The Bourne Legacy – Recensione in anteprima
La CIA decide di eliminare tutti i membri del progetto Treadstone, per evitare che divenga di dominio pubblico. L’esperto colonnello Eric Byer (Edward Norton), a capo dell’operazione, non riesce, però, a uccidere Aaron Cross (Jeremy Renner), il più qualificato e ribelle membro del programma. Egli salva la vita all’ignara dottoressa Marta Shearing (Rachel Weisz) e la coinvolge nella sua fuga disperata fino all’isola di Manila. E oltre.
The Bourne Legacy
Titolo originale: The Bourne Legacy
Genere: Thriller, azione
Regia: Tony Gilroy
Interpreti: Jeremy Renner, Rachel Weisz, Edward Norton
Provenienza: USA
Durata: 135 min.
Casa di produzione: Captivate Entertainment, Universal Pictures
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Data di uscita: 10 agosto 2012 (USA), 7 settembre 2012 (Italia)
Era il lontano 2002 quando Jason Bourne faceva la sua prima comparsa sul grande schermo. Nato dalla penna di Robert Ludlum, lo spietato agente segreto aveva dovuto fare i conti con un passato difficile e burrascoso prima di poter rivendicare l’esigenza di una nuova vita. Passando il testimone al collega Aaron Cross, la saga di Bourne continua e indaga fino in fondo le reali motivazioni che hanno spinto l’agenzia a creare l’operazione Blackbriar.
Le differenze tra i due protagonisti sono notevoli: Jason, uno strepitoso Matt Damon, era un killer spietato e indisciplinato che sfruttava gli scontri fisici per affermare la propria superiorità. Aaron, invece, è un guerriero evoluto, un “agente Treadstone senza contraddizioni”, capace di tenere sotto controllo il proprio corpo e le proprie emozioni. In realtà, è quasi dispiaciuto di dover uccidere, prima di sparare valuta se sia giusto e, spesso, decide di risparmiare le proprie vittime e di salvare gli innocenti che rischiano di perdere la vita per motivi a loro estranei.
Per questo motivo, infatti, Cross salva la dottoressa Shearing da morte certa, le rivela la vera funzione del progetto e la convince ad iniettargli un virus capace di rompere la sua dipendenza dalle capsule fornite dal governo. La loro collaborazione si evolve gradualmente, si fortifica giorno dopo giorno e, infine, diviene qualcosa di diverso. Straordinari i due interpreti: un Jeremy Renner in ottima forma che, dopo l’atletica performance in Mission Impossible 4 – Protocollo Fantasma, conferma le proprie doti fisiche e attoriali, e una Rachel Weisz dinamica e intraprendente, molto più matura (e atletica) dell’ Evelyn Carnahan de La mummia.
Lontano dagli intrighi (internazionali) che avevano caratterizzato la trilogia originale, The Bourne Legacy punta l’attenzione principalmente sulla componente action e adrenalinica privilegiando gli scontri diretti e i duelli all’ultimo sangue. Il regista Tony Scott, co-sceneggiatore di tutti i precedenti capitoli, allora, strizza l’occhio ai maestri di genere: dal John Woo di Face/Off al Cameron di Terminator, passando anche per l’Andrew Davis de Il fuggitivo.
La fotografia naturalistica di Robert Elswit (The Town) mostra i realistici paesaggi incontaminati (?) che fanno da sfondo alla vicenda ma il montaggio serrato di John Gilroy vi sovrappone sparatorie, fughe e inseguimenti che agitano vorticosamente i ritmi della storia. A differenza di Liman e di Greengrass, insomma, Gilroy realizza una pellicola classica che, senza sotterfugi ed eccessive missioni segrete, tiene lo spettatore incollato allo schermo fino alla risoluzione finale. O alla presunta tale.








