Chernobyl Diaries: La Mutazione – Recensione
Siete dei baldi e fascinosi giovanotti in procinto di fare la grande proposta di matrimonio alla vostra splendida fidanzata durante una vacanza nell’Europa dell’Est? Non perdete l’occasione di un indimenticabile tour romantico nella ridente e salutare Chernobyl…
Chernobyl Diaries – La Mutazione
Titolo originale: Chernobyl Diaries
Genere: Horror
Regia: Bradley Parker
Interpreti: Jesse McCartney, Jonathan Sadowski, Devin Kelley, Olivia Taylor Dudley, Nathan Phillips
Provenienza: USA
Durata: 86 min.
Casa di produzione: Alcon Entertainment, Filmnation Entertainment
Distribuzione (Italia): M2 Pictures
Data di uscita: 24 maggio 2012 (USA), 20 giugno 2012 (Italia)
Viene da chiedersi se gli sceneggiatori di certi horror non facciano di tutto per far sembrare i giovani protagonisti una manica di insulsi deficienti. Il canovaccio è sempre quello. Un manipolo di amici in vacanza finisce in un qualche luogo in cui avvengono fatti inquietanti e, nonostante i numerosi presagi, decidono di proseguire prendendo tutte le decisioni più sbagliate fino alle inevitabili, sanguinose conseguenze.
Stavolta l’idiozia del gruppo in questione è evidente fin dalle premesse. Scegliere di fare un tour illegale in una città spettrale, reduce dal più famoso incidente nucleare della storia, oltre che stupido e fantozziano appare anche poco divertente. Ha così inizio il nuovo film prodotto da Oren Peli, colpevole di averci propinato, in veste di regista e produttore, la trilogia, presto quadrilogia, di Paranormal Activity, serie mockumentary che punta, finora senza grossi risultati se non quelli del botteghino, a spaventare il pubblico con mezzucci da quattro soldi quali porte che sbattono, utensili che si muovono, luci che si spengono e omicidi che avvengono fuori dall’inquadratura.
Chernobyl Diaries non si allontana molto da questa concezione puntando tutto su piccoli effettucci che dovrebbero far saltare sulla sedia lo spettatore e lasciando la parte più succosa nel finale. Il film è costato appena un milione di dollari ma, per quanto si vede sullo schermo, avrebbero potuto risparmiarne più della metà. La natura “vacanziera” della storia si presterebbe facilmente allo stile mockumentary, basterebbe mettere in mano ad uno dei protagonisti la solita videocamera. Ed, in effetti, il regista Bradley Parker ricorre alla handycam per conferire maggior realismo ma attraverso il tradizionale sguardo in terza persona.
Più che realistico, tuttavia, il film finisce per essere confuso. Tutte le sequenze più inquietanti sono troppo movimentate o buie perché si veda qualcosa e, alla lunga, l’effetto è irritante. Il pubblico dovrebbe spaventarsi nel vedere i ragazzi fuggire da un comunissimo branco di cani. Saranno anche infetti dalle radiazioni ma sempre cani sono. Se L’Ora Nera di Chris Gorak cercava di sopperire con una certa furbizia al basso budget inventando degli alieni invisibili, qui si cerca di fare lo stesso con la minaccia delle radiazioni ma la tensione in tal senso non viene mai registrata.
A questo va ad aggiungersi una sceneggiatura tirata via alla buona. Non si empatizza mai con i personaggi né con la storia sentimentale della coppietta di futuri sposini. Oltretutto si muovono in maniera poco intelligente. Ad esempio, quattro di loro vanno in escursione lasciando da soli un ferito e una ragazza in un furgone in panne. I risvolti finali della storia sono scontati, immediati e non regalano brividi.
Il film ha ricevuto delle critiche per aver dimostrato poca sensibilità nei riguardi delle vittime dell’incidente di Chernobyl. Anche l’immagine delle autorità ucraine non viene presentata nella maniera più edificante. In realtà si tratta di un’opera di fiction che intende rimarcare la paura dell’incubo nucleare attraverso il linguaggio dell’horror e il cinema mondiale è pieno di forze militari e governative presentate come i cattivi della situazione, siano esse ex sovietiche, statunitensi o di qualunque altra nazionalità. Il vero problema sta nella qualità di un prodotto che non lascia inquietudini rivelandosi maldestro, noioso ed inutile








