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lunedì, 2 luglio 2012 - 01:12

La Cosa – Recensione

Nel 1948 venne pubblicato il romanzo di fantascienza La Cosa da un altro mondo di John W. Campbell dal quale fu tratto il film omonimo diretto da Chris Nyby ed uscito nel 1951. Dalla stessa opera, John Carpenter ha tratto ispirazione per La Cosa, del 1982, divenuto un cult e una pietra miliare del cinema fanta-horror.

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La Cosa

Titolo originale: The Thing
Genere: Horror
Regia: Matthijs van Heijningen Jr.
Interpreti: Mary Elizabeth Winstead, Joel Edgerton, Eric Christian Olsen, Adewale Akinnuoye-Agbaje
Provenienza: USA, Canada
Durata: 103 min.
Casa di produzione: Morgan Creek Productions, Universal Pictures, Strike Entertainment
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Data di uscita: 10 ottobre 2011 (USA), 27 giugno 2012 (Italia)


Laddove il film di Nyby era ambientato in Alaska e raccontava di come un gruppo di scienziati abbiano la meglio su una creatura aliena unendo le proprie forze, viceversa, nel film di Carpenter, la capacità dell’extraterrestre di assumere sembianze umane semina il sospetto e la paranoia tra i protagonisti. Il rovesciamento del concept è simboleggiato anche dalla scelta di ambientare la storia in Antartide.

Quando si è venuto a sapere che era stato messo in cantiere il remake de La Cosa, i cultori dell’opera di Carpenter sono insorti. La successiva notizia che si sarebbe trattato di un prequel non ha migliorato le cose, anzi, le ha peggiorate. Un remake andrebbe infatti fruito a prescindere dal prototipo con il quale non bisognerebbe mai fare paragoni. Un prequel, invece, si ricollega di fatto alla linea narrativa originale creando gli inevitabili dissapori dei puristi, anche perché, pur trattandosi di un episodio antecedente, il film mantiene il titolo carpenteriano senza alterazioni.

I produttori Marc Abraham ed Eric Newman hanno già realizzato L’alba dei morti viventi, diretto da Zack Snyder, apprezzabile remake di Zombi di Romero. Stavolta si affidano invece allo sconosciuto olandese Matthijs van Heijningen Jr. con il quale hanno raccolto la sfida di dare legittimità al progetto e respingere lo scetticismo dei fans. Una sfida persa su tutti i fronti.

La storia si apre appunto nel 1982 in Antartide dove assistiamo al ritrovamento dell’astronave e della creatura aliena ibernata. Una squadra di scienziati viene ingaggiata per esaminarla e, in un batter d’occhio, l’extraterrestre è libero e inizia a mietere vittime. Il canovaccio è lo stesso del film di Carpenter. Il mostro può essere chiunque e tutti sospettano di tutti. Il concept è tutto qui, niente di più niente di meno.

Lo sviluppo è abbastanza prevedibile e la sceneggiatura non presenta nulla di rilevante. I personaggi sono scritti in modo troppo superficiale, nessuno risulta particolarmente simpatico o antipatico. Alla testa di un cast anonimo c’è la brava Mary Elizabeth Winstead, qui molto sotto tono, già apprezzata in Scott Pilgrim e che rivedremo presto ne La Leggenda del Cacciatore di Vampiri.

E’ facilissimo, in alcuni momenti della narrazione, intuire in quale dei personaggi si nasconda la Cosa, per il ciclo “il primo che ne sente la puzza è quello che l’ha fatta”. Il vero punto debole del film, comunque, sono gli effetti digitali davvero dozzinali, brutti, realizzati al risparmio, che stridono con la tangibilità artigianale del prototipo dove trionfavano le magnifiche creature animate in stop-motion dall’inarrivabile Rob Bottin. Non viene risparmiata una bella dose di splatter ma i mostri digitali rendono tutto poco realistico.

Il finale è più fantascientifico che horror ma, piuttosto che ricordare Alien finisce per richiamare Cowboys & Aliens. E non è certo un bene. La scena durante i titoli di coda serve a collegare la trama con l’opera di Carpenter ma è inutile ed irritante. Se nel film dell’82 le musiche erano del nostro Ennio Morricone, stavolta tocca invece a Marco Beltrami, pure con qualche goccia di sangue italiano, ma i risultati sono mediocri, all’altezza, del resto, di un film che non diverte, non spaventa e non rivendica la sua ragion d’essere.


Voto: 4

Autore Articolo

- Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.

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