L’Uomo con i Pugni di Ferro – Recensione in anteprima
Nella Cina del diciannovesimo secolo, il governatore Leone d’Oro viene tradito e ucciso dai suoi luogotenenti, Leone di Bronzo e Leone d’Argento, che intendono impossessarsi di un’ingente quantità d’oro. Il fabbro di un villaggio locale diventerà l’Uomo con i Pugni di Ferro, un’arma vivente che si alleerà con il figlio del governatore, conosciuto col nome di battaglia di X-Blade, e con un eccentrico pistolero inglese per fare giustizia.
L’Uomo con i Pugni di Ferro
Titolo originale: The Man with the Iron Fists
Genere: Azione
Regia: RZA
Interpreti: RZA, Russell Crowe, Rick Yune, Lucy Liu, Dave Bautista, Jamie Chung
Provenienza: USA, Hong Kong
Durata: 95 min.
Casa di produzione: Arcade Pictures, Iron Fists
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Data di uscita: 2 novembre 2012 (USA), 9 maggio 2013 (Italia)
Rapper, attore e produttore, da poco visto in G.I. Joe – La Vendetta nel ruolo di Blind Master, RZA esordisce alla regia con questo omaggio ai classici film di kung-fu mescolato al linguaggio visivo dei manga. Pare che il regista abbia avuto l’idea mentre lavorava alla colonna sonora di Kill Bill di Quentin Tarantino, qui in veste di produttore.
La storia è davvero poca cosa. RZA è il fabbro protagonista, liberato dalla schiavitù in America è giunto in Cina dove vorrebbe solo vivere in pace con la concubina Lady Seta, interpretata dalla bellissima Jamie Chung. Personaggio che richiama inevitabilmente Django Unchained di Tarantino, il fabbro si trasformerà nell’Uomo con i Pugni di Ferro, una sorta di supereroe che sembra uscito da una storia di Ken il Guerriero.
Non sono da meno gli altri due eroi della vicenda. Rick Yune, attore americano di origini coreane, è Zen-Yi, figlio del governatore ucciso, conosciuto come X-Blade per la sua armatura che spara lame da tutte le parti. Russell Crowe è un divertito e divertente Jack Knife, una sorta di cow-boy inglese che rifà, o vorrebbe rifare, il verso agli spaghetti western ed è armato di una pistola pugnale kitsch che pare uscita da Wild Wild West.
Lucy Liu è Madam Blossom, ambigua e affascinante proprietaria del postribolo locale. Byron Mann (Street Fighter, Catwoman e Arrow) è il malvagio Leone d’Argento mentre Dave Bautista, che ritroveremo ne I Guardiani della Galassia dei Marvel Studios, è Brass Body, mercenario capace di ricoprire il suo corpo di metallo, nemesi perfetta del protagonista. C’è anche un cameo di Gordon Liu che interpretava il maestro Pai Mei in Kill Bill.
Il film è una grossa baracconata, tutto appare troppo finto, non ci si affeziona ai personaggi e la vicenda è troppo banale. Le scenografie sono, come detto, quelle dei kung fu movie asiatici, tra fondali palesemente finti, parrucconi biondo platino e qualche improbabile accessorio. I combattimenti ricalcano lo stile manga con supercolpi dettati da effetti digitali di quart’ordine, splatter talmente esasperato da non essere credibile e qualche acrobazia sul genere de La Tigre e il Dragone con una colonna sonora rap.
Un’opera che potrebbe anche divertire ma è priva d’anima e d’autorialità. Si limita a scimmiottare i film di genere in un minestrone di rimandi che finisce per risultare indigesto. Tutto già visto. Noioso ed inutile.





















