Ender’s Game – Recensione

Nel 2086, la Terra sopravvive all’invasione di una terribile razza aliena nota come le Formiche grazie al sacrificio dell’eroico Comandante Mazer Rackham. Alcuni anni dopo, giovanissimi ragazzi scelti per la loro abilità con i videogames e la loro maggior capacità di assimilare informazioni vengono addestrati in un’accademia militare situata nello spazio allo scopo di annientare gli extraterrestri una volta per tutte.

Ender's Game

Ender’s Game

Titolo originale: Ender’s Game
Genere: Fantascienza
Regia: Gavin Hood
Interpreti: Harrison Ford, Asa Butterfield, Ailee Steinfeld, Ben Kingsley
Provenienza: USA
Durata: 114 min.
Casa di produzione: Summit Entertainment, OddLot Entertainment, Chartoff Productions, Taleswapper, K/O Paper Products, Digital Domain
Distribuzione (Italia): Eagle Pictures
Data di uscita: 30 ottobre 2013 (Italia), 1 novembre 2013 (USA)


Pubblicato nel 1985, Il Gioco di Ender è il primo volume di un ciclo letterario di fantascienza, poi divenuto multimediale, concepito da Orson Scott Card. La trasposizione cinematografica, piuttosto fedele, vede tra i produttori Roberto Orci e Alex Kurtzman, frequenti collaboratori di J.J. Abrams, mentre alla sceneggiatura e alla regia troviamo Gavin Hood che ha già firmato il deludente X-Men – Le Origini: Wolverine.

Già protagonista di Hugo Cabret di Martin Scorsese, il sedicenne inglese Asa Butterfield è Andrew Wiggin, soprannominato Ender, un terzogenito. Nel futuro è proibito avere più di due figli ed Ender è stato concepito grazie ad un permesso speciale del Governo che lo osserva da anni attraverso un congegno di monitoraggio innestato nella nuca. Il ragazzino è infatti un formidabile stratega e calcolatore che riesce a restare freddo nelle situazioni più difficili.

L’iconico Harrison Ford, nella divisa del Colonnello Graff, crede nel ragazzo e lo invita ad entrare nella Scuola di Guerra. La storia diventa così un percorso accademico abbastanza convenzionale. Ender, consueto emarginato, deve affrontare i bulli della situazione, fa amicizia con la bella di turno, ovvero la talentuosa Hailee Steinfeld, già co-protagonista de Il Grinta dei fratelli Coen.

Ender si distingue nell’affrontare le prove d’addestramento che si basano soprattutto sull’assenza di gravità e sull’uso di pistole a raggi paralizzanti. Sono le sequenze che denotano le idee più avvincenti della storia. Pur essendo diretto ad un pubblico di teenagers, il film non si risparmia sotto il piano della violenza nei combattimenti corpo a corpo. Nella parte finale, il film riserva due colpi di scena, uno dei quali riguarda l’ingresso di Ben Kingsley. Buoni gli effetti visivi, efficace la colonna sonora di Steve Jablonsky già all’opera sulla saga cinematografica dei Transformers.

Seppur privo degli approfondimenti psicologici dell’opera originale, con le dinamiche familiari del protagonista ridotte all’osso e semplificato sotto alcuni aspetti, il film può essere visto come un’operazione commerciale che segue la scia di Hunger Games ma ha già fatto flop in patria ed è difficile prevederne un sequel. Risulta comunque efficace quanto basta non solo come mezzo d’intrattenimento, assolutamente diretto ai giovanissimi, ma anche nel suo messaggio pacifista.


Voto: 6

One Comment

  1. Privo del Caso 7 novembre 2013