Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà – Recensione in anteprima
Quando le legioni romane di Giulio Cesare attaccano e sottomettono la Britannia, la Regina Cordelia invia il fido Beltorax dai galli che da tempo resistono all’invasione romana grazie all’invigorente pozione magica del druido Panoramix. Per gli eroici Asterix e Obelix è l’inizio di una nuova rocambolesca avventura affiancati stavolta dal giovane e indolente Menabotte.
Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà
Titolo originale: Asterix & Obelix au service de Sa Majesté
Genere: Avventura – Commedia
Regia: Laurent Tirard
Interpreti: Édouard Baer, Gérard Depardieu, Guillaume Gallienne, Vincent Lacoste, Catherine Deneuve, Luca Zingaretti, Neri Marcorè, Charlotte Le Bon
Provenienza: Francia
Durata: 110 min.
Casa di produzione: Fidélité Films
Distribuzione (Italia): Lucky Red
Data di uscita: 17 ottobre 2012 (Francia); 10 gennaio 2013 (Italia)
La serie cinematografica live di Asterix, il più celebre e celebrato tra i fumetti francesi, giunge al quarto capitolo, diretto stavolta da Laurent Tirard e tratto principalmente dall’albo Asterix e i Britanni con qualcosa da Asterix e i Normanni, entrambi già trasposti in animazione rispettivamente in Asterix e la Pozione Magica (Astérix chez les Bretons del 1986) e in Asterix e i Vichingi (Astérix et les Vikings del 2006).
Dopo Christian Clavier e Clovis Cornillac, a vestire i panni del simpatico gallo baffuto con l’elmetto alato tocca a Édouard Baer che interpretava lo scriba Otis in Asterix & Obelix: Missione Cleopatra, secondo titolo della serie, e già a fianco del regista Tirard in Molière. L’inseparabile Obelix ha ancora il volto e il finto pancione di Gerard Depardieu, pilastro, o sarebbe meglio dire menhir, della saga, sempre col fido cagnolino Idefix al seguito.
Dopo le trasferte in Egitto e in Grecia, i nostri eroi giungono dunque in Britannia e, fedelmente all’opera originale, il film gioca con gli stereotipi anglosassoni antichi e moderni attraverso una serie di gag surreal-demenziali e punta in particolar modo sul contrasto tra i modi rozzi dei galli e il bon ton bretone. Punto d’incontro delle due differenti culture divengono gli sgangherati e romantici intrecci sentimentali imbastiti tra i protagonisti.
Asterix e l’estroverso Menabotte perdono entrambi la testa per Ofelia, la graziosa Charlotte Le Bon, stanca del distaccato promesso sposo Beltorax. Obelix si innamora invece della severa istitutrice Macintosh, un’arcigna Valérie Lemercier. Nel cast anche Catherine Deneuve nel ruolo della regina Cordelia, Fabrice Luchini raccoglie il testimone da Alain Delon nei panni di Giulio Cesare e la presenza italiana è costituita stavolta da Luca Zingaretti, Neri Marcorè e Filippo Timi, ovviamente nei ruoli di centurioni romani.
Per la quarta volta consecutiva ci si domanda il perché di queste trasposizioni live che dimostrano come non basti ricalcare fedelmente i fatti del fumetto per allestire un cinecomic adatto al grande pubblico. Nonostante degli effetti visivi pregevoli, soprattutto per un prodotto europeo, le scenografie posticce e i costumi dozzinali, con le consueti evidentissime barbe finte e parrucche, danno al film l’aria di una grande baracconata. Le situazioni che riescono ad appassionare grandi e piccini sulla carta, animata e non, grazie all’appropriata estetica cartoon generata da Albert Uderzo, in tale contesto semirealistico finiscono per risultare puerili e noiose.
I personaggi, già caricaturali di per sé nell’opera originale, perdono ragion d’essere nell’assumere dimensione concreta. Immagine simbolo di tale fragilità traspositiva, fin dal primo film, sembra essere proprio il finto pancione di Depardieu che non può essere visivamente e concettualmente all’altezza, o per meglio dire alla larghezza, di quello dell’Obelix autentico divenendo una grottesca caricatura della caricatura che snatura di fatto il personaggio. Per intenderci, lo stesso errore commesso da Schumacher nelle sue trasposizioni di Batman che pure denotavano, tra gli svariati difetti, un impianto visivo eccessivamente artificiale.
Attendiamo con trepidazione il nono film animato, Asterix e il Regno degli Dei, il primo ad essere realizzato in digitale ed in arrivo nel 2014, ma questa serie live è davvero inerte, non appassiona ed è a tratti imbarazzante, anche e soprattutto per i grandi attori che puntualmente vi prendono parte. Gli adulti stiano alla larga e i bambini farebbero comunque meglio a conoscere Asterix attraverso i fumetti e i film d’animazione.







