L’Era Glaciale 4: Continenti alla Deriva – Recensione in anteprima
Quando la ghianda dello scoiattolino preistorico Scrat causa una frattura nel ghiaccio e la separazione dei continenti, il bradipo Sid, il mammut Manny e la tigre Diego si ritrovano separati dal loro branco, costretti ad intraprendere una rocambolesca avventura marina che li porterà a scontrarsi con una ciurma di temibili pirati.
L’Era Glaciale 4 – Continenti alla Deriva
Titolo originale: Ice Age – Continental Drift
Genere: Animazione
Regia: Steve Martino, Mark Thurmeier
Interpreti (doppiatori): Denis Leary, Ray Romano, John Leguizamo, Queen Latifah, Nick Frost, Peter Dinklage, Jennifer Lopez
Provenienza: USA
Durata: 88 min.
Casa di produzione: Blue Sky Studios,
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox
Data di uscita: 13 luglio 2012 (USA), 28 settembre 2012 (Italia)
Nonostante l’estrema simpatia dei personaggi, la saga de L’Era Glaciale ha dimostrato fin dal secondo episodio un po’ di stanchezza sedendosi continuamente sul concetto di branco inteso come nucleo famigliare che si allarga sempre di più ad ogni capitolo e deve far fronte ad una serie di difficoltà per restare unito. Un tema ripetitivo dal quale questo quarto episodio non si scosta, diretto da Mike Thurmeier, già co-regista del terzo capitolo, qui affiancato da Steve Martino.
La vita dei nostri eroi procede con le immancabili disavventure. Sid viene rintracciato dalla famiglia che lo ha abbandonato ma solo perché vogliono rifilargli l’anziana nonna, irresistibile e un po’ fuori di testa, per poi sparire di nuovo. Manny (doppiato stavolta da Filippo Timi e non più da Leo Gullotta) deve risolvere invece i conflitti generazionali con la figlia Pesca, innamorata del giovane mammut sbagliato trascurando un amico vero come il simpatico riccio Louis, new-entry della serie.
La frattura tra padre e figlia si farà molto più che metaforica quando verranno separati dal cataclisma causato da Scrat. A bordo di un piccolo iceberg, i nostri finiscono per incontrare la pittoresca ciurma di pirati del Capitano Gut (Capitan Sbudella nella versione italiana), una scimmia preistorica doppiata in originale dal piccolo grandissimo Peter Dinklage e nella nostra lingua da Francesco Pannofino. Introdotti da un numero musicale Disney-style, i corsari sono l’elemento più pittoresco del film tra cui spicca la tigre femmina Shira. I risvolti sentimentali con Diego saranno abbastanza scontati. Assolutamente inutili stavolta gli opossum Crash ed Eddie.
Tutto il film si rivela di fatto prevedibile in ogni sviluppo pur senza annoiare, grazie soprattutto ad alcune riuscite gag visive che continuano ad essere la componente migliore della saga. I momenti più esilaranti continuano a riguardare Scrat, e si tratta appunto di sequenze del tutto visive e senza dialoghi. Strepitosa la scena d’apertura in cui si formano i continenti con l’Italia identificata come paese di calciofili. Buone anche le scene di battaglia con i pirati, peccato che il 3D non esalti nulla.
Purtroppo il film non riesce e non vuole dire nulla di più dei capitoli precedenti. Il branco continua ad allargarsi ma le avventure che deve affrontare sono sempre più risapute e gli esiti scontati. Sempre più simpatia, sempre meno idee.







