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martedì, 17 luglio 2012 - 13:00

The Amazing Spider-Man – Recensione

Torna nei cinema uno dei supereroi più amati di sempre: Spider-Man! Un nuovo regista e un nuovo cast per dare una diversa interpretazione al mito del Tessiragnatele, dopo la fortunata trilogia di Sam Raimi. Ma sarà stata la scelta giusta…?!?!

1x1.transThe Amazing Spider-Man

Titolo originale: The Amazing Spider-Man

Genere: Supereroi

Regia: Marc Webb

Interpreti: Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Denis Leary, Martin Sheen

Provenienza: USA

Durata: 136 min.

Casa di produzione: Columbia Pictures, Marvel Entertainment, Laura Ziskin Productions

Distribuzione (Italia): Warner Bros.

Data di uscita: 4 luglio 2012


Personaggi iconici come quelli dei fumetti Marvel e Dc, conosciuti da milioni di persone e con decine di anni di storia editoriale alle spalle, possono dar vita a mille interpretazioni diverse a seconda degli autori che si occupano di loro. E questo ovviamente vale sia per i fumetti che per il cinema o la televisione.

Spider-Man è sicuramente uno dei supereroi più amati della scuderia Marvel, che ha raggiunto il successo mondiale anche sul grande schermo grazie ad una trilogia di film diretti da Sam Raimi, noto regista horror e visionario, dotato anche di una marcata vena ironica e sopra le righe, ma soprattutto grande fan di Spider-Man sin da quando era piccolo. Nonostante i suoi tre film dedicati al Tessiragnatele siano stati dei grandi successi al botteghino, il suo ultimo capitolo fu molto criticato e vennero fuori divergenze sempre più incolmabili tra il regista e la casa di produzione.

Ecco perché sia la Marvel che la Sony decisero di dare una svolta alla saga cinematografica del personaggio rilanciandolo con un cast totalmente nuovo così come il regista, in modo da offrire agli spettatori e ai fan un’interpretazione diversa di questo storico character e nuove strade da percorrere. Si tratta, in sostanza, di un “reboot”: termine utilizzato sempre più spesso ormai sia nei fumetti che al cinema, quando si vuole rinnovare e svecchiare una serie ( o un intero universo ) che inizia ad accusare i segni del tempo o qualche sintomo di stanchezza a livello narrativo.

Nel caso di Spider-Man si è deciso di cambiare rotta affidando questo nuovo inizio a Marc Webb, un regista noto soprattutto per aver girato la commedia romantica (500) giorni insieme, oltre a diversi video musicali. Webb cerca un approccio più realistico e intimista al personaggio, scavando nel passato di Peter Parker ed esplorando alcuni episodi della sua infanzia che non erano stati affrontati nella precedente trilogia. Non avrebbe senso infatti il reboot se si dovesse fare una “fotocopia” di ciò che avevamo già visto, per cui si decide d’indagare sui veri genitori di Peter e sulla loro storia, allacciandola a doppio filo con le origini stesse del supereroe e del villain principale, ovvero lo scienziato Curtis Connors, alias Lizard. Tutta la vicenda ruota attorno alla Oscorp, l’inconfondibile marchio dell’impero finanziario di Norman Osborn, nemesi per eccellenza del Tessiragnatele che però non compare mai, anche se la sua sinistra presenza aleggia nell’aria continuamente…

Ma come si suol dire, non è tutto oro quello che luccica…. Nella trama infatti sono presenti alcuni passaggi sviluppati in maniera sbrigativa e poco credibile: a cominciare proprio dalle origini del supereroe, che riesce ad intrufolarsi fin troppo facilmente all’interno della Oscorp Tower e in seguito darà poco risalto ed enfasi ai poteri appena ricevuti. Sembra quasi che Webb abbia voluto mostrare unicamente ciò che nei precedenti film non si era visto ( Peter che stacca le maniglie della porta o rimane attaccato alle cose ), senza trasmettere però lo stupore e le emozioni che prova il protagonista man mano che prende coscienza delle proprie capacità, come se da sempre fosse nato per farlo.

Se vogliamo paragonare anche lo stesso Peter Parker, ci rendiamo conto che Tobey Maguire era sicuramente più goffo e simpatico dell’attuale Andrew Garfield, troppo sbruffone e sicuro di sé rispetto al timido e impacciato topo di biblioteca creato da Stan Lee. Questo nuovo atteggiamento fa venir meno anche quell’empatia che si veniva a creare tra Peter e lo spettatore/lettore, rendendolo uno dei personaggi più amati del mondo del fumetto, in cui anche l’uomo comune si poteva identificare. Va sicuramente meglio la parte più legata al supereroe, anche se il nuovo costume non è il massimo, ma se non altro hanno avuto il coraggio di osare un po’ di più rispetto a quello utilizzato per Maguire, molto classico e fedele al fumetto, ma troppo elaborato per essere credibile come costume fatto in casa da un giovane inesperto… Il fisico longilineo di Garfield, inoltre, si adatta bene alle pose dinoccolate di Spider-Man, che in generale è molto più “ragnesco”, sia quando si muove che quando combatte, grazie anche all’ottimo lavoro a livello di computer grafica ed effetti speciali, che hanno reso alla perfezione le evoluzioni di Spidey, con numerose riprese anche in soggettiva per rendere ancora più partecipe lo spettatore.

Peccato che lo stesso risultato non sia stato ottenuto con Lizard, la gigantesca lucertola umana in cui si trasforma il dott. Curt Connors a causa di un siero sperimentale che avrebbe dovuto fargli ricrescere il braccio perso in guerra. Benchè l’attore Rhys Ifans si dimostri convincente nell’ambiguo ruolo dello scienziato, quando si trasforma perde completamente espressività, oltre a tutti i suoi vestiti, e non rimane altro che un “rettiliano” in stile Visitors gonfio di steroidi ! Peccato, perché una caratterizzazione migliore sarebbe stata un valore aggiunto anche per le spettacolari sequenze di combattimento con Spider-Man, molto cruente ed animalesche.

Passando agli altri personaggi, merita sicuramente segnalare sia Gwen Stacy che suo padre George, capitano della polizia di New York. La bionda Gwen è stata il primo vero amore di Peter nei fumetti, mentre sul grande schermo aveva avuto solo una piccola parte, piuttosto inutile, nel terzo e ultimo capitolo firmato da Raimi; stavolta è una ragazza più seria e determinata, interpretata dalla bella Emma Stone, che conferisce al personaggio i giusti “attributi”, anche se non ha una personalità complessa e sfaccettata come quella di Mary Jane ( ma questo anche nei fumetti ) e la sua storia con Peter procede in maniera fin troppo spedita e frettolosa. Interessante invece il personaggio del padre, integerrimo poliziotto che non vede di buon occhio i vigilanti e che inizialmente darà la caccia a Spidey, braccato dalla polizia un po’ come il Batman di Miller in Anno Uno, a sua volta ripreso da Christopher Nolan nel suo Batman Begins

C’è poco da dire invece sugli amati zii di Peter, Ben e May, i cui volti sono degli attori Martin Sheen e Sally Field, visto che i loro ruoli sono davvero marginali e non aggiungono molto alla trama… Persino la morte di zio Ben, che dovrebbe essere l’elemento scatenante della nascita di Spider-Man, non sembra alla fine essere così fondamentale, e viene omesso volutamente anche il famoso “mantra” del supereroe, almeno nella sua forma classica, ovvero: da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Così facendo, forse, si pensa di rendere più “moderno” il mito del Tessiragnatele, ma alla fine si svuota solamente di alcuni tasselli basilari della sua iconografia.

Nel complesso, comunque, non si può dire che The Amazing Spider-Man sia un brutto film, ma si tratta di un’interpretazione che non rispecchia a pieno lo spirito vero del personaggio e soprattutto manca un po’ di “anima”, quel qualcosa in più che solo un vero appassionato o un ottimo regista/narratore riesce a dare….


Voto: 6 

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  1. Bruno scrive:

    Mah…a me è piaciuto molto! Il costume è decisamente dark ma molto bello! lo spirito del nuovo peter parker è gradevole. Personmalmente lo trovo molto piu espressivo di Tobey…
    Avrà qualche parte frettolosa, ma in complesso gli darei un 7 e mezzo

  2. Nicola scrive:

    Non mi è piaciuto come i primi tre: sebbene più fedele in qualche modo alla storia, non è così fedele al personaggio ( sembra più un hipster che un nerd :-P ). Le parti più brutte sono quelle dove scopre i suoi poteri e quella fondamentale della morte dello zio Ben! è come se avessero privato l’uomo ragno della sua personalità e delle sue emozioni… non della sua “simpatia” però :-D forse un po’ troppo marcata

  3. [...] perché si discosta troppo dallo spirito del personaggio e dalla sua storia originale. Se cliccate QUI potete comunque leggere in maniera più approfondita il mio pensiero riguardo al [...]

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