Tarantino scatena Django a Roma
AMF ha partecipato per voi alla conferenza stampa di Django Unchained che si è svolta a Roma in vista dell’anteprima di stasera durante la quale il regista Quentin Tarantino riceverà il premio alla carriera assegnatogli dal Festival del Cinema di Roma. Oltre a Tarantino sono intervenuti in conferenza gli attori Jamie Foxx, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson, Kerry Washington e Franco Nero.
Con Django Unchained Tarantino rende omaggio al genere spaghetti western. “Mi è sempre piaciuto il western in tutte le sue forme”, ha detto il regista. “Quello americano, quello italiano e quello tedesco ma ho sempre avuto un debole per lo spaghetti western. E’ una combinazione perfetta di surrealismo e cinema estremo. E’ stato il primo genere in cui la musica ha dettato il montaggio del film. E’ un sottogenere che amo.”
Spike Lee ha polemizzato sul film affermando che non si può ridurre un argomento così importante come lo schiavismo in uno spaghetti western. “Non sprecherei tempo a parlare di Spike Lee”, ha detto Jamie Foxx, interprete del protagonista Django che viene liberato dalla schiavitù e inizia la sua opera di vendetta. “Qui ci sono persone di grande talento. Non ci preoccupano le persone all’esterno. Quando mi si è presentata l’opportunità di lavorare con Tarantino l’ho presa al volo. Sapevamo di toccare questioni scottanti ma c’era un’affinità tra di noi. Siamo stati una famiglia. Sapevamo che qualcuno avrebbe sparato sul film.”
“Sapevamo dell’elevato livello di sensibilità che l’argomento comporta”, ha detto la bellissima Kerry Washington, moglie di Django nel film. “E’ entusiasmante vedere che il film ha suscitato questo dibattito e che si discuta del passato.”
“Si possono contare sulle dita di una mano i western che trattano di schiavitù”, ha aggiunto il regista.
Nella storia, Django viene identificato come una sorta di Sigfrido che deve liberare la sua bella dal drago. “Quando inizio a scrivere un film ho un’idea dei personaggi ma non so ancora come si evolveranno”, ha spiegato Tarantino. “Le risposte vengono fuori mentre lavoro. Christoph Waltz mi ha portato a vedere L’Anello del Nibelungo. Mi ha raccontato la storia in maniera così eccezionale che ho trovato delle similitudini tra Sigfrido e Django e, in entrambi i casi, la donna da salvare si chiama Brunilde. Quindi ho deciso di inserire la storia di Sigfrido perché funzionava benissimo.”
Come negli altri film di Tarantino, anche in Django Unchained i dialoghi sono fondamentali. Quando gli viene chiesto se c’è improvvisazione da parte degli attori, il regista risponde: “Gli attori vogliono lavorare con me proprio per quello che scrivo, non per cambiare i dialoghi. Quello lo permetto qualche volta solo a Samuel L. Jackson.”
“Quando Quentin mi ha chiamato e mi ha parlato del film ero ansioso di fare le prove per scoprire il personaggio e trovare il ritmo creativo”, ha raccontato l’attore, alla sua quarta collaborazione con Tarantino. “E’ come se fosse un’aria di cui Quentin conosce le parole. Io ho sempre molte idee a causa del mio retaggio e dobbiamo sempre limarne un po’. Quando arriviamo sul set, con il costume giusto e la scenografia, tutto va a posto come per magia. L’atmosfera tra la troupe e il cast è eccezionale, c’è tanta energia creativa. Mi piace stare sul set e quelli di Quentin sono i migliori.”
Christoph Waltz, premio Oscar per Inglorious Basterds, interpreta il cacciatore di taglie Schultz che libera Django e lo prende al suo fianco. “Tratto le sceneggiature di Quentin come una forma di letteratura in sé”, ha detto l’attore. “Quentin possiede un linguaggio fatto di immagini, parole e musica. Cerco di non interferire col suo lavoro.”
“Quando proviamo i dialoghi cerchiamo di trovare un ritmo alle battute”, ha proseguito Tarantino. “Jamie e Kerry hanno parlato della storia dei loro due personaggi prima che si conoscessero. Tutti gli attori conoscono il passato dei propri personaggi anche se non viene mostrato al pubblico. Non è una cosa per il pubblico. Serve agli attori per entrare nel personaggio.”
Il regista si è poi soffermato su Sergio Leone e Sergio Corbucci: “Sono due dei miei registi preferiti in assoluto. Hanno creato le fondamenta degli spaghetti western. Leone ha partorito epopee gigantesche e non ha fatto moltissimi western perché non ne aveva bisogno. Corbucci è stato più prolifico anche se ha fatto film più modesti ma non meno importanti.”
Nel film c’è un cameo di Franco Nero, interprete di Django nel film di Corbucci del ’66 e nel sequel dell’87: “Tarantino è un autore totale”, ha detto l’attore. “Scrive e dirige e ce ne sono pochissimi come lui. Lavorare con lui è una vacanza. Quando giravamo una scena lui diceva: «E’ bellissima ma ne facciamo un’altra perché amiamo il cinema e ci piace fare film!» Ride e scherza ma sa quello che vuole.”
Quando viene chiesto se l’America sia un paese razzista, Kerry Washington tira fuori le unghie: “Se vediamo cos’è successo ieri durante la partita del Milan ci rendiamo conto che non è un problema solo americano.” L’attrice si riferisce all’amichevole tra Milan e Pro Patria durante la quale sono stati rivolti cori razzisti nei confronti di alcuni giocatori rossoneri.
Samuel L. Jackson interpreta Stephen, servitore del malvagio schiavista Calvin Candie interpretato da Leonardo Di Caprio. “Il personaggio ha momenti divertenti”, ha spiegato Jackson. “Quentin lo ha creato e io gli ho dato corpo. E’ stato un piacere interpretarlo e capirne le dinamiche. E’ lui il vero potere dietro il trono di Candyland. I miei amici mi hanno chiamato per dirmi che volevano morto Stephen ed ho capito di aver fatto un buon lavoro.”
Jamie Foxx ha parlato del suo cavallo: “Vengo dal Texas e ho visto tantissimi western. Ho chiesto di usare la mia cavalla, si chiama Cheetah, ed è stata usata nel film. Si innervosiva perché non le piace essere presa per la bocca ma ha imparato da sola i trucchetti che vedete sullo schermo.”
Uno dei prossimi film di Tarantino dovrebbe essere Killer Crow che racconta le vicende dei soldati neri dopo lo sbarco in Normandia. “Non so se ci lavorerò subito”, ha detto il regista. “Ho scritto metà sceneggiatura perché volevo inserirlo nella versione di sei ore di Bastardi senza gloria. Racconta dei soldati neri che dovevano ripulire le spiagge dai cadaveri tedeschi e costringevano i prigionieri nazisti a scavare le fosse. Ma i soldati neri avevano le armi scariche perché gli altri americani non si fidavano di loro.”
Sui punti in comune tra lo Django originale e Django Unchained, il regista ha dichiarato: “Si occupano entrambi di razzismo. Ma non volevo rifare quel film. Avevo la mia parte di storia americana da raccontare. L’ho chiamato Django perché richiama lo spaghetti western. Quando realizzi storie che hanno per protagonista un nero si dice che il film non avrà successo perché il pubblico dei bianchi non riesce a vedere attraverso i suoi occhi. Ma non sono d’accordo. Il rapporto di Django col suo mentore Schulz è importante. Schulz capisce il mondo del sud a livello intellettuale mentre Django lo capisce a livello emotivo.”
Franco Nero: “Sono due film politici. Nell’originale gli oppressi erano i peones messicani e qui sono i neri.”
Kerry Washington: “Le prove sono state molto utili, abbiamo discusso sui modi di vedere il razzismo per capire ciò che non capivamo. Abbiamo girato in una vera piantagione in Louisiana ed è stato come girare ad Auschwitz. Di Caprio era nervoso perché doveva dire certe cose. Ma come attori dovevamo essere pronti ad incarnare quell’orrore.”
Samuel L. Jackson: “A volte il cinema ci ha mostrato la schiavitù come dei neri che raccolgono cotone cantando. Avevamo la responsabilità di convincere il pubblico nero. Non mi piacciono i film in cui gli attori recitano semplicemente. Devono credere in ciò che fanno. Dovevamo fare un’opera di intrattenimento ma anche provocare repulsione per gli orrori della schiavitù.”
Tarantino ha concluso parlando del cinema italiano: “Sono un grande fan e l’ho evocato apertamente nei miei ultimi due film. Sto collaborando ad un libro di critica su Corbucci e mi piace molto Bellocchio. Alla prima di Bastardi senza gloria ho incontrato giganti come Gloria Guida, Edwige Fenech, Umberto Lenzi e Barbara Bouchet. Quando li incontro sono loro le star. Stasera ci sarà Morricone. Un party con gli dei.”
Django Unchained uscirà in Italia il prossimo 17 gennaio distribuito da Sony Pictures.


























