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martedì, 21 agosto 2012 - 12:30

Usagi Drop – Recensione

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Uno slice of life di grande spessore tecnico e narrativo, una tenerezza nella drammaticità che scalda i cuori ed un pizzico di commedia pronto a sventare l’ennesima carneficina emotiva.

1x1.transUsagi Drop

Provenienza: Giappone

Regia: Kanta Kamei

Sceneggiatura: Taku Kishimoto

Studio: Production I.G

Numero Episodi: 11

Data trasmissione: 8 luglio 2011 – 16 settembre2011

 


Il protagonista della storia è Daikichi, trentenne single e uomo in carriera che alterna giornate di intenso lavoro a serata in compagnia degli amici.
Al funerale di suo nonno Souchi la famiglia materna si riunisce ed è proprio in questa occasione che incontra Rin, una bambina di 6 anni graziosa e taciturna che si rivela essere la figlia dell’anziano parente.
Di fronte all’indifferenza mostrata dal parentato verso la ragazzina, decide di prendersene cura, una scelta che si dimostrerà essere tutt’altro che esente da difficoltà e sorprese.

Un coinvolgente primo episodio mette i mostra fin da subito i tratti distintivi di questa serie: tematiche complesse affrontate con estrema delicatezza e dialoghi essenziali che danno spazio ai sentimenti dei vari protagonisti di trasparire da gesti e comportamenti.
Il prosieguo della narrazione vede l’avvicendarsi di scene di vita quotidiana a cui si accostano le difficoltà di essere soli e crescere un bambino, senza per questo privare l’opera di personaggi secondari che permettono alla storia di evolvere.
Sacrifici, preoccupazioni e gioie si alternano nei vari episodi concedendo gli spunti per una seria riflessione su cosa significhi essere genitore.

Sfondi ad acquerello con un uso suggestivo di luce e colori, un character design longilineo senza fronzoli ed un sottofondo musicale che rispecchia la delicatezza delle scene contribuiscono in modo determinante alla creazione di una narrazione intensa ed emozionante.

Usagi Drop è tratto dall’omonimo manga scritto e illustrato da Yumi Unita (pubblicato in Giappone sulla rivista josei Feel Young di Shodensha dall’Ottobre 2005 all’Aprile 2011 ) di cui però riprende solo i primi 24 capitoli, quelli che si soffermano sull’infazia di Rin.
Difatti se la prima metà del manga descrive con grande delicatezza ed efficacia il rapporto tra i due protagonisti e la rispettiva crescita interiore, la seconda racconta di una Rin ormai liceale, deviando il genere narrativo verso quello sentimentale, prendendo in questo senso una piega inaspettata.
Dal punto di vista tecnico i disegni sono scarni, essenziali e spigolosi, uno stile originale tendente al retrò.
L’assenza quasi totale di sfondi e il bianco che domina le tavole mettono in risalto i protagonisti delle scene, focalizzando l’attenzione del lettore sul contenuto della narrazione.

L’opera è stata annunciata da GP Publishing lo scorso anno, tuttavia ad oggi l’editore non ha ancora pubblicato il primo volume dell’edizione italiana del manga.


VOTO: 8.5

Gennaro “Takoyaki” Russo

Autore Articolo

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