sabato, 19 marzo 2011 - 00:00
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Recensione: Gnomeo e Giulietta

Regia: Kelly Asbury
Provenienza: Regno Unito, USA
Durata: 84 min.
Produzione: Starz Animation, Rocket Pictures
Recensione a cura di: Bruno Ugioli

La storia è arcinota, ed è stata raccontata e rielaborata (specialmente al cinema) innumerevoli volte. In questa nuova declinazione, ambientata in una moderna cittadina, il signor Capuleti e la signora Montecchi sono due vicini di casa che si odiano, ma che hanno una profonda passione per il giardinaggio. Elementi questi che sono passati anche ai rispettivi oggetti da giardino (nani, coniglietti, decorazioni, animali di plastica), schierati fra rossi e blu, e impegnati in una lunga faida senza esclusione di colpi. Come da copione però, due giovani delle opposte fazioni s’innamorano e iniziano una relazione clandestina. Gnomeo e Giulietta s’incontrano segretamente e vivono la loro avventura in un terzo giardino in disuso, una terra di nessuno dove possono manifestare i propri sentimenti liberamente. Qui conoscono anche Piumarosa, un fenicottero abbandonato, che in passato ha vissuto una storia d’amore funestata dall’odio degli altri, come la loro (e che risulta il personaggio migliore del film). E infatti, mentre sembra che le cose vadano per il meglio, le rispettive fazioni si frappongono fra di loro, facendo prendere una piega drammatica agli eventi.

È un progetto travagliato questo Gnomeo e Giulietta. Lo script, inizialmente destinato alla Disney, fu bocciato dal neo direttore creativo John Lasseter dopo la fusione con la Pixar, e venne opzionato dalla Miramax. Anche qui non andò in porto, e alla fine venne realizzato dalla canadese Starz Animation. La regia fu affidata al veterano Kelly Asbury, già animatore sia per la Disney che per la Dreamworks, e regista di Spirit – Cavallo Selvaggio e di Shrek 2. Il suo lavoro in questo caso rientra nell’ambito del funzionale, avendo realizzato una pellicola corretta dal punto di vista tecnico, ma che manca di personalità sotto quello artistico. Il film ondeggia fra gli evidenti rimandi al mondo di Toy Story e la maniera dissacrante di trattare i classici inaugurata dal primo Shrek, talmente sfruttata negli anni da diventare scontata. La rilettura dell’opera shakespeariana è virata al farsesco e spesso si distanzia notevolmente dal lavoro originale, così da garantire una certa originalità nella visione. I temi principali restano comunque ovviamente gli stessi, e viene fatto passare in modo efficace il messaggio di tolleranza.

Si tratta chiaramente di un prodotto destinato ad un pubblico di piccolissimi, con massicce dosi di umorismo, azione, e qualche fugace spruzzata di romanticismo. Una parte importante la gioca poi la musica, essendo stata curata da Elton John, in veste anche di produttore esecutivo. Le sue canzoni vanno a costituire la scatenata colonna sonora del film fino a farlo diventare in alcuni casi una sorta di musical, anche se di fatto mancano vere e proprie scene di canto e danza. In realtà è forse proprio questo il problema di Gnomeo e Giulietta, il suo essere un concentrato di più cose senza una solida base sottostante. Un film leggero e anonimo, che non aggiunge niente di nuovo all’opera del Bardo dell’Avon, ma che può sicuramente divertire i più piccini.
Rimane comunque piuttosto discutibile la scelta del doppiaggio italiano di caratterizzare le voci dei personaggi con accenti del nord e sud Italia.

Voto: 6,5

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