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lunedì, 30 aprile 2012 - 10:33

Prototype 2 – Recensione

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La devastazione portata da un virus non è equiparabile a quella diffusa dal portatore. Preparatevi ad abbattere orde di mutanti e carri armati con un colpo di frusta!

1x1.transPrototype 2

Sistema Operativo: PS3, Xbox 360, PC
Genere: Action
Sviluppatore: Radical Entertainment
Publisher: Activision
Numero Giocatori: 1
Data d’uscita italiana: 24 aprile (PS3, Xbox 360), 24 luglio (PC)
Pegi: 18
Prezzo (indicativo): 69.99 Euro

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Siete dei veri duri e vi piacciono i giochi dove far casino o preferite enigmi spaccacervello? Se appartenete alla prima categoria, siete nel posto giusto. Se invece siete più calmi e riflessivi, forse è il momento di provare qualcosa di nuovo.

Prototype 2 ambisce a vincere il titolo di “miglior seguito 2012″. Chi ha giocato al primo episodio della serie avrà certamente notato difetti piuttosto fastidiosi che andavano a minare l’esperienza di gioco. I ragazzi della Radical Entertainment hanno ascoltato tutte le critiche mosse a quel gioco regalandoci, si fa per dire, un’esperienza notevolmente migliore. Ma andiamo con ordine.

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Il protagonista del primo Prototype, Alex Mercer, è ormai un’arma di devastazione di massa vivente, e se vi siete persi il primo capitolo potete recuperare con l’apposito report dalla schermata principale del gioco. Un bel giorno gli si pone davanti James Heller, sergente dell’esercito tutto d’un pezzo, desideroso di vendetta nei confronti dello stesso Mercer che gli ha ucciso moglie e figlia. Ma Mercer è notevolmente più potente di chiunque e anche molto astuto. Dopo aver sopraffatto Heller, invece di ucciderlo, lo contamina col suo virus donandogli poteri simili ai propri per ottenere un potente alleato. Ecco quindi che Heller, da povero soldatino, diventa a sua volta na macchina da guerra che si rivolta contro il proprio creatore ma anche intenzionata a fermare l’epidemia e l’egemonia dei Blackwatch, il gruppo paramilitare che controlla la città di New York Zero.

La trama, che si sviluppa lungo tutte le dieci ore circa di gioco, procede con qualche colpo di scena ma non convince appieno. Se è vero che la storia dello scontro Heller/Mercer è decisamente intrigante e Mercer è un cattivone coi controcavoli, le sezioni di storia dove sono coinvolte i Blackwatch sono un po’ sottotono. Intendiamoci, i soldati con le tute nere sono e rimangono un elemento fondamentale, soprattutto perchè rappresentano la maggior parte dei nemici, ma la speranza è quella di vedere il cappuccio della nostra nemesi in ogni sequenza. La storia è raccontata tramite brevi sequenze video, di cui alcune con attori in carne ed ossa e altre in CGI con uno stile che ricorda  il film di Sin City.

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Il gioco è un free roaming nel quale potremo girare per New York Zero alla ricerca di missioni o semplicemente a seminare distruzione. Le missioni principali sono indicate chiaramente sulla mappa da delle icone, mentre quelle secondarie, necessarie per il potenziamento di Heller, devono essere scoperte esplorande specifiche sezioni di mappa. Fra queste abbiamo la ricerca delle scatole nere, la distruzione di piccoli gruppi di nemici e lo sterminio delle tane dei mutanti. In più possiamo accedere alla Blacknet, la rete di informazioni dei Blackwatch, per ottenere altre missioni dalla complessità pari a quelle della trama principale.

Questo è un primo difetto del gioco. Spesso le missioni richiedono la ricerca e l’assorbimento di un individuo per poi sfruttarne l’aspetto per intrufolarsi in una base. È vero che esistono delle varianti come la scorta di un gruppo di militari o le corse a checkpoint, ma in linea di massima le missioni hanno tutte lo tesso schema.

Le ambientazioni sono varie ed interessanti. New York Zero è divisa in tre macro aree: la zona gialla, dove troviamo umani infetti vittime degli esperimenti degli scienziati; la zona verde, solo teoricamente non contaminata e comunque sempre infestata dai militari; la zona rossa, la più intrigante a vedersi, devastata e ricca di mutanti.

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Ma veniamo ai poteri che abbiamo a disposizione. Impersonare Heller è divertentissimo e galvanizzante grazie alla smodata potenza dei suoi attacchi. Avanzando nel gioco sblocchiamo gradualmente nuove azioni come i devastanti colpi martello e la capacità di rubare gli elicotteri e, grazie all’acquisizione di punti esperienza o l’assorbimento di nemici specifici, potremo migliorare queste abilità. La devastazione che possiamo seminare in uno stuolo di nemici è la cosa migliore del gioco. Vederli puntare un lanciarazzi contro di voi e poi farli a pezzi con un colpo di braccio/frusta è estremamente divertente, così come lo è strappare via l’arma da un elicottero e poi usarla per abbatterlo. Divertente è la possibilità di afferrare un nemico, contaminarlo e vederlo implodere attirando tutto ciò che gli si trova vicino.

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Novità degna di nota, che aiuta non poco quando si tratta di ricercare vittime specifiche, è l’istinto di caccia. Heller stesso funziona come un sonar che guida verso l’obbiettivo il quale se ne sta lì in attesa di essere assorbito. A proposito di assorbire soldati e affini, è chiaro che farlo attira l’attenzione dei nemici è quindi bisogna agire in maniera silenziosa e accorta, assorbendo soldati e scienziati che non sono sotto l’occhio dei colleghi, donando un pizzico, ma giusto un pizzichino, di strategia a queste sezioni. A tal proposito, sembra che assorbire un soldato non scandalizzi minimamente i passanti civili, che continueranno a camminare come se niente fosse.

Qualche problemino lo danno i controlli. Nelle sezioni al chiuso o quando si tratta di colpire un individuo specifico, capita che Heller faccia un po’ di testa sua afferrando un barile invece di uno scienziato. Quando si tratta invece di attaccare stuoli di soldati o mutanti funziona tutto alla perfezione e ci vuole veramente poco per imparare le semplici combo e attacchi speciali.

Le improvvise impennate di difficoltá del primo capitolo e la frustrazione che ne conseguiva sono state eliminate radicalmente in favore di un ottimo bilanciamento. Ora Heller ottiene potenziamenti in maniera regolare avanzando nel gioco e non più tutto nel giro di poche ore.

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L’audio è ottimo e l’effetto viscidume, che sentirete moooolto spesso, divertente. Anche il doppiaggio in italiano (il gioco è completamente localizzato nella nostra lingua) è di buon livello, con ottime recitazioni ma un synch che talvolta lascia a desiderare.

Il comparto grafico è buono. Se è vero che le animazioni sono limitate e militari e scienziati sono un po’ tutti uguali, la cura dei fondali e il design dei mutanti è a livelli altissimi. Il motore grafico riesce a gestire molto bene ampi gruppi di nemici ma, nelle inquadrature dall’alto, soffre di un campo visivo non ampissimo.

Valore aggiunto sono le missioni Radnet. Disponibili da subito agli  acquirenti della Radnet e Special Edition e fra poco anche agli altri utenti, queste missioni prevedono gare a checkpoint e altri sollazzi simili. Terminandoli e postando on line i risultati, sblocchiamo, tra le altre cose, video dietro le quinte e la Skin di Mercer.

Un gioco nato per permetterci di devastare una città senza tanti fronzoli, non perfetto ma notevolmente migliore rispetto al predecessore. Straconsigliato agli amanti dell’action “ignorante” e per sfogare i propri istinti distruttivi. Nel complesso più che buono.


Voto: 8

Autore Articolo

- Appassionato di videogiochi e videogiocatore. Osservo, elaboro, racconto.

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