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lunedì, 14 maggio 2012 - 13:00

Another – anime tv: Recensione

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Tratto dal romanzo horror di Yukito Ayatsuji,”Another” racconta di come la nostalgia e il ricordo per una persona scomparsa possano trasformarsi in una maledizione oscura che avvicina il luogo in cui essi sono rinchiusi e custoditi inesorabilmente alla morte…

Another

1x1.transProvenienza: Giappone

Regia: Tsutomu Mizushima

Sceneggiatura: Ryo Higaki

Studio: P.A.Works

Trasmissione: 18 gennaio 2012-27 Marzo 2012

Numero Episodi: 12

 


1972. Nella piccola scuola media di Yomiyama, una rurale e isolata cittadina giapponese, una giovane studentessa di nome Misaki muore in circostanze misteriose. La sua classe, la 3°sezione del nono anno, in cui era molto benvoluta, impreparata e shockata da tale perdita, decide di lasciare il suo banco lì dov’è sempre stato e, come se nulla fosse accaduto, anno dopo anno, tutti gli studenti di quella classe continuano a considerare la loro compagna ancora viva, come se quel banco vuoto stesse aspettando da un momento all’altro il ritorno della sua giovane occupante.

1998. Nella primavera di quest’anno, un giovane liceale di 15 anni, Koichi Sakakibara, si trasferisce da Tokyo a Yomiyama, dove vivono i suoi nonni poiché il padre, un famoso professore universitario, vedovo di moglie, sta svolgendo delle ricerche in India e non può momentaneamente prendersi cura di lui. Sakakibara viene trasferito proprio nella terza sezione, ma al suo arrivo a Yomiyama viene colpito da un malore ed è costretto a rimanere in ospedale per alcuni giorni. Dopo aver fatto conoscenza con alcuni dei suoi nuovi compagni, venuti in visita per conoscerlo e consegnargli degli appunti di lezione, Koichi ha uno strano incontro nell’ascensore dell’ospedale: una studentessa, con indosso l’uniforme della scuola media di Yomiyama, una benda su di un occhio ed una bizzarra ed inquietante bambola in una mano, si sta dirigendo nei sotterranei dove si trova l’obitorio. I due hanno un breve colloquio, in cui Koichi le chiede cosa mai debba fare con quella bambola, ma lei, evasivamente, gli risponde di dover adempiere ad un triste e pietoso compito nei riguardi di una misteriosa “metà di se stessa”. Arrivati nei sotterranei, Koichi chiede alla ragazza il suo nome. ”Mei, Misaki Mei” risponde lei, quasi sottovoce, scomparendo come un’ombra lungo i bui e silenziosi corridoi dell’obitorio ospedaliero, lasciando il ragazzo perplesso e un po’ intimorito. Una volta guarito, Koichi inizia a frequentare la 3°sezione dove, quasi ignaro della maledizione che circonda la classe (sua zia Reiko, residente insieme a lui in casa dei nonni ed ex-studentessa della 3°sezione, lo avvisa indirettamente del pericolo, consigliandogli solo di attenersi al regolamento scolastico, mentre i suoi compagni non riescono a trovare il modo di spiegargli le circostanze in cui si trova la classe) incontra nuovamente quella misteriosa ragazza e, al contrario del resto della classe, per la quale Mei sembra quasi non esistere, cerca di fare amicizia con lei.

Il loro secondo incontro ravvicinato avviene sul tetto della scuola, mentre gli altri suoi compagni stanno svolgendo attività fisica nel cortile della scuola, isolati dagli altri, a causa della cattiva fama che, nel tempo, la loro sezione si è guadagnata nell’istituto a causa delle molteplici morti ed incidenti fatali avvenuti in essa. Mei, con il suo solito fare bizzarro ed enigmatico, spiega a Koichi che quella scuola è un luogo molto vicino alla morte, e che in qualche modo lui ne è coinvolto. Poi, invitandolo a restare il più lontano possibile da lei,se ne va, lasciandolo ancora più incuriosito e perplesso. Nonostante ciò, però Koichi non desiste e, indagando su di lei, tramite un infermiera dell’ospedale in cui lui era ricoverato, viene a sapere che non solo Mei è la cugina della ragazza morta in circostanze misteriose, ma che, ogni qualvolta che qualcuno entra in contatto con lei o parla di lei, questa persona e i suoi parenti più cari finiscono sempre vittime di incidenti fatali. Un pomeriggio, tornato da scuola, Koichi decide di pedinare Mei, scoprendo che si reca di frequente in un locale, dall’aspetto triste e lugubre, una sorta di negozio-museo di bambole in stile gotico, gestito da un’anziana signora,che poi si rivelerà essere la madre adottiva di Mei, ossessionata, appunto, da quel genere di bambole. I due si incontrano lì varie volte, approfondendo il loro rapporto di amicizia e Mei, un giorno, decide di svelare a Koichi il segreto che si cela dietro la benda: un occhio di bambola, che le fu impiantato dalla madre adottiva tempo fa, in grado di vedere le anime dei defunti. Dopo aver condiviso questo segreto, la loro amicizia si rinsalda ancora di più, permettendo lentamente a Mei di integrarsi nella classe per indagare, finalmente insieme ai suoi compagni, i segreti che si nascondono realmente dietro l’oscura maledizione che circonda la 3°sezione.

Another è strutturato su una trama molto classica, già trattata in altri anime/film/manga, che hanno come tema principale luoghi maledetti e strani eventi o personaggi che vi ruotano intorno, rendendo la visione ricca di suspance, anche se alcuni episodi, come ad esempio gli incidenti che accadono alle vittime di turno per colpa della maledizione o del personaggio coinvolto in essa, alla fine appaiono scontati e prevedibili.
Il character design è sufficientemente buono, così come la regia che, insieme all’ottima ambientazione e alle musiche che accompagnano i vari eventi dell’anime, riescono a far percepire allo spettatore l’atmosfera cupa e piena di mistero che si respira sia nella scuola che nella piccola cittadina maledetta.
Dalla novel, oltre all’anime, in Giappone sono stati tratti un manga (edito dalla casa editrice Star Comics in Italia alla fine di Gennaio e ancora in corso di pubblicazione) ed un live action che uscirà il 4 Agosto di quest’anno.


VOTO: 8

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