Moonrise Kingdom: una fuga d’amore – Recensione in anteprima | Recensioni movie
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martedì, 4 dicembre 2012 - 23:36

Moonrise Kingdom: una fuga d’amore – Recensione in anteprima

1965, New Penzance, un’isoletta del New England. Sam e Suzy sono due ragazzini emarginati. Lui è uno scout, orfano intelligentissimo, logorroico, un po’ filosofo, un po’ poeta. Lei è depressa, autolesionista e soffre di crisi violente. I due diventano amici di penna e fuggono insieme gettando la piccola comunità locale nel caos.

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Moonrise Kingdom – Una Fuga d’Amore

Titolo originale: Moonrise Kingdom
Genere: Commedia – Drammatico
Regia: Wes Anderson
Interpreti: Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, Frances McDormand, Tilda Swinton, Jared Gilman, Kara Hayward
Provenienza: USA
Durata: 94 min.
Casa di produzione: Indian Paintbrush, Scott Rudin Productions
Distribuzione (Italia): Lucky Red
Data di uscita: 29 giugno 2012 (USA), 5 dicembre 2012 (Italia)


Ritenuto da molti l’erede di Tim Burton, definizione riduttiva se non addirittura fuorviante, Wes Anderson è senz’altro uno dei registi più eccentrici e innovativi degli ultimi anni, autore di film fantasiosi, stralunati e bellissimi come I Tenenbaum, Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou e Fantastic Mr. Fox. Stavolta porta sullo schermo una singolare vicenda d’amore adolescenziale, scritta insieme a Roman Coppola (figlio del regista Francis Ford) col quale aveva già lavorato ne Il Treno per il Darjeeling.

Nonostante siano circondati da un cast stellare, sono i giovanissimi Jared Gilman e Kara Hayward, nei ruoli di Sam e Suzy, ad essere il motore emotivo del film e ad appassionare il pubblico mantenendo una significativa dicotomia con gli adulti della storia. Se i due ragazzini sono incredibilmente maturi, si esprimono come degli adulti ma mantengono un animo fanciullesco, sognatore e romantico, viceversa i veri adulti possono avere degli atteggiamenti infantili ma restano condizionati dalla loro carica istituzionale.

Edward Norton è un capo scout compassato ma ligio al dovere, che ha il compito di ritrovare i ragazzini scomparsi. Bill Murray, già accanto al regista ne I Tenenbaum e ne Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou, è l’irascibile e nevrotico avvocato Walt Bishop, padre di Suzy e marito della fedifraga Frances McDormand che lo tradisce con lo sceriffo, alias Bruce Willis. Sia il pubblico ufficiale che il piccolo Sam, dunque, hanno una relazione clandestina con le donne della famiglia Bishop e tra i due si creerà un’intesa. Tilda Swinton, infine, interpreta in maniera strepitosa l’arcigna dipendente dei Servizi Sociali che vuol mettere Sam in orfanotrofio.

Anderson ricorre ancora una volta alla sua regia che richiama i libri illustrati per bambini, con trovate visive deliziosamente didascaliche, personaggi surreali e scenografie punteggiate da colori pastello. L’inquadratura rimane spesso fissa muovendosi in linea retta. Suggestivo in tal senso il movimento di camera nella casa dei Bishop, come un occhio che scruta in una casa di bambole. Oltre alle musiche di Alexandre Desplat, la colonna sonora presenta anche suggestivi brani dello scomparso compositore britannico Benjamin Britten le cui opere sono spesso dedicate ai bambini.

Una fiaba poetica, romantica, visivamente ammaliante, sorretta da un cast strepitoso che dà vita a personaggi indimenticabili. Uno sguardo delicato e toccante sul mondo dell’infanzia, alienato ma, al tempo stesso, in cerca di un punto di contatto con quello degli adulti. Wes Anderson al suo meglio. Imperdibile.


Voto: 8,5

Autore Articolo

- Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.

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