Biancaneve e il Cacciatore – Recensione in anteprima
“Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?” E lo specchio magico ci dice che Biancaneve-Kristen Stewart è più bella della Regina-Charlize Theron. Già questo basterebbe per capire quanto pretenzioso e condiscendente verso il pubblico di teenagers Twilight-maniaci sia questa nuova rilettura dark fantasy della celebre fiaba dei fratelli Grimm.
Biancaneve e il Cacciatore
Titolo originale: Snow White and the Huntsman
Genere: Fantasy
Regia: Rupert Sanders
Interpreti: Kristen Stewart, Chris Hemsworth, Charlize Theron, Toby Jones, Nick Frost
Provenienza: USA
Durata: 127 min.
Casa di produzione: Roth Films, Universal Pictures
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Data di uscita: 1 giugno 2012 (USA), 11 luglio 2012 (Italia)
Il film arriverà nelle sale italiane il prossimo 11 luglio, circa tre mesi dopo l’uscita del Biancaneve in salsa comica di Tarem Singh, e porta la firma dello sconosciuto regista inglese Rupert Sanders che, nonostante un curriculum inesistente, si è trovato alla testa di un progetto da 170 milioni di dollari. Misteri di Hollywood. Si tratta di un prodotto che segue il trend iniziato lo scorso anno con il pessimo Cappuccetto Rosso Sangue, diretto da Catherine Hardwicke, non a caso regista del primo Twilight. Titoli che hanno in comune l’esaltazione di tematiche care agli (perlopiù “alle”) adolescenti con giovani eroine emancipate in storie nelle quali gli elementi horror, fantastici o avventurosi sono solo il pretesto per dinamiche e intrecci sentimentali.
Non stupisce quindi trovare Kristen Stewart nelle vesti di un’inespressiva e anemica Biancaneve, non più candida e leggiadra damigella in pericolo, bensì risoluta e indipendente principessa che impugnerà la spada per liberare il suo Regno dalla crudele regina Ravenna, una bellissima Charlize Theron che calca troppo la mano nel tentativo di dare anima ad un personaggio monocorde. Chris Hemsworth, il Thor nella saga cinematografica dei Vendicatori Marvel, interpreta quel Cacciatore che nella fiaba originale non ha il coraggio di uccidere Biancaneve per ordine della Regina e che qui viene riscritto malissimo e risolto troppo in fretta. Viene gettato nella mischia anche una specie di Principe Azzurro che dovrebbe creare una sorta di rivalità sentimentale ma l’epilogo è fin troppo prevedibile.
Anche i Sette Nani sono nel film solo per obbligo di presenza e non hanno un vero ruolo. Tra i sette, assolutamente sprecato l’inglese Nick J. Frost, protagonista con Simon Pegg di gioielli comici quali L’alba dei morti dementi e Hot Fuzz ma anche del pessimo Paul; riconoscibile Bob Hoskins, indimenticabile protagonista di Chi ha incastrato Roger Rabbit? nonché Spugna nell’Hook di Spielberg e Super Mario Bros. nella pessima trasposizione dal videogame Nintendo. C’è anche Toby Jones, il dr. Zola in Captain America, straordinario caratterista qui molto compassato.
La storia è assolutamente inerte, procede con una serie di stucchevoli sequenze nelle quali succede poco o nulla e le sporadiche scene action sono brevi, prive di nerbo ed inventiva. Sembra che regia e sceneggiatura facciano di tutto per irritare lo spettatore. Se un troll gigante entra in scena per affrontare il Cacciatore, il pubblico non fa in tempo a fregarsi le mani, pronto a gustarsi il combattimento, che Biancaneve doma la bestia con amore ed empatia e nessuno si fa male. Anche la battaglia finale è tirata via alla buona senza colpi di scena. Gli effetti speciali sembrano quelli di uno spot pubblicitario e vedere la Theron fare il bagno nel latte e parlare con lo specchio magico che assume una consistenza liquida dorata non fa altro che amplificare la resa visiva patinata.
L’idea di riproporre Biancaneve con uno spirito più tolkieniano poteva essere interessante ma il concept è sviluppato in maniera pessima, senza lo straccio di un’idea, e si siede sugli stilemi ormai risaputi del polpettone sentimentale su misura per le ragazzine. Insopportabile.








