Oblivion – Recensione in anteprima
Anno 2077. Dopo aver vinto la guerra contro gli invasori Scavengers, gli esseri umano hanno dovuto abbandonare la Terra ormai inabitabile e trasferirsi su Titano, satellite di Saturno. Jack e la sua compagna Vika fanno parte di una missione per estrarre le ultime risorse vitali dal pianeta e si occupano della manutenzione dei droni di sorveglianza. Proprio quando la missione sta per giungere a termine, Jack s’imbatte in una misteriosa ragazza e in un gruppo di guerriglieri superstiti che rimetteranno in discussione tutto ciò che lui crede reale.

Oblivion
Titolo originale: Oblivion
Genere: Fantascienza
Regia: Joseph Kosinski
Interpreti: Tom Cruise, Morgan Freeman, Olga Kurylenko, Melissa Leo, Andrea Riseborough, Nikolaj Coster-Waldau
Provenienza: USA
Durata: 126 min.
Casa di produzione: Universal Pictures, Chernin Entertainment, Ironhead Studios, Radical Pictures, Truenorth Productions
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Data di uscita: 11 aprile 2013 (Italia), 19 aprile 2013 (USA)
Prima ancora di dirigere il sottovalutato Tron Legacy, il visionario regista Joseph Kosinski aveva scritto una storia intitolata Oblivion che avrebbe dapprima trasformato in una graphic novel edita dai Radical Studios e poi in questo ambizioso prodotto cinematografico costato la bellezza di 120 milioni di dollari. Il risultato, però, lascia parecchie perplessità e finisce per essere un polpettone abbastanza pesante che mescola concept già visti, da Wall-E a Matrix, passando per The Island e Independence Day.
Tom Cruise, ormai collaudatissimo Action Man cinematografico, è il protagonista Jack, tormentato dai sogni di una realtà che non gli appartiene e restìo all’idea di abbandonare la Terra che considera ancora la sua casa. Andrea Riseborough è Vika, compagna di Jack, affettuosa e sensuale ma anche algida e distaccata, asettica come l’ambiente in cui lavora, ansiosa di raggiungere la colonia terrestre su Titano.
A mettere in crisi il rapporto tra i due compare l’enigmatica Julia, interpretata dalla bellissima franco-ucraina Olga Kurylenko. Come se non bastasse, Jack s’imbatte anche in un gruppo di umani superstiti, apparentemente ostili, guidati dall’onnipresente Morgan Freeman, qui male utilizzato, e da Nikolaj Coster-Waldau (La Madre, Game of Thrones). Melissa Leo, premio Oscar per The Fighter, abituata ad interpretare personaggi autoritari, è Sally, a capo della missione umana.
Man mano che il mistero inizia a dipanarsi, la storia, seppur solida nell’intreccio, scade in una serie di cliché e non denota alcuna idea nuova. Quando inizia ad emergere la verità sul passato di Jack, alcuni elementi sembrano tirati un po’ per i capelli ed alcuni spunti rimangono appena accennati. I ribelli sono funzionali e poco approfonditi, le scene action sono prive d’inventiva, la violenza molto edulcorata, lo spettacolo visivo è sontuoso ma gli effetti digitali si perdono nei dettagli. Perlomeno ha l’onestà di non presentare la solita riconversione in 3D da quattro soldi. La colonna sonora degli M83 non riesce a raggiungere i livelli di quella dei Daft Punk in Tron Legacy che valeva da sola il prezzo del biglietto.
Il film è una riflessione piuttosto scontata sulla natura umana, sulla ricerca delle proprie radici e sul contrasto tra il calore dei sentimenti e il gelo della tecnologia. Si lascia seguire ma dura una mezz’ora di troppo ed è tutto già visto.





















