CARS 2 – Recensione
Regia: Brad Lewis e John Lasseter
Interpreti (doppiatori): Owen Wilson, Emily Mortimer, Michael Caine, Jason Isaacs, John Turturro, Franco Nero, Vanessa Redgrave, Bruce Campbell.
Provenienza: USA
Durata: 114 min.
Distribuzione: Walt Disney Pictures
Se John Lasseter, co-fondatore della Pixar, è senza alcun dubbio un genio ed un innovatore nel campo dell’animazione, lo stesso non si può dire per quel che riguarda la regia avendo firmato i titoli meno memorabili della casa di produzione quali i primi due Toy Story, A bug’s life e lo stesso Cars, divertenti e con un buon riscontro al botteghino ma non così appassionanti o geniali come Monsters & co., Ratatouille, Alla ricerca di Nemo,Wall-E, Up o Toy Story 3.
Nonostante qualche lentezza, Cars aveva una buona struttura narrativa raccontando in maniera convincente il percorso personale di Saetta McQueen, un’auto da corsa viziata e assetata di successo che, durante un soggiorno forzato nella cittadina di Radiator Springs, rimette in discussione se stesso e le sue priorità giungendo a rinunciare alla vittoria della tanto agognata Piston Cup per compiere un enorme gesto di altruismo nei confronti di un rivale alla sua ultima corsa.
In questo sequel si cambia totalmente registro e protagonista assoluto diventa Carl Attrezzi, detto Cricchetto, sgangherato, tonto, pasticcione, simpaticissimo amico di Saetta, a cui è stata dedicata anche una serie di cortometraggi, qui coinvolto suo malgrado in una spy-story attraverso una serie di disavventure da commedia degli equivoci. Purtroppo ne viene fuori un pasticcio piatto e noioso che finisce per scontentare tutti, troppo banale per gli adulti e poco divertente per i bambini.
L’impianto alla 007 ruota intorno ad un carburante ecologico e al boicottaggio di tre gran premi che fungono da pretesto per un giro del mondo, ma è tutto inutilmente intricato, punteggiato di spiegazioni indigeste, scene d’azione ripetitive e non troppo entusiasmanti, invenzioni visive deboli e risapute. Le peripezie di Cricchetto che dovrebbero costituire la componente comica sono ingenue e non riescono a strappare neanche una risata. La parte più intima della storia è la solita solfa sui due amici che litigano e sull’accettare le diversità proprie e altrui.
Anche i personaggi di contorno non hanno nerbo e risultano solo pedine bidimensionali: l’agente segreto veterano e invincibile, doppiato nell’originale da Michael Caine, la “bella” eroina perfettina di cui Cricchetto s’innamora e naturalmente lo scienziato malvagio con tanto di monocolo e accento tedesco. Le tappe del tour, Giappone, Italia e Inghilterra, con una parentesi a Parigi, vengono presentate attraverso stereotipi imbarazzanti e maldestri, con un’arrogante Ferrari tricolore che ha la voce di John Turturro nell’originale e l’accento napoletano di Alessandro Siani da noi. Un cameo di Vanessa Redgrave viene invece tradotto da Sofia Loren.
Dal punto di vista dell’animazione il film non riserva acuti, anzi, denota una certa pigrizia. Curiosa la ricostruzione di Londra, apparentemente un compositing di immagini reali e computergrafica. Si tratta dunque di un’opera che non funziona da alcun punto di vista, lontano anni luce da quei capolavori premi Oscar degli ultimi anni che rendono però fisiologico e perdonabile un passo falso. Siamo certi che la Pixar tornerà presto ad incantarci con i suoi capolavori.











:twisted Non sono affatto d’accordo,con questa recensione. A me Cars 2 ha emozionato,fatto stare sulla corda,commosso. E l’animazione è magistrale,come il sonoro.Quello che mi va giù è che appena si cambia registro molti stanno subito a frignare perchè non hanno la storiellina tutta graziosa e perchè non si trovano più le scenette strappalacrime.
Gli altri Pixar sono capolavori con la C maiuscola,non si discute.Ma forse non avete inteso il vero intento di Lasseter & Co: dare al pubblico un film che non assomiglia a nessun altro,un pelino più violento e veloce,furioso,arrabbiato. Il fatto che si vada più spediti con la trama non significa certo fiasco! Anzi,non ho provato pesantezza alla fine del film.Sarebbe potuto durare molto di più,per me e la mia amica.
E le due spie britanniche sono tutto fuorché invincibili:in una scena rischiano la morte.
E’ vero,il nemico principale è un pò stereotipato,ma mi ha dato i brividi con quell’aria perennemente indifferente e annoiata del male O_O
Comunque,scusate se lo dico,si vede proprio che scrivete più di quanto effettivamente pensiate. Non potete dire che è pigro sotto il profilo tecnologico,almeno quello!
Posso capire l’avvicendarsi degli avvenimenti che non sia piaciuto e forse il maggiore spessore psicologico che si sarebbe potuto dare,ma date pane al pane obiettivamente,per favore! E con questo vi saluto! X)