Sotto Assedio – White House Down: Recensione in anteprima
L’agente della polizia di Washington John Cale, si vede negato il lavoro dei suoi sogni con i Servizi Segreti per la protezione del Presidente James Sawyer. Non volendo deludere la sua bambina, John la porta a fare una visita alla Casa Bianca, quando l’intero complesso viene preso d’assalto da un gruppo armato paramilitare. Con il governo nazionale nel caos ed il tempo che scorre inesorabile, ora sta a Cale salvare il Presidente, sua figlia, e il Paese.
Sotto Assedio – White House Down
Titolo originale: White House Down
Genere: Action
Regia: Roland Emmerich
Interpreti: Channing Tatum, Jamie Foxx, Maggie Gyllenhaal, James Woods, Jason Clarke, Joey King
Provenienza: USA
Durata: 131 min.
Casa di produzione: Centropolis Entertainment, Mythology Entertainment
Distribuzione (Italia): Sony Pictures
Data di uscita: 28 giugno 2013 (USA), 26 settembre 2013 (Italia)
Independence Day, Il Patriota e ora White House Down. Cosa spinga un tedesco purosangue come Roland Emmerich a realizzare queste americanate resta un mistero. Dopo aver fatto distruggere la Casa Bianca, prima dagli alieni in Independence Day e poi da una portaerei in 2012, stavolta il regista la pone sotto assedio per mano di un gruppo militare, come visto qualche mese fa nel pessimo Attacco al Potere di Antoine Fuqua, un film maldestro nella sua natura guerrafondaia e razzista.
Emmerich propone invece un prodotto sempre patriottico ma di stampo più Democratico, nel quale la minaccia viene dall’America stessa e il Presidente fa di tutto per evitare il conflitto col medioriente e distendere i rapporti con gli altri stati. Il film si allinea all’attuale trend dei buddy movies che sta ritrovando vigore ad Hollywood. In questo caso, la strana coppia è composta da Channing Tatum e da Jamie Foxx.
Tatum interpreta John Cale, personaggio convenzionale in ogni sua sfaccettatura. Divorziato, cerca di legare con la figlioletta, un’adorabile Joey King, e non gode della stima dell’ufficio presidenziale a causa della sua mancanza di rispetto per l’autorità. Per farla breve, l’attore continua a fare il G.I. Joe, pronto a sfoderare i muscoli con una canottiera alla Bruce Willis tra sparatorie e scazzottate.
Dopo i fasti di Django Unchained e in attesa di vederlo nel prossimo The Amazing Spider-Man 2, Jamie Foxx è una sorta di parodia di Barack Obama, in smoking e scarpe da ginnastica, che mastica gomme alla nicotina (proprio come Obama), è maldestro con le armi e deve indossare gli occhiali prima di sparare. L’esatto opposto del Presidente ariano, mascellone e perfettissimo incarnato da Aaron Eckhart in Attacco al Potere.
Anche gli altri personaggi ricalcano gli stilemi del genere. Maggie Gyllenhaal è un agente del Servizio Segreto che non ha fiducia in Cale ma sarà costretta a ricredersi. James Woods è il Capo della Sicurezza che sta per andarsene in pensione. Jason Clarke, visto in Zero Dark Thirty, è il capo del gruppo paramilitare che attacca la Casa Bianca, avversario ideale di Tatum.
Con il procedere della storia, il film diventa sempre più inattendibile, fracassone e stupidone. E può starci in un prodotto di questo tipo. Il problema è che non ci sono idee e tutto risulta prevedibile in ogni suo risvolto. Emmerich ricorre a tutto il repertorio. I combattimenti denotano una violenza molto meno esplicita rispetto agli standard del genere. Anche il catastrofismo è più moderato in confronto alle prove precedenti del regista.
Le gag comiche sono ben centellinate, qualche dialogo davvero imbarazzante, il piano dei cattivi ricorda troppo quello del film di Fuqua e si esagera passa dalle armi nucleari alla minaccia di una terza guerra mondiale. C’è il solito traditore ma viene rivelato subito e il finale è copiato spudoratamente a The Rock di Michael Bay.
Emmerich ha il merito di puntare i fari sia sulla parte più edificante che su quella più deprecabile delle istituzioni americane. Purtroppo è un film che si rivela noioso e risaputo. Sono soprattutto i due protagonisti a non accattivare il pubblico e a non trovare la giusta alchimia. Va avanti col pilota automatico e non regala emozioni. Un pop-corn movie senza sapore.





















