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lunedì, 7 maggio 2012 - 13:00

Chronicle – Recensione in anteprima

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Andrew è un giovane emarginato con un padre violento, la madre malata, vessato dai bulli e ignorato dalle ragazze. Decide così di nascondersi dietro una videocamera e vivere il mondo in terza persona. Un giorno, lui, suo cugino Matt, nonché suo migliore amico, e il loro compagno Steve, s’imbattono in un misterioso minerale che dona loro incredibili poteri telecinetici.

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Chronicle

Genere: Mockumentary – Supereroi
Regia: Josh Trank
Interpreti: Dane DeHaan, Michael B. Jordan, Michael Kelly, Alex Russell
Provenienza: USA, Regno Unito
Durata: 83 min.
Casa di produzione: Davis Entertainment, Adam Schroeder Productions, Film Afrika Worldwide
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 1 febbraio 2012 (Regno Unito), 3 febbraio 2012 (USA), 9 maggio 2012 (Italia)


Chronicle si distingue come primo mockumentary di genere supereroistico in assoluto. L’idea di raccontare una vicenda di giovani dotati di superpoteri in chiave realistica è interessante anche se il film rispetta in maniera troppo rigida alcuni canoni del racconto convenzionale risultando eccessivamente prevedibile. In effetti, la storia sembra seguire il canovaccio di un qualunque episodio delle prime stagioni di Smallville.

Nella serie tv dedicata alle avventure del giovane Superman nella cittadina del Kansas, si raccontava di come la kryptonite, notoriamente letale per il ragazzo d’acciaio, potesse dotare gli umani di svariati superpoteri. Si trattava quasi sempre di giovani disadattati che utilizzavano le loro nuove capacità per perseguire scopi egoisti e consumare le proprie vendette, almeno finché il buon Clark non giungeva a fermarli.

E’ questa, né più né meno, la trama di Chronicle. Peraltro anche qui i ragazzi sviluppano superpoteri a causa di un minerale presumibilmente extraterrestre. Inoltre, il rapporto fraterno tra Andrew e Matt ricalca quello tra Clark e Lex Luthor, amici destinati a combattersi. Ci si domanda fin da subito cos’abbia a che fare in questa equazione il terzo incomodo, Steve, ed infatti i risvolti della storia ne confermeranno l’inutilità. Anche la giovane Ashley Hinshaw si trova nel film solo per necessità di una presenza femminile ma il suo ruolo è del tutto facoltativo.

Purtroppo non bastano le riprese in handycam per conferire realismo alla storia che non riesce proprio ad essere credibile. Quando i tre protagonisti scoprono le loro nuove capacità si comportano tutti allo stesso modo e le loro reazioni non sono abbastanza diversificate. Nessuno dei tre si ferma a domandarsi per più di dieci secondi se il minerale possa aver avuto effetti nocivi su di loro e non sembrano preoccuparsi nemmeno quando iniziano a perdere sangue dal naso. Usano invece la telecinesi come un nuovo giocattolo con cui divertirsi e fare scherzi goliardici e ci si chiede se siano simpaticissimi o dei perfetti idioti. Viene così affrontato, in maniera troppo superficiale ed immediata, il tema “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, fondamentale nell’epica supereroistica.

Il film ha comunque i suoi pregi. E’ ben ritmato ed essenziale. Gli attori, giovani e sconosciuti, se la cavano abbastanza bene e, trattandosi di un film costato appena 15 milioni di dollari, gli effetti speciali non sfigurano, soprattutto nella battaglia finale che è la parte più meritevole del film e nella quale il regista non rinuncia alle riprese amatoriali ricorrendo a diversi espedienti quali telecamere di sorveglianza, riprese televisive, cellulari e quant’altro.

Lo spunto è interessante. Purtroppo lo sviluppo denota poche idee, scarso realismo e resta ancorato a stilemi risaputi, soprattutto per chi è già avvezzo al linguaggio supereroistico. Mediocre.


Voto: 5,5

Autore Articolo

- Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.

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