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martedì, 13 marzo 2012 - 13:30

L’altra faccia del diavolo (The Devil Inside) – Recensione in anteprima

Nel 1989, l’italiana Maria Rossi commette un triplice omicidio mentre viene operato un esorcismo su di lei e viene rinchiusa in manicomio. Vent’anni dopo, sua figlia Isabella indaga sull’accaduto girando un documentario sugli esorcismi e tenta di capire se le possessioni demoniache siano reali o se si tratti solo di malattie mentali.

1x1.transL’altra faccia del diavolo

Regia: William Brent Bell
Interpreti: Fernanda Andrade, Simon Quarterman, Evan Helmuth, Suzan Crowley
Provenienza: USA
Durata: 87 min.
Casa di produzione: Paramount Pictures, Insure Pictures
Distribuzione (Italia): Universal Pictures International Italy
Data di uscita (Italia): 16 marzo 2012


 
Di questi tempi, sulla scia dell’immeritato successo di Paranormal Activity, i mockumentary horror spuntano come funghi. Si tratta di quei prodotti di pura fiction girati con una handycam per dare al pubblico l’illusione che si tratti di un documentario o un’autentica ripresa amatoriale. Facciamo chiarezza su questo punto. L’Altra Faccia del Diavolo, titolo italiano di The Devil Inside, viene reclamizzato come “ispirato a fatti reali” e “il film che il Vaticano non vorrebbe mai che tu vedessi”. Tutte stupidaggini. Nel film non c’è assolutamente nulla di attendibile, quindi non fatevi abbindolare.

La storia è totalmente ambientata nella nostra capitale, tranne il prologo, e le riprese sono state effettuate tra Bucarest, Roma e Città del Vaticano. Proprio la pretesa di realismo è il punto debole del film e soprattutto il pubblico italiano non potrà fare a meno di notare una serie di inesattezze ed esagerazioni.

Già il nome della donna posseduta, Maria Rossi, risulta un luogo comune abbastanza irritante. La figlia, protagonista del film, è la brasiliana Fernanda Andrade, graziosa e speriamo di rivederla ancora, ma sembra italiana come Will Smith sembra giapponese. A Roma parlano tutti, ma proprio tutti, in inglese. Solo qualche personaggio che sta sullo schermo per neanche trenta secondi proferisce qualche parola d’italiano ma si capisce che si tratta di attori stranieri che biascicano malamente la nostra lingua. Naturalmente tutto verrà camuffato dal doppiaggio dell’edizione italiana rendendo il contesto ancor meno credibile.

Per quel che riguarda la componente horror, c’è la solita concezione alla Dan Brown del Vaticano visto come l’Area 51 nostrana che nasconde segreti religiosi sovrannaturali. Già è difficile che nel 2012 il pubblico possa credere nelle possessioni demoniache (o almeno si spera), qui vengono pure spettacolarizzate al massimo con corpi dotati di forza sovrumana che si contorcono e rumori di ossa che si spezzano, più tutto il repertorio di porcherie a sfondo sessuale urlate dall’invasato.

In questo caso il demonio si comporta come un virus, passando di corpo in corpo, in una storia troppo breve, semplice e poco spaventosa. I due giovani preti che aiutano Isabella sono interpretati da attori abbastanza scarsi e servono a spiegare le solite dinamiche esoterico religiose che lasciano il tempo che trovano e sono eccessivamente semplificate per gettarle in pasto al pubblico.

E’ un film piccolo e brutto, già bocciato negli USA e che difficilmente potrà essere apprezzato in Italia proprio a causa dell’ambientazione che stride con lo scarso realismo rendendolo un mockumentary fallimentare.

Voto: 4

Autore Articolo

- Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.

Mostra 2 Commenti
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  1. Giuse Pensiero scrive:

    Per capire di che film si tratta basta fare attenzione alla spettacolarizzazione pubblicitaria. Mai fidarsi quando dicono: ” Il film che ha sconvolto ecc. ecc. -Campione di incassi in AMerica ecc. ecc. Il fil che ecc. ecc. mai fidarsi. Poi come prova definitiva della pochezza di questo film basti pensare che è stato realizzato dallo stesso regista di paranormal activity. Ci vogliono prendere per i fondelli e purtroppo ci riescono perchè non si spiagano i milioni di incassi. Puntano tutto sulla presentazione. La gente ci casca e poi rimane puntualmente delusa. Ma intanto hanno incassato 50.000 di dollari a fronte di una spesa di solo 1 milione. Chiamali fessi!! I fessi sono quelli che lo vanno a vedere. Non fatevi ingannare!

  2. Stefano Dell'Unto scrive:

    Potere del virale. Paranormal Activity ha avuto successo grazie alla massiccia campagna virale, una cosa nata anni fa con Blair Witch Project che era dello stesso genere (ed era molto migliore e molto più onesto da parecchi punti di vista). E’ vero, bisogna stare attenti a non farsi influenzare.

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