Looper – Recensione in anteprima

Nel 2074, il viaggio nel tempo è possibile ma illegale e viene utilizzato solo dalle organizzazioni criminali. Poiché nel futuro è praticamente impossibile sbarazzarsi dei cadaveri, la mafia cattura la propria preda e la invia indietro nel 2044 dove un Looper, un sicario professionista, la attende, la uccide e se ne sbarazza. Ma nel contratto di un Looper c’è anche una clausola particolare. Qualora i suoi boss decidano di chiudere il contratto con lui, il Looper dovrà uccidere il suo alter ego del futuro.

Looper

Titolo originale: Looper
Genere: Fantascienza
Regia: Rian Johnson
Interpreti: Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis, Emily Blunt, Paul Dano, Jeff Daniels, Pierce Gagnon, Piper Perabo
Provenienza: USA, Cina
Durata: 119 min.
Casa di produzione: Endgame Entertainment, DMG Entertainment, FilmNation Entertainment, Ram Bergman Prod.
Distribuzione (Italia): Buena Vista International
Data di uscita: 28 settembre 2012 (USA); 31 gennaio 2013 (Italia)

Uscito a settembre in USA, Looper ha registrato un grande successo di critica e di pubblico ed è stato definito un nuovo classico della fantascienza che ha già il suo esercito di cultori. Spiace dirlo ma è un entusiasmo ingiustificato. Se è vero, infatti, che la prova di regia di Rian Johnson è assolutamente maiuscola e che il cast è sontuoso ed affiatato, la sceneggiatura è però un terribile colabrodo. Non si tratta tanto della sfilza di paradossi temporali irrisolti, inevitabili e giustificabili in storie di questo genere, quanto piuttosto di tutta una serie di risvolti narrativi inutili e pretestuosi che complicano inutilmente una vicenda di per sé semplicissima. Andiamo con ordine.

La premessa del film solleva già dei dubbi. Nel 2074 è quasi impossibile sbarazzarsi di un cadavere. “Per problemi di identificazione” è l’unica spiegazione che viene data. Debole. Per quale motivo nel futuro non si può bruciare un corpo o scioglierlo nell’acido? Che tipo di identificazione può essere effettuata se un corpo, pur sempre di carne e ossa, non esiste più? Ma pur accettando tale presupposto, se il problema è sbarazzarsi del cadavere, perché non uccidere la preda direttamente nel 2074 e inviare il corpo nel 2044 per farlo sparire invece di mandarlo indietro nel tempo ancora vivo?

Si tratta di una scelta narrativa tirata per i capelli per giustificare gli sviluppi successivi della vicenda. Quando l’organizzazione criminale decide di chiudere il contratto con un Looper, lo invia al suo giovane alter ego nel 2044 perché lo uccida. E’ chiaramente un rischio. Proprio come accade all’inizio del film, non al protagonista ma ad un suo amico, se il giovane Looper riconosce se stesso più vecchio può esitare. E’ umano, è comprensibile e prevedibile. Allora perché inviare il vecchio Looper al suo giovane alter ego invece che ad un altro Looper qualsiasi visto che ce ne sono tanti? O, come detto, non sarebbe più comodo uccidere il vecchio Looper nel 2074 e inviare il cadavere indietro nel tempo? Spiegazioni in tal senso non ne vengono date.

Joe, protagonista del film, è interpretato dal talentuoso Joseph Gordon-Levitt, attore in rapida ascesa, visto recentemente in Lincoln e ne Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, e già accanto al regista Rian Johnson in Brick – Dose Mortale. Tutta la parte iniziale del film ruota intorno a Seth, amico di Joe interpretato da Paul Dano, che, appunto, non riesce ad uccidere il se stesso del futuro. Venticinque minuti di film perlopiù inutili. Ci si concentra su un personaggio che non avrà alcun peso nella vicenda centrale. E’ un’introduzione congegnata per illustrare alcune dinamiche nel lavoro dei Looper e nell’organizzazione criminale ma non serve quando hai la voce fuori campo di Gordon-Levitt che fa da efficace didascalia in poche battute.

Il film inizia davvero quando Joe si trova a dover uccidere il se stesso del futuro, interpretato da Bruce Willis. La somiglianza tra i due attori sembra improbabile, invece sono entrambi bravissimi a rendere credibile l’illusione che siano la stessa persona. A Gordon-Levitt viene lasciata la parte più intimista della storia mentre Willis, manco a dirlo, ha più sequenze action. Il rapporto tra i due personaggi è la parte più interessante del film. Pur trattandosi della stessa persona, i due hanno intenti diversi e le azioni del giovane influiscono costantemente sul futuro se stesso.

Il vecchio Joe sfugge al giovane con un solo obiettivo, uccidere un bambino che diventerà il Rainmaker, un onnipotente gangster in grado di impossessarsi da solo delle più grandi organizzazioni criminali, di effettuare esecuzioni di massa in contemporanea… ma non di liberarsi di un corpo senza doverlo spedire indietro nel tempo. Il vecchio Joe sa che il Rainmaker è uno dei tre bambini nati in un determinato giorno in un determinato ospedale e, a scanso di equivoci, deve ucciderli tutti. Quale dei tre sia il Rainmaker si capisce immediatamente. Inoltre, non vi diremo chi e perché, ma il fatto che due di questi bambini siano nati nello stesso ospedale e nello stesso giorno denota una coincidenza davvero inaccettabile.

Entra in scena Emily Blunt nel ruolo di una giovane madre che vive in una fattoria con il figlioletto Cid, interpretato da un incredibile Pierce Gagnon, appena sette anni e già in grado di una performance da lasciare a bocca aperta. Il ruolo di madre e figlio nella storia è semplicissimo ma viene imbastita una complicata back-story concernente la sorella della donna che risulta totalmente inutile. Tanto per allungare il brodo. Una curiosità: ricordate il modo in cui Joseph Gordon-Levitt scopre l’identità segreta di Batman ne Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno semplicemente empatizzando con lui? Ecco, qui fa una cosa molto simile con Cid.

Nel cast spicca un grande Jeff Daniels che tratteggia benissimo il gangster a capo dei Loopers. La bella Piper Perabo è invece la showgirl prostituta che ha una relazione col giovane Joe ma finisce anche lei per non avere grande importanza nella narrazione e viene risolta in maniera troppo rapida con la coincidenza di cui sopra.

Nulla da dire sulla regia di Johnson, dinamica, attenta e ricca d’inventiva. Purtroppo, in uno dei momenti cruciali del film, quando vediamo la linea temporale sdoppiarsi in due realtà alternative, il film è inspiegabilmente montato al contrario creando confusione nel pubblico quando poteva essere svolto in maniera assolutamente lineare e comprensibile. Tra i pregi, gli elementi fantascientifici nella scenografia non sono mai eccessivi e il contesto rimane sempre credibile. La violenza non è mai gratuita ed è presentata con misura ed eleganza. L’elemento della telecinesi ha una sua precisa funzionalità nella storia ma si ha la sensazione che se ne sarebbe potuto fare a meno. Comunque fa spettacolo e va bene così.

Looper è una semplicissima storia alla Terminator. Un uomo giunge dal futuro per uccidere un bambino che da grande diventerà una minaccia. Il giovane alter ego del killer deve fermarlo. Chiaro e semplice. Ma la storia è talmente articolata e addobbata di tanti di quegli elementi inutili da sembrare chissà cosa. Un prodotto di serie B mascherato da film di serie A. Furbo.


Voto: 5

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2 Comments

  1. sledgehammer 14 febbraio 2013
  2. Stefano Dell'Unto 15 febbraio 2013

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