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mercoledì, 27 marzo 2013 - 23:55

Il Cacciatore di Giganti – Recensione in anteprima

Nel fiabesco regno di Cloister, il giovane agricoltore Jack viene in possesso di alcuni fagioli magici che aprono un varco con la terra dei Giganti, una razza brutale decisa a riprendere l’antica guerra contro gli esseri umani. Jack dovrà affrontarli coadiuvato dalla bella Principessa Isabella e dal coraggioso Elmont, guardia del Palazzo Reale, ma dovrà guardarsi anche dall’infido Roderick, consigliere del Re e promesso sposo di Isabella.

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Il Cacciatore di Giganti

Titolo originale: Jack The Giant Slayer
Genere: Fantasy, Avventura
Regia: Bryan Singer
Interpreti: Nicholas Hoult, Eleanor Tomlinson, Ewan McGregor, Stanley Tucci
Provenienza: USA
Durata: 114 min.
Casa di produzione: New Line Cinema, Legendary Pictures, Original Film, Warner Bros.
Distribuzione (Italia): Warner Bros.
Data di uscita: 1 marzo 2013 (USA), 28 marzo 2013 (Italia)


La storia trae spunto dalle due celebri fiabe inglesi Jack l’Ammazzagiganti e Jack e la Pianta di Fagioli, già trasposte più volte per il piccolo e grande schermo. Stavolta dirige Bryan Singer, salito alla ribalta con I Soliti Sospetti ed X-Men 1 e 2 prima di cimentarsi nel mezzo flop del sottovalutato Superman Returns e in un Operazione: Valchiria non del tutto soddisfacente. Costato la bellezza di 195 milioni di dollari, Il Cacciatore di Giganti è uscito a inizio marzo in USA e ne ha finora incassati poco più di 50, un risultato deludente ma comprensibile.

Si tratta infatti di un’opera lenta, noiosa e prevedibile, eccessivamente classica nella struttura e con personaggi troppo impostati a cui non ci si può proprio affezionare. Il protagonista è Nicholas Hoult, già visto nell’insopportabile Warm Bodies nelle vesti dello zombi romantico in salsa Twilight. Il suo Jack non buca lo schermo e suscita davvero poco interesse. Lo stesso vale per Eleanor Tomlinson che presta il volto alla bella principessa, graziosa e talentuosa ma non ancora così carismatica da sostenere il ruolo di co-protagonista in un potenziale blockbuster.

Ewan McGregor è il leale Elmont, altro personaggio stereotipato, perfettino, poco approfondito e puramente funzionale. Stanley Tucci è un Roderick sopra le righe, un cattivo gigione e fin troppo convenzionale, dai risvolti banali e destinato a sparire anzitempo. Le dinamiche tra i personaggi non denotano nulla di nuovo. Ci sono i soliti conflitti generazionali e una storia d’amore dagli esiti scontati.

A deludere sono soprattutto gli effetti visivi. Realizzare un film in cui i Giganti sono l’attrazione principale per poi portarli in vita con una motion capture dalla resa estetica sciatta è davvero grave. Pare di vedere i mostri di un videogame vecchio di almeno dieci anni. Oltretutto il 3D funziona a sprazzi e non crea il giusto coinvolgimento sensoriale.

E’ un film assolutamente indeciso, che vorrebbe accontentare adulti e bambini ma finisce per non essere né carne né pesce. Troppo lungo, serioso e poco spigliato per tener desta l’attenzione dei più piccoli, troppo scontato e risaputo per interessare i più grandi. Singer pare aver perso lo smalto degli esordi. Forse il ritorno ai suoi X-Men per il prossimo capitolo della saga lo aiuterà a ritrovare brillantezza.


Voto: 5

Autore Articolo

- Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.

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