Un Fantastico Via Vai: la conferenza stampa con Leonardo Pieraccioni

E’ stato presentato a Roma Un Fantastico Via Vai, la nuova commedia diretta e interpretata da Leonardo Pieraccioni in uscita il prossimo 12 dicembre nelle sale italiane.

Un fantastico via vai

Oltre a Pieraccioni, sono intervenuti in conferenza stampa gli altri interpreti: Serena Autieri, Giorgio Panariello, Massimo Ceccherini, Maurizio Battista Marco Marzocca, Marianna Di Martino, Chiara Mastalli, Giuseppe Maggio, David Sef e Alice Bellagamba. Con loro anche lo sceneggiatore Paolo Genovese, il compositore della colonna sonora Gianluca Sibaldi e il chihuahua Belfagor presente nella pellicola.

Il film racconta di Arnaldo, sposato e con due figlie gemelle, un impiegato di banca che ristagna nella routine quotidiana finché non viene cacciato di casa dalla moglie per un equivoco e si trova costretto ad andare a convivere con quattro giovani studenti.

“Il film nasce dai numerosi incontri che ho fatto nelle università”, ha raccontato Pieraccioni. “I ragazzi mi danno del lei in maniera rispettosa e mi rendo conto che si può anche avere 16 anni dentro ma fuori sei un adulto. Non ho voluto mettere in scena la storia del cinquantenne che si compra l’auto sportiva e si fa l’amante di vent’anni. Quella non è la sindrome di Peter Pan del trentenne, è la sindrome del bischero di cinquant’anni. Quando ho incontrato Paolo Genovese mi ha parlato di questa idea. Abbiamo tratto spunto dalla storia vera di un uomo che è stato buttato fuori di casa dalla moglie. Per il protagonista è un ritorno indietro nel tempo, non la soluzione ai suoi problemi, anche perché la sua non è una brutta vita, con un lavoro e una famiglia. Anche i personaggi di Marzocca e Battista sono due adulti che vogliono tornare bambini”

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Il film segna la prima collaborazione di Pieraccioni con Paolo Genovese: “Il suo metodo di scrittura è completamente diverso dal mio. Quando comincio a scrivere è come un carnevale. Non so dove andranno a parare la storia e i personaggi. Paolo invece imbriglia subito la storia, definisce la struttura e lascia poco spazio all’improvvisazione. Si dissocia solo da una battuta della sceneggiatura. Quando sto guardando il sedere di Anna (Chiara Mastalli) e vengo sorpreso dai genitori di Camilla (Marianna Di Martino) e mi giustifico dicendo: ‘Sono l’amministratore. Stavo verificando se la chiappa era consona alla tazza del cesso.'”

“Non sono riuscito a fargli togliere quella battuta”, ha detto Genovese. “Per me è stato divertente perchè di solito scrivo da solo. Leonardo ti recita letteralmente la sceneggiatura, non solo il suo ruolo ma quello di tutti. E mi ha recitato dal vivo anche la scena della chiappa.”

Nel film c’è un autocitazione da I Laureati: “La corsa fuori dal ristorante riassume tutto il film. Quando avevo 30 anni, ne I Laureati, correvo veloce, adesso invece mi fa male la milza. Peraltro, durante le riprese ho fatto una figuraccia e sono caduto davanti a tutti. Ho fatto finta di averlo fatto apposta ma l’età è quella che è. Da giovani si faceva una zingarata, ora si fa una figuraccia. A cinquant’anni non puoi più scappare dalla trattoria. Fa tristezza.”

Giorgio Panariello interpreta il Cavalier Mazzarra, un razzista che non accetta il rapporto della figlia con un ragazzo nero. “Sarebbe bello se il cinema potesse risolvere certi problemi”, ha detto l’attore. “Questo personaggio odia i neri ma ama gli animali. Io sono un animalista convinto ma questa è un’assurdità. La bellezza del nostro lavoro sta proprio nell’interpretare personaggi che sono il nostro opposto.

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Pieraccioni ha aggiunto: “Sono un regista fortunato perché i comici sanno far ridere con tutti i toni del dramma. Woody Allen dice che gli attori drammatici non possono fare la commedia mentre gli attori comici possono fare film drammatici. Sapevo che Paneriello si sarebbe preoccupato per questo ruolo, perché il comico vuol far ridere. Ma io gli ho detto che doveva farlo lui per forza e c’è riuscito.”

Secondo Pieraccioni i giovani di ieri e di oggi non sono poi così diversi: “Sono sempre gli stessi e sempre lo saranno. I social network e i cellulari non hanno cambiato le cose. Dai 20 ai 25 anni vivi uno tsunami d’emozioni che ti restano tatuate sulla pelle per tutta la vita. I giovani attori del film hanno vissuto le stesse emozioni che io ho vissuto con Giorgio Panariello e Carlo Conti quando abbiamo iniziato, quando abbiamo cominciato a capire che Conti non avrebbe continuato a fare il bancario, io non avrei continuato a fare il magazziniere e Giorgio non avrebbe continuato a fare il disoccupato.”

Nel film ci sono cinque attori giovani e bravissimi: “Ho avuto l’imbarazzo della scelta”, ha detto Pieraccioni. “Oggi, a quest’età, sono più preparati di quanto lo eravamo noi. Sono bravi e bellissimi. La Mastalli mi ha minacciato mandandomi un video in cui diceva in stile Bombolo: ‘Mi sono rotta i co**ioni di fare provini. O mi prendi o te la vai a piglià nel…’ E ho dovuto prenderla.”

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Giorgio Panariello ha parlato della sua collaborazione con Pieraccioni: “Non riesco a vederlo come regista o attore. Lo affronto come Leonardo. Ci incontriamo a casa sua, che è grande otto volte la mia, e creiamo i personaggi insieme come abbiamo fatto con Cateno in Ti Amo in tutte le lingue del mondo. Alcune cose vengono aggiunte sul set. Le cose che suggerisce lui vanno sempre bene. Le mie quasi mai.”

Pieraccioni è intervenuto sul fenomeno Checco Zalone: “E’ fortissimo ed efficace. Me ne sono accorto quando lo guardavo in tv. L’ho chiamato e ci siamo incontrati. Gli ho proposto di fare un film con me ma proprio in quel momento la Medusa gli ha proposto di fare il suo. Il suo film fa ridere davvero ed è un attore con cui mi piacerebbe lavorare.”

Un fantastico Via Vai uscirà la stessa settimana de Lo Hobbit. “E’ un film che piace a grandi e piccini perché lo Hobbit è brutto”, ha detto Pieraccioni. “Quindi noi gli opporremo ‘Lo’ Ceccherini.”

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Quando Ceccherini viene invitato a parlare di Renzi, Pieraccioni interviene: “Ceccherini si agita su queste questioni. Meglio se non dice nulla. Se Renzi comincia a fare questo mestiere ci toglie il lavoro. Meglio se continua a fare il sindaco di Firenze. Renzi è più bravo di me a far ridere. Potrei essere la sua spalla.”

Il regista ha poi parlato dei moltissimi dialetti presenti nel film: “Non volevo fare un film toscano per i toscani com’è successo a qualche mio collega. Anche nei film precedenti c’erano attori napoletani o romani come Papaleo, Tognazzi o Tosca d’Aquino. I dialetti mi fanno morire dal ridere. Maurizio Battista e Marco Marzocca formano una splendida coppia romana. C’è poco nord. Lo studente di medicina, interpretato da Giuseppe Maggio, è bolognese. Ha anche provato a parlare quel dialetto ma parla bolognese come io l’inglese ed era meglio di no.”

Nel film è presente la canzone La risata di mia figlia, scritta e cantata dallo stesso Pieraccioni: “Scrivo canzoncine da quando facevo cabaret. Mia figlia ha tre anni. Una volta ha fatto una risata talmente pura e fragorosa che mi ha ispirato una canzone. Quando l’ho finita, l’ho fatta ascoltare a mia figlia che mi disse ‘Sì, va bene. Ora fammi vedere i cartoni.’ Sono affezionato a quella canzone, mi sono fatto raccomandare dal regista del film e l’ho inserita.”

Sul lavoro di attore, Pieraccioni conclude: “Facciamo parte di un circo divertente e siamo fortunati. Non è lavorare. Un giorno, durante le riprese in Corso Francia, alcuni operai stavano mangiando un panino sotto un camion per proteggersi dal sole. Ecco, tutte le volte che un attore si lamenta del suo lavoro lo piglierei e lo metterei sotto il camion.”

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