La Fine del Mondo – Recensione

Durante gli anni ’90, nella cittadina inglese di Newton Haven, il giovane Gary King e i suoi quattro migliori amici tentarono di completare un pub crawl chiamato Miglio d’Oro ma non riuscirono a raggiungere l’ultimo locale. Vent’anni dopo, Gary, ancora immaturo, drogato e alcolizzato, raduna i quattro amici, divenuti dei responsabili uomini in carriera, per ritentare il percorso ma scoprirà che qualcosa di sinistro si nasconde a Newton Haven.

La fine del mondo

La Fine del Mondo

Titolo originale: The World’s End
Genere: Commedia, Fantascienza, Action
Regia: Edgar Wright
Interpreti: Simon Pegg, Nick Frost, Martin Freeman, Paddy Considine, Eddie Marsan, Rosamunde Pike
Provenienza: Regno Unito
Durata: 109 min.
Casa di produzione: Big Talk Productions, Relativity Media, Working Title Films
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Data di uscita: 19 luglio 2013 (Regno Unito), 26 settembre 2013 (Italia)


Il geniale regista inglese Edgar Wright porta a compimento la trilogia del Cornetto, così chiamata perché in ogni episodio compare il celebre gelato di fattura italiana. Ancora una volta viene affiancato alla sceneggiatura da Simon Pegg che è anche il co-protagonista di tutti e tre i film insieme a Nick Frost. Si tratta di un trittico di parodie satiriche che graffiano la società inglese ricorrendo a diversi generi, l’horror ne L’Alba dei Morti Dementi, l’action-poliziesco in Hot Fuzz e la fantascienza ne La Fine del Mondo.

Stavolta Pegg interpreta Gary King, un incorreggibile ubriacone e cocainomane scapestrato che sembra essere rimasto bloccato psicologicamente a vent’anni prima, come se il mancato compimento del Miglio d’Oro abbia impedito il suo sviluppo morale ed intellettuale. Gli fa da contraltare Nick Frost nel ruolo dell’amico Andy, che lo contrasta col suo atteggiamento più responsabile ed è arrabbiato con lui per alcuni trascorsi.

Tra gli altri tre amici spicca Martin Freeman, protagonista de Lo Hobbit. A loro si aggiungerà la bella Rosamund Pike che sembra tuttavia essere nel film solo per la necessità di una presenza femminile. Il gruppo scoprirà che gli abitanti di Newton Haven sono stati sostituiti da robot ad opera di una razza extraterrestre che vuole omologare l’umanità ad un modello di civiltà superiore.

La metafora è fin troppo esplicita con tanto di dialogo didascalico nel finale. Naturalmente gli invasori devono vedersela con Gary, restìo a conformarsi al rigore di una società asettica. Il protagonista si troverà anche di fronte all’opportunità di poter tornare indietro e cambiare la sua vita. Le gag comiche surreal-demenziali sono sempre azzeccate, pur se meno geniali di quelle a cui Wright ci ha abituato, e le scene di combattimento sono coreografate in maniera spettacolare.

Il pub alla fine del mondo è una suggestione tipicamente inglese e già proposta ne L’Alba dei Morti Dementi. Forse il film non ha la medesima potenza satirica dei suoi predecessori ed è certamente più prevedibile e meno originale ma è comunque un grande spasso. Wright, ora all’opera su Ant-Man per i Marvel Studios dopo il cinecomic Scott Pilgrim vs. The World, si conferma capace di coniugare con grande ritmo azione e commedia senza tralasciare personaggi e tematiche. La trilogia del Cornetto è già cult.


Voto: 8

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