Speciale: Gli zombi invadono l’Europa – Prima parte
Fin dalla loro prima apparizione ne La Notte dei Morti Viventi di George A. Romero, datato 1968, la marcia degli zombi prosegue lenta, inesorabile e lamentosa sul grande e sul piccolo schermo oltre che in romanzi, fumetti e videogames. In questi ultimi anni abbiamo assistito al successo della saga cinematografica di Resident Evil, tratta dalla serie di videogames Capcom, tuttora in corso. In tv sta spopolando The Walking Dead, serie tratta dal fumetto ideato da Robert Kirkman, nelle sale sono usciti prodotti quantomeno discutibili come World War Z e Warm Bodies. L’Europa però non è rimasta a guardare. Nell’ultimo decennio, da ogni angolo del nostro continente, sono arrivate numerose pellicole sui cari trapassati ambulanti, film di ottimo livello, qualche gioiellino, produzioni mediocri e gli immancabili disastri. Vi proponiamo uno speciale in quattro parti per analizzare molti titoli europei usciti dal 2000 ad oggi e per dare un’occhiata agli zombie-movies in arrivo nei prossimi mesi.

28 Giorni Dopo
Titolo originale: 28 Days Later
Genere: Horror
Regia: Danny Boyle
Interpreti: Cillian Murphy, Naomie Harris, Megan Burns, Christopher Eccleston, Brendan Gleeson
Provenienza: Gran Bretagna
Durata: 112 min.
Casa di produzione: British Film Council, DNA Films
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox
Data di uscita: 1 novembre 2002 (Regno Unito), 13 giugno 2003 (Italia)
A partire dai primi anni del 2000, l’Inghilterra è stato probabilmente il paese europeo più prolifico nella realizzazione di zombie-movies e ad aprire la nostra carrellata è uno dei titoli più celebri dell’intero genere. Diretto da Danny Boyle, il regista inglese di maggior successo degli ultimi tempi, il film è quasi interamente girato in digitale e si ispira a Il Giorno dei Trifidi, romanzo di fantascienza del 1951 scritto dell’inglese John Wyndham e trasposto sul grande schermo nel ’62 in una pellicola sempre proveniente dal Regno Unito ed intitolata in italiano L’Invasione dei Mostri Verdi. In 28 Giorni Dopo seguiamo le vicissitudini di un giovane irlandese con gli occhi azzurri di Cillian Murphy che si sveglia dal coma in ospedale per scoprire che Londra è stata devastata dalla consueta pandemia. Un Boyle ispirato ci presenta una metropoli post-apocalittica realistica e altamente suggestiva con sequenze adrenaliniche e divertenti garantite dalla presenza di zombi che, una volta tanto, corrono anziché barcollare ed agiscono solo di notte come i vampiri di Io Sono Leggenda. Un’idea quella dei morti viventi iper-veloci già presente nel film Incubo sulla Città Contaminata di Umberto Lenzi del 1980. Se la cornice può vantare una cifra stilistica autoriale elegante e pregevole, risulta più banale nei contenuti scadendo nel solito cliché dei soldati cattivi che finiscono per essere i veri mostri del film. Un concept sfruttato fin troppe volte nel cinema di genere. Si tratta comunque di un’opera pregevole e accattivante, costata solo 5 milioni di dollari e capace di incassarne quasi 83 meritando il plauso di critica e pubblico. Un cult.

L’Alba dei Morti Dementi
Titolo originale: Shaun of the Dead
Regia: Edgar Wright
Genere: Commedia Horror
Interpreti: Simon Pegg, Nick Frost, Kate Ashfield
Provenienza: USA, Regno Unito, Francia
Durata: 99 min.
Casa di produzione: Universal Pictures, StudioCanal, Working Title Films, WT2 Productions, Big Talk Productions, Film4 Productions
Distribuzione (Italia): UIP
Data di uscita: 9 aprile 2004 (Regno Unito) 31 agosto 2005 (Italia)
Qui c’è un pezzettino di produzione statunitense ma regia, sceneggiatura, attori e ambientazione sono di stampo inglese per cui entra di diritto nella nostra retrospettiva. É il film che ha fatto conoscere al grande pubblico Edgar Wright, regista e sceneggiatore geniale, ed ha consacrato la coppia comica composta da Simon Pegg e Nick J. Frost. Nonostante si tratti di una parodia, la concezione degli zombi come elemento metaforico di satira sociale è più geniale ed efficace che in altri mille film di horror puro. I due protagonisti sono una coppia di bamboccioni sfigati che vivono passivamente un’esistenza squallida in una Londra grigia e immobile, prigioniera della routine e delle convenzioni sociali. Una realtà nella quale gli zombi iniziano a muoversi quasi inosservati, confondendosi con i viventi ancor più barcollanti, incerti e lamentosi. Wright firma un capolavoro sarcastico e graffiante punteggiato da gag surreal-demenziali esilaranti. Una su tutte, il momento in cui i due protagonisti decidono di usare alcuni dischi in vinile come armi da lancio per uccidere gli zombi. Un film talmente riuscito che George Romero ha voluto Wright e Pegg in un cameo nel suo La Terra dei Morti Viventi, uscito l’anno successivo.


The Zombie Diaries
Titolo originale: The Zombie Diaries
Regia: Michael Bartlett, Kevin Gates
Genere: Mockumentary Horror
Interpreti: Russell Jones, Craig Stovin, Jonnie Hurn
Provenienza: Regno Unito
Durata: 85 min.
Casa di produzione: Bleeding Edge Films, Off World Films
Distribuzione (Italia): DNC Entertainment
Data di uscita: 29 ottobre 2006 (Regno Unito)
Restiamo nel Regno Unito per questo mockumentary (ovvero un film di pura fiction girato con delle handycam per dare la sensazione che si tratti di un documentario o un’autentica ripresa amatoriale) indipendente costato appena 500.000 dollari. Il film è suddiviso in tre capitoli nei quali seguiamo le vicissitudini di una troupe impegnata a realizzare un documentario e di un gruppo di superstiti in un’Inghilterra infestata dagli zombie. La parte iniziale non denota alcuna novità, la recitazione degli attori non è convintissima e c’è qualche pretesto trito e ritrito nelle dinamiche narrative, tipo la solita auto in panne che lascia i protagonisti nei guai. La scelta di inserire una colonna sonora per creare un’atmosfera alla Resident Evil (il videogame, non il film) toglie realismo alla pellicola pur risultando suggestiva. Qua e là c’è qualche momento apprezzabile come l’uccisione per errore di una bambina ancora viva da parte di uno dei personaggi in lotta per la sopravvivenza. Il film dà il meglio negli ultimi venti minuti quando è un gruppo di esseri viventi a portare il vero orrore nella storia. I carnefici e le vittime si riducono ad esseri senz’anima in un mondo di morti viventi. Il film è uscito nel 2006. Curiosamente, l’anno successivo ha visto la luce Le Cronache dei Morti Viventi di Romero, simile sia nel titolo originale, Diary of the Dead, che per la sua natura di mockumentary.


REC
Titolo originale: REC
Regia: Jaume Balaguerò, Paco Plaza
Genere: Mockumentary Horror
Interpreti: Manuela Velasco, Ferràn Terraza, Jorge-Yaman Serrano
Provenienza: Spagna
Durata: 78 min.
Casa di produzione: Castelao Producciones, Filmax, Canal + Espana, ICAA
Distribuzione (Italia): Mediafilm
Data di uscita: 23 novembre 2007 (Spagna), 28 febbraio 2008 (Italia)
La Spagna non resta a guardare e risponde con un altro mockumentary firmato da Jaume Balaguerò e Paco Plaza, entrambi già autori di alcuni buoni horror, genere che prediligono. La storia è semplice. Una troupe televisiva sta girando un reportage sui vigili del fuoco quando vengono chiamati a risolvere un’emergenza in un condiminio nel quale sembra essere esplosa una strana epidemia. Il film viene annoverato a buon diritto nel genere zombi e i mostri presenti considerati come tali anche se si scoprirà che si tratta di indemoniati. E’ uno degli horror più terrificanti dell’ultimo ventennio, senza dubbio il mockumentary horror più riuscito di sempre. Non diluisce troppo i tempi morti, come accade spesso a pellicole di questo genere (vedi Paranormal Activity), ma alterna con grande ritmo dialoghi, scene ad alta tensione e trovate spaventose. Un coinvolgente, angosciante viaggio all’inferno con un finale agghiacciante che apre al sequel. L’anno successivo uscì il remake americano Quarantine ma non fu all’altezza.


28 Settimane Dopo
Titolo originale: 28 Weeks Later
Regia: Juan Carlos Fresnadillo
Genere: Horror
Interpreti: Jeremy Renner, Rose Byrne, Robert Carlyle
Provenienza: Regno Unito – Spagna
Durata: 100 min.
Casa di produzione: FOX Atomic, DNA Films, UK Film Council
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox
Data di uscita: 11 maggio 2007 (Regno Unito), 28 settembre 2007 (Italia)
Per il sequel di 28 Giorni Dopo, Danny Boyle passa la palla allo spagnolo Juan Carlos Fresnadillo ma la storia è sempre ambientata in Inghilterra. L’avvio è originale e di grosso impatto. Quando gli zombi attaccano la fattoria in cui è rifugiato con la moglie, Don, interpretato da Robert Carlyle la abbandona vigliaccamente. L’uomo si ricongiunge con i due figlioletti e si rifugia in una zona di Londra presidiata dalle forze NATO. I ragazzini usciranno di soppiatto dalla zona protetta e torneranno alla loro vecchia casa dove troveranno la madre, portatrice sana del virus. I sensi di colpa del marito lo spingeranno a riavvicinarsi alla moglie in cerca di perdono scatenando così l’inferno nella zona protetta. Nella seconda parte, il film diventa più convenzionale ma funziona grazie ad un buon numero di trovate action e alla presenza di Jeremy Renner e Rose Byrne, all’epoca non ancora sulla cresta dell’onda. C’è anche Idris Elba. Effetti digitali dozzinali. Diverso dal primo episodio ma ugualmente efficace e ancor più divertente.

Outpost
Titolo originale: Outpost
Regia: Steve Barker
Genere: Horror – Guerra
Interpreti: Ray Stevenson, Julian Wadham, Richard Brake
Provenienza: Regno Unito
Durata: 90 min.
Casa di produzione: Black Camel Pictures, Regent Capital
Distribuzione: Sony Pictures
Data di uscita: 16 maggio 2008 (Regno Unito)
Quello dei nazi-zombies è un filone in continua crescita. D’altronde considerare i nazisti degli esseri brutali e senz’anima è una metafora semplice, immediata ed efficace. Il regista inglese Steve Barker, però, non riesce qui a sviluppare l’idea nel modo migliore. Quello che sembra essere un uomo d’affari ingaggia un mercenario e la sua squadra per setacciare alcuni vecchi bunker nazisti nell’Europa dell’Est. Salta fuori una macchina creata dagli scienziati tedeschi per manipolare il campo unificato che riporta in vita alcuni soldati nazisti divenuti così praticamente invulnerabili. Unico volto noto della pellicola, nel ruolo del capo dei mercenari, è Ray Stevenson, protagonista di Punisher War Zone e visto anche in Thor e nei due G.I. Joe. Il film si dilunga troppo sulla parte fantascientifica e fantastorica a scapito dell’approfondimento dei personaggi che rimane appena superficiale. La tensione c’è ma sfocia in un horror abbastanza sterile con qualche banale sparatoria e le scene potenzialmente splatter ammorbidite da una regia fin troppo prudente. Più fantascienza e guerra che horror vero. Peccato.

Dead Set
Titolo originale: Dead Set
Regia: Yann Demange
Genere: Horror
Interpreti: Jaime Winstone, Riz Ahmed, Adam Deacon, Andy Nyman, Warren Brown, Beth Cordingly
Provenienza: Regno Unito
Numero episodi: 5, 141 min. durata totale
Casa di produzione: Zeppotron
Emittente: E4 (Inghilterra); MTV (Italia)
Data di messa in onda: Ottobre 2008 (Regno Unito), Novembre – Dicembre 2010 (Italia)
Restiamo ancora in Inghilterra per questa miniserie tv in cinque puntate trasmessa in patria da E4 e da noi su MTV. I cinque episodi sono stati poi riuniti in un unico film disponibile anche in home video. La storia è molto semplice e segue le vicissitudini dei concorrenti del Grande Fratello inglese inconsapevoli che all’esterno sia scatenata la solita pandemia zombie. La serie è stata prodotta dalla Zeppotron, divisione della Endemol, casa di produzione del reality, e sono stati utilizzati i veri studi televisivi oltre alla conduttrice e ad alcuni volti noti della tv inglese a interpretare se stessi per amplificare il realismo. E’ una riuscita satira horror sul mondo dei reality show, a partire dal cinismo cannibalistico dei produttori, passando per l’idiozia dei concorrenti intenti ad eliminarsi reciprocamente nel senso stretto del termine, fino al pubblico di morti viventi senza cervello nel mondo esterno. In tal senso, lo zombi imbambolato davanti alla tv nel finale è un’immagine quantomai didascalica e graffiante. Il tutto condito da secchiate di splatter e gore come si deve. Acclamato da critica e pubblico. Un gioiello.

Colin
Titolo originale: Colin
Regia: Marc Price
Genere: Horror
Interpreti: Alastair Kirton, Dominic Burgess, Daisy Aitkens
Provenienza: Regno Unito
Durata: 97 min.
Casa di produzione: Nowhere Fast Productions
Distribuzione: Kaleidoscope (Regno Unito)
Data di uscita: 23 ottobre 2009 (Regno Unito)
Costato appena 45 dollari e girato con una videocamera mini DV, Colin è stato presentato in alcuni dei festival più prestigiosi ed ha goduto anche della ribalta di Cannes. Siamo ancora in Inghilterra e l’idea di base del film è quella di seguire la vicenda attraverso gli occhi di uno zombi. Assistiamo così alla graduale trasformazione del giovane Colin in un morto vivente e alla sua lotta interiore per mantenere la sua umanità. Purtroppo, al di là dello spunto originale, il film risente troppo della sua natura amatoriale sia per quel che riguarda le interpretazioni che nella messa in scena e tutto risulta poco realistico e spaventoso. Oltretutto la storia è disseminata di idee poco originali, il flashback finale non colpisce come dovrebbe e 97 minuti finiscono per essere troppi. Non un granché ma encomiabile per il coraggio con cui è stato realizzato e proposto.







