Quell’idiota di nostro fratello – Recensione in anteprima

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Gli idioti, sfortunatamente, non si possono contare sulle dita di una mano. Jesse Peretz, regista del dimenticato Il maggiordomo del castello, cerca di ironizzare sulle questione, realizzando Quell’idiota di nostro fratello, una commedia comica e paradossale che ruota attorno ad un uomo rimasto bambino.

Quell’idiota di nostro fratello

Titolo originale: Our idiot brother
Genere: Commedia
Regia: Jesse Peretz
Interpreti: Paul Rudd, Elizabeth Banks, Zooey Deschanel, Emily Mortimer.
Provenienza: USA
Durata: 90 min.
Casa di produzione: Big Beach Films, Likely Story
Distribuzione (Italia): Videa
Data di uscita: 26 agosto 2011 (USA), 4 Luglio 2012 (Italia)


Ned Rochlin è un bonaccione, un giovane uomo affetto dalla sindrome di Peter Pan che vive la sua vita alla giornata, senza malizia. Quando un poliziotto in uniforme si presenta al suo banchetto per comprare della droga, Ned lo serve come un comune cliente, e viene arrestato. Licenziato dalla fattoria in cui lavora, lasciato dalla sua storica ragazza e costretto a rinunciare al suo amato cane, il giovane chiede aiuto ed ospitalità alle sue tre sorelle, sconvolgendo la vita di ognuna di loro.

Costruire una sceneggiatura simile era difficile quanto tenere in vita un castello di carte. Gli sceneggiatori David Schisgall ed Evgenia Peretz, infatti, faticano a costruire una vicenda eccentrica ed illogica vissuta da un personaggio idiota e bizzarro. Paul Rudd, istrionico e comicamente demenziale, riesce a calarsi perfettamente nella parte, dando vita ad un personaggio allucinato e allucinante.

Sebbene il protagonista riecheggi alcuni “ritardati” della saga di American Pie e la trama non sia né innovativa né credibile, i dialoghi sono simpatici e, a volte, persino divertenti. Gli ovvi contrasti tra normalità e demenzialità che caratterizzano i momenti chiave di tutti i personaggi della storia, esaltano soprattutto le qualità attoriali del cast femminile, in particolare quelle di Elizabeth Banks e Zooey Deschanel.

Il protagonista è costantemente accerchiato da donne che, troppo preoccupate ad indossare una maschera per ogni occasione, si dimenticano che Paul, in quanto bambino, è sempre, inesorabilmente, limpido come l’acqua. Ecco allora che la verità senza freni dell’uomo sconvolge e rivoluziona le loro vite tanto da convincere le sue sorelle bigotte che, volenti o nolenti, è sempre meglio essere una persona (per quanto sbagliata sia) che un personaggio.


Voto: 5