The Last Stand: L’Ultima Sfida – Recensione in anteprima
Dopo aver lasciato la squadra narcotici in seguito ad un’operazione finita male che lo ha lasciato in preda ai rimorsi, lo Sceriffo Ray Owens ha abbandonato Los Angeles rassegnandosi a combattere piccoli crimini nella sonnolenta cittadina di Sommerton Junction. Ma la pacifica esistenza della comunità locale viene sconvolta quando Gabriel Cortez, il più famoso e ricercato signore della droga dell’emisfero occidentale, realizza una spettacolare evasione da un convoglio prigionieri dell’FBI.

The Last Stand – L’Ultima Sfida
Titolo originale: The Last Stand
Genere: Azione
Regia: Kim Jee-Woon
Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Forest Whitaker, Jaimie Alexander, Johnny Knoxville, Rodrigo Santoro, Eduardo Noriega, Peter Stormare
Provenienza: USA
Durata: 107 min.
Casa di produzione: Di Bonaventura Pictures
Distribuzione (Italia): Filmauro Distribuzione
Data di uscita: 18 gennaio 2013 (USA); 31 gennaio 2013 (Italia)
Dopo aver terminato il suo secondo mandato come Governatore della California, Arnold Schwarzenegger torna al cinema action. Lo avevamo già ritrovato in un cameo ne I Mercenari e in un più robusto ruolo di comprimario nel sequel, uscito qualche mese fa, ma stavolta l’iconico attore austriaco torna in veste di protagonista assoluto. Alla regia troviamo il sud-coreano Kim Jee-Woon, autore tra l’altro de Il Buono Il Matto Il Cattivo, stravagante omaggio asiatico al western di Sergio Leone.
Chi si aspetta un ritorno roboante per l’ex-Terminator cinematografico rimarrà però deluso perché il film è abbastanza sotto tono, a partire, ahimé, dal protagonista stesso. Sulla trama c’è pochissimo da dire. Il fuggitivo Cortez, interpretato da Eduardo Noriega, fugge a tutta velocità verso il confine con il Messico. A coadiuvarlo una spietata banda di fuorilegge guidata dal bravo caratterista Peter Stormare, visto in tantissimi film (Jurassic Park 2, Minority Report, Armageddon, Constantine, Dylan Dog: Dead of Night e quant’altri).
Dalla parte della giustizia, Forest Whitaker è il capitano dell’F.B.I., funzionale e nient’altro. Johnny Knoxville, noto volto comico protagonista di Jackass, è un collezionista d’armi che si unirà al protagonista nello scontro finale. Rodrigo Santoro (il Serse di 300) è un ex-marine affetto da stress post-traumatico e chiuso in cella in attesa di un’opportunità di riscatto. Poi tre bellissime attrici: Jaimie Alexander (la Lady Sif di Thor 1 e 2) è un’eroica vice-sceriffo; Génesis Rodrìguez è l’agente FBI sequestrata dal fuggitivo e Christiana Leucas è la cameriera della locanda di Sommerton Junction.
La prima ora di film è una sfilza di prevedibili cliché, sia nello sviluppo narrativo che nell’introspezione dei personaggi. L’action è poca e stantìa. Tutto verte alla grande battaglia finale, violenta, esagerata com’è giusto che sia, neanche troppo spettacolare, con qualche gag comica e abbastanza divertente. Il film delude proprio nel ritorno del vecchio eroe, uno Schwarzenegger che resta in disparte per buona parte della storia e fa il minimo sindacale nel finale, con un paio di battute impacchettate da macho. Un personaggio che non buca lo schermo e non è all’altezza del mito rappresentato dall’attore.
Un prodotto abbastanza modesto e trascurabile. In questi casi si dice che è solo per i fans ma si ha la sensazione che saranno proprio loro i primi ad esserne delusi. In una scena del film, lo sceriffo Schwarzenegger precipita dal tetto di un edificio e si rialza con qualche fatica. “Come si sente, Sceriffo?” gli chiede un cittadino. “Vecchio”, risponde lui. E’ tristemente vero.






