Un amore di gioventù – Recensione
Mia Hansen-Love, regista dell’acclamato Il padre dei miei figli, torna dietro la macchina da presa per realizzare Un amore di gioventù, una pellicola romantica e sentimentale che dipinge il primo, vero, innamoramento come l’esperienza più bella (e dolorosa) della vita di una ragazza.
Un amore di gioventù
Titolo originale: Un amour de jeunesse
Genere: Drammatico
Regia: Mia Hansen-Love
Interpreti: Lola Crèton, Sebastian Urzendowsky, Magne-Håvard Brekke, Valérie Bonneton, Serge Renko
Provenienza: Francia, Germania
Durata: 110 min.
Casa di produzione: Les Films Pelléas, Razor Film Produktion GmbH
Distribuzione (Italia): Teodora Film
Data di uscita: 22 giugno 2012 (Italia)
Parigi, 1999. Camille e Sullivan sono due giovani adolescenti che si innamorano perdutamente l’uno dell’altra. Al termine dell’estate, però, il ragazzo decide di partire con due amici per visitare il Sudamerica. All’inizio Sullivan le scrive una lettera quasi ogni giorno ma, mano a mano che passano i mesi, il giovane cede alle tentazioni dei luoghi e decide di porre fine alla sua storia d’amore.
Camille, sola e spaesata, impiega anni per superare il trauma e ricomincia a vivere quando incontra Lorenz, un bravo architetto norvegese con cui (con)divide il lavoro e le passioni. Appena la sua vita sembra essersi stabilizzata nuovamente, però, Camille rincontra Sullivan…
La regista francese cura la regia e la sceneggiatura della storia, creando una pellicola delicata e poetica. La protagonista, Camille, è descritta come una ragazza fragile, in tenera età, nel momento in cui i sentimenti prevalgono sulla ragione. La bravissima Lola Créton si cala perfettamente nella parte e dà vita ad un personaggio indifeso e vulnerabile, vittima di un amore talmente forte e sincero da dedicarvisi anima e corpo.
La prorompente voce della cantautrice cilena Violeta Parra accompagna i giorni tristi di Camille, provando a riempire quei vuoti creati dall’assenza e dal silenzio di Sullivan.
La fotografia naturale e realista della bravissima Stephane Fontaine, autrice anche di quella de Il profeta, dipinge il rapporto tra personaggi e paesaggio come qualcosa di aulico e indefinito, con una lucentezza e una sofficità quasi disarmante. Che Camille sia sola oppure in compagnia poco importa: Mia Hansen-Love fa il tifo per lei, e anche noi spettatori.








