Resident Evil Retribution – Recensione in anteprima
Dopo aver affrontato zombi, lickers, Nemesis e ogni sorta di mostruosa creatura generata dall’Umbrella Corporation, la splendida ed eroica Alice, coadiuvata dai fratelli Chris e Claire Redfield, ha raggiunto la nave Arcadia, liberato le cavie umane prigioniere a bordo e sconfitto il perfido Albert Wesker. Quando tutto sembra ormai finito, la nave viene attaccata da uno stormo di elicotteri dell’Umbrella guidato da Jill Valentine.
Resident Evil Retribution
Titolo originale: Resident Evil Retribution
Genere: Fantascienza – Horror
Regia: Paul W. S. Anderson
Interpreti: Milla Jovovich, Sienna Guillory, Michelle Rodriguez, Li Bingbing, Johann Urb, Kevin Durand.
Provenienza: Germania – Canada
Durata: 96 min.
Casa di produzione: Constantin Film, Davis Films, Impact Pictures
Distribuzione (Italia): Warner Bros.
Data di uscita: 14 settembre 2012 (USA), 28 settembre 2012 (Italia)
Mentre i videogiocatori di tutto il mondo sono in attesa dell’uscita di Resident Evil 6, la trasposizione cinematografica del celebre survival horror Capcom giunge al quinto episodio, ancora diretto da Paul W. S. Anderson che ha prodotto l’intera saga firmando la regia anche del primo e del quarto episodio e solo la sceneggiatura del secondo e del terzo. Protagonista è sempre Alice, una magnifica Milla Jovovich, moglie di Anderson, che da eroina con superpoteri è passata ad essere una donna comune nel film precedente avvicinandosi di più ai protagonisti del videogame che, seppure ben addestrati, sono normalissimi esseri umani.
L’idea di Anderson è stata fin dall’inizio quella di scostarsi dalla trama dell’opera originale pur mantenendo ambientazioni ed elementi caratteristici. Il malcontento dei fans lo ha poi costretto, nei capitoli successivi, a buttare nella mischia i personaggi del gioco in maniera abbastanza forzosa e cercare una maggior fedeltà alla storia videoludica in film sempre più action e fantascientifici e sempre meno horror.
La trama di questo quinto episodio è un pasticcio terribile. Dopo l’attacco all’Arcadia, Alice si trova prigioniera in un’installazione dell’Umbrella in cui sono riprodotte alcune metropoli internazionali per simulare attacchi bioterroristici, da Tokyo a Mosca. Accantonati Chris e Claire Redfield, che ritroveremo nel sesto e ultimo film della serie, vengono qui inseriti altri eroi del videogame.
Ada Wong è una troppo giovane Li Bingbing che non ha nulla della spia originale se non il lungo vestito viola che indossa in Resident Evil 4 e qui del tutto ingiustificato. Arrivano anche Leon Scott Kennedy e Barry Burton, rispettivamente l’estone Johann Urb e il bravo Kevin Durand, che somigliano solo vagamente alle controparti videoludiche. Ritorna Luther West, nato nella serie cinematografica e di cui si continua a non sentire il bisogno. I personaggi sono lì solo per sparare ai mostri, non denotano il minimo approfondimento e non ci si affeziona a nessuno.
Nell’episodio precedente, Claire veniva soggiogata da un dispositivo insettoide che le iniettava una particolare droga rendendola malvagia finché Alice la liberava dal condizionamento strappandole via il congegno. Qui accade la stessa cosa a Jill, di nuovo interpretata da Sienna Guillory, bionda e glaciale come pure in Resident Evil 5. Stavolta, però, Alice la affronta in una lunghissima scazzottata prima di capire che deve staccarle lo stesso identico dispositivo in bella evidenza sulla scollatura dell’avversaria. Ed è solo la punta dell’iceberg di una serie di combattimenti sempre più demenziali e ricchi dei soliti postmodernismi.
Col solito pretesto della clonazione viene riportata in vita anche Michelle Rodriguez nel ruolo di Rain per essere l’ennesima bad girl del film. Tra gli altri elementi del videogames si segnalano le Plagas nel corpo di un’armata rossa zombesca a Mosca, il ritorno dei Lickers e degli Axe Men. L’ambientazione siberiana richiama inoltre Resident Evil: Code Veronica, capitolo fondamentale della saga videoludica.
Effetti speciali scadenti, un 3D inefficace, personaggi che sono le brutte copie degli originali e una storia che continua a girare su se stessa tornando sempre al punto di partenza. Le atmosfere del videogame sono lontanissime e il finale apocalittico sfocia nel ridicolo. Totalmente scombinato ma Milla Jovovich è magnetica.







