasposizione cinematografica, tuttavia, denota poca originalità per quel che riguarda la scrittura lasciandosi apprezzare soprattutto per le interpretazioni di un cast sontuoso ed affiatato.

Taylor Kitsch (John Carter e Battleship) e Aaron Taylor-Johnson (Kick-Ass), due tra le più promettenti giovani leve hollywoodiane, sono Chon e Ben, i protagonisti belli e dannati che devono affrontare un viaggio all’inferno e diventare “Belve” per tentare di salvare O, una Blake Lively malinconica, in veste anche di voce narrante, la cui prigionia ne rivela una seconda ancor più profonda quando inizia ad andare in crisi d’astinenza.

L’interpretazione più notevole la regala forse Salma Hayek tratteggiando un’Elena spietata a causa dell’amore non corrisposto verso la figlia e sembra quasi voler sopperire a questa carenza intrecciando un ambiguo legame con O. Il più feroce della compagnia è Lado, un Benicio del Toro mai così odioso che si rende protagonista delle efferatezze più abominevoli della pellicola.

Più funzionale il personaggio di Dennis, corrotto agente della DEA, interpretato comunque da un John Travolta all’apice della sua maturità artistica. I personaggi lasciano il segno ma la storia è abbastanza risaputa e procede col pilota automatico. Un intreccio banale con poca action e molti dialoghi ed introspezioni che non risultano però noiosi anche grazie alla regia asciutta e ben ritmata di Stone.

Il film sfocia in un mezzogiorno di fuoco finale in doppia versione, quella più romanzata e cinematografica e quella più realistica. E’ un film che si lascia guardare senza stupire, con momenti di violenza neanche troppo disturbanti e un cast in stato di grazia che tiene tutto a galla. Non il miglior Oliver Stone ma è un prodotto che fa il suo dovere come mezzo d’intrattenimento.


Voto: 6

Autore Articolo

- Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.

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