La Madre – Recensione in anteprima
Crisi finanziaria del 2008. Disperato per il fallimento della sua compagnia, Jeffrey Desange uccide i due soci d’affari, sua moglie e porta le due figliolette in uno chalet nei boschi per eliminare anche loro e togliersi la vita. Un’entità paranormale, tuttavia, si palesa a proteggere le bambine. Cinque anni dopo, Lucas, fratello di Jeffrey, e la sua compagna Annabel ritrovano le piccole e decidono di prendersi cura di loro.

La Madre
Titolo originale: Mama
Genere: Horror
Regia: Andrés Muschietti
Interpreti: Jessica Chastain, Nikolaj Coster-Waldau, Megan Charpentier, Isabelle Nélisse
Provenienza: Spagna, Canada
Durata: 100 min.
Casa di produzione: Toma 78, De Milo
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Data di uscita: 18 gennaio 2013 (Canada, USA), 21 marzo 2013 (Italia)
Proprio nell’anno in cui inizia la storia, il 2008, il regista e sceneggiatore argentino Andrés Muschietti presentò un cortometraggio horror intitolato Mamà che attirò l’attenzione di Guillermo Del Toro, notoriamente appassionato di ghost-stories e favole horror-gotiche. Del Toro ha deciso così di co-produrre un lungometraggio basato sul corto, lasciando la regia a Muschietti, coadiuvato nella sceneggiatura dalla sorella Barbara e da Neil Cross, creatore di Luther, pluripremiata serie tv inglese.
Le piccole Victoria e Lilly, interpretate dalle bravissime Megan Charpentier e Isabelle Nélisse,vengono dunque ritrovate dopo cinque anni in condizioni animalesche, apparentemente affette da turbe psichiatriche mentre la presenza paranormale che riconoscono come “mamma” continua a vegliare su di loro. Il danese Nikolaj Coster-Waldau, noto per il ruolo di Jaime Lannister in Game of Thrones, presta qui il volto sia a Jeffrey Desange nel prologo del film, che al fratello Lucas, deciso ad adottare le bambine. Avrà però un ruolo puramente funzionale.
La protagonista infatti è la sempre straordinaria Jessica Chastain, nominata all’Oscar per Zero Dark Thirty (scippatole da Jennifer Lawrence), fornisce qui un’altra performance straordinaria. La sua Annabel si trova suo malgrado a dover mettere da parte le aspirazioni musicali per occuparsi, praticamente da sola, di Victoria e Lilly. La dicotomia conflittuale e, allo stesso tempo, empatica tra le due figure materne è l’elemento più interessante di una storia che si dimostra, alla lunga, abbastanza convenzionale.
La regia di Muschietti è attenta ed elegante, l’atmosfera è quella giusta ma il film non regala grossi spaventi. Gli effetti digitali non convincono del tutto e c’è qualche trovata pretestuosa e poco originale per tentare di far saltare lo spettatore sulla sedia. Le motivazioni della madre sovrannaturale reggono a sufficienza ma gli sceneggiatori potevano fare qualcosina di meglio. Il film regala un buon colpo di coda con un finale efficace che rimanda a quello di The Orphanage, altra ghost story prodotta da Del Toro.
Un prodotto senza infamia e senza lode, privo di grossi sussulti, non denota nulla di davvero nuovo ma è di gradevole fruizione e scivola via abbastanza bene, sostenuto perlopiù da una meravigliosa, ipnotica Jessica Chastain che vale da sola il prezzo del biglietto.