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venerdì, 27 gennaio 2012 - 19:00

Mission Impossible: Protocollo Fantasma – Recensione in anteprima

Tom Cruise torna ad interpretare l’eroico agente Ethan Hunt nel quarto capitolo di Mission: Impossible. Dopo gli episodi firmati da Brian De Palma, John Woo e J.J. Abrams, la regia passa nelle mani di Brad Bird, geniale animatore, due volte premio Oscar per Gli Incredibili e Ratatouille della Disney Pixar.

1x1.transMission Impossible: Protocollo Fantasma

Regia: Brad Bird
Interpreti: Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Paula Patton.
Provenienza: USA
Durata: 132 min.
Distribuzione: Universal Pictures (Italia).
Data di uscita: 27 gennaio 2012 (Italia)

Abrams resta in veste di produttore e il suo timbro si vede. Il film segue lo stile del terzo capitolo, meno autoriale rispetto alla concezione di De Palma e Woo e più giocattolone commerciale che ha già riscosso consensi in giro per il mondo in attesa del responso del pubblico italiano.

Ritroviamo Ethan Hunt prigioniero in un carcere russo per cause misteriose. I suoi compagni hanno bisogno di lui per portare a termine una missione e lo fanno evadere.

Qualcuno vuole far scoppiare una guerra nucleare tra USA e Russia, il Cremlino viene distrutto in un attentato e la squadra di Ethan viene incastrata. La CIA smantella la Mission Impossible Force e i nostri eroi devono attivare il Protocollo Fantasma, costretti a portare a termine la missione con le loro esigue forze senza l’appoggio dell’agenzia.

Ad affiancare il protagonista torna il geniale analista Benji, interpretato da Simon Pegg, che nel capitolo precedente aveva un ruolo marginale. Pegg ha lavorato con Abrams anche in Star Trek e qui viene concesso maggior spazio alla sua verve comica già apprezzata nel duo composto con Nick J. Frost ne L’alba dei morti dementi, Hot Fuzz e il più deludente Paul.

Una volta tanto l’eroina femminile non sta lì solo a fare bella presenza. La splendida Paula Patton è una Jane Carter grintosa e vendicativa. Il tragico prologo del film la riguarda da vicino ed è il personaggio con il quale si arriva ad empatizzare di più. Imperdibile lo scontro tra bad-girls con una biondissima e letale Léa Seydoux.

Le dolenti note arrivano su William Brandt, quarto membro del team interpretato da Jeremy Renner, attore in veloce ascesa che veste i panni di Hawkeye nella saga cinematografica sui Vendicatori Marvel. Un oscuro e tragico evento nel passato di William lo lega a Ethan e la rivelazione promette sviluppi avvincenti. Ma il finale a tarallucci e vino ne fa un personaggio né carne né pesce.

Dopo la splendida performance di Philip Seymour Hoffman nel ruolo del villain nel terzo episodio, lo svedese Michael Nyqvist dà vita qui ad un cattivo anonimo, banale e privo di mordente. Vladimir Mashkov presta il volto al poliziotto russo che dà la caccia ad Ethan ma si rivelerà una pedina debole e prettamente funzionale, non certo un avversario di spessore.

Nel film diretto da Abrams, la presenza di un antagonista di peso che sapeva far leva sui punti deboli di Ethan, primo tra tutti la bella compagna interpretata da Michelle Monaghan, permetteva al protagonista di venir fuori e di mostrare il suo lato più umano. Stavolta, purtroppo, Tom Cruise si limita a fare il Big Jim della situazione tirando fuori comunque una buona dose di grinta e una performance apprezzabile.

C’è spazio per i camei di Tom Wilkinson, Josh Holloway, il Sawyer di Lost tanto per rimanere in tema Abrams, ed un altro in pieno epilogo che non sveleremo per non spoilerare la trama.

Le scene action sono state girate in formato IMAX ma l’Italia scarseggia di sale apposite per poterle apprezzare al meglio. Particolarmente mozzafiato la scalata sul grattacielo di Dubai, una sequenza realizzata in modo artigianale, con Tom Cruise e gli stunt appesi davvero all’edificio più alto del mondo. Le altre scene d’azione, per quanto spettacolari, non denotano nulla di nuovo, punteggiate da gag cervellotiche, a volte pretestuose, con l’ausilio dei soliti fanta-gadget ben congegnati.

Come per i capitoli precedenti, siamo di fronte ad un film divertente ma imperfetto, con una sceneggiatura raffazzonata ed un regista che soffre l’esordio nel blockbuster di genere action. Gradevole ma niente di più.

Voto: 6

Autore Articolo

- Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.

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