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domenica, 20 novembre 2011 - 12:30

Real Steel – Recensione in anteprima

Prendete Over the top, mescolatelo a Rocky, aggiungete Transformers e avrete il blockbuster più furbo dell’autunno cinematografico.

1x1.transReal Steel

Regia: Shawn Levy
Interpreti: Hugh Jackman, Dakota Goyo, Evangeline Lilly.
Provenienza: USA
Durata: 127 min.
Distribuzione: Touchstone Pictures (USA), Walt Disney Pictures (Italia).
Data di uscita: 25 novembre 2011 (Italia)

A giudicare dal trailer si direbbe un filmetto per ragazzini con una storiella scontata e senza grosse pretese. In USA è uscito il mese scorso registrando a sorpresa un grosso successo di pubblico. La verità sta nel mezzo. Il film è esattamente quello che il trailer racconta e proprio per questo funziona, mescolando ingredienti risaputi in una ricetta che ha sempre presa sicura soprattutto sugli adolescenti.

La storia è tratta liberamente da Steel, racconto breve di Richard Matheson ambientata in un futuro prossimo in cui il pugilato non viene più considerato abbastanza violento ed è stato sostituito con gli scontri tra robot. Come faccia un combattimento tra macchine a risultare più violento di una lotta tra esseri umani resta da spiegare.

Hugh Jackman è Charlie, un ex-pugile che si guadagna da vivere pilotando robot sgangherati in incontri clandestini ma non sembra essere troppo tagliato per il nuovo sport e finisce per indebitarsi fino al collo. Come se non bastasse, gli capita sul groppone il figlioletto Max, orfano della madre, e deve prendersene cura per un certo periodo prima di sbolognarlo agli zii stipulando un patto da vera carogna.

Una coppia di sfigati così non poteva certo affidarsi ad un robot forte e vincente ma ad un semplice sparring fatto per non arrecare danno agli avversari. Atom, questo il nome del robot, sa imitare e memorizzare le mosse di chiunque. Charlie lo allena a diventare un combattente mentre Max pare volergli infondere un’anima e si affeziona a lui. Questa sembrerebbe la parte più interessante del film, con il robot che viene forgiato da padre e figlio assumendo i tratti di entrambi, ma non viene affatto sviluppata e tutto si riduce ad un banalissimo percorso di riconciliazione tra Charlie e Max.

Il modo in cui Charlie cerca la rivincita personale guidando Atom è abbastanza ridicola, come vedere un calciatore costretto al ritiro tentare la rivalsa giocando a Pro Evolution. Vengono peraltro inseriti degli stucchevoli numeri di breakdance, rap o quello che è tra Atom e Max che rendono il giovanissimo attore Dakota Goyo, già abbastanza smorfioso, ancor più irritante.

Figura femminile del film è Evangeline Lilly, l’eroina di Lost, meccanica e amica di Charlie. Personaggio completamente inutile che sta solo lì a fare il tifo e a mostrare la sua avvenenza. Si potrebbe togliere dal film e non farebbe alcuna differenza. Nel ruolo dello strozzino troviamo Kevin Durand, anche lui visto in Lost, sempre bravo nella parte del cattivo ma lo ricordiamo anche in ruoli positivi come Little John nel Robin Hood di Ridley Scott (è stato anche Blob in Wolverine e sarà Barry Burton in Resident Evil Retribution).

L’incontro finale, copiato di sana pianta al primo Rocky, epilogo compreso, è contro Zeus, appartenente ad un antipatico genio giapponese sponsorizzato da una glaciale riccona russa. Due cattivi sui generis, monodimensionali e meno espressivi dei robot.

La regia senza infamia e senza lode è di Shawn Levy, noto per i due Una notte al museo e per il remake della Pantera Rosa. Il ritmo è buono ma il film risulta troppo lungo per la storia che racconta. I ragazzi della Dreamworks si sono occupati in maniera egregia degli effetti speciali, una passeggiata dopo il lavoro mastodontico dei tre Transformers. Carina la colonna sonora di Danny Elfman.

 

E’ un film che, da omaggio di certi prodotti anni ’80, finisce per essere una scopiazzatura prevedibile ma risulterà avvincente e originale per quei ragazzini che ancora non hanno visto Rocky o Over the top. Per quanto riguarda contenuti e struttura narrativa, si tratta comunque di un’opera debolissima.

Voto: 5


Autore Articolo

- Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.

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