Iron Man 3 – Recensione in anteprima
Un’armatura da combattimento o un guscio in cui nascondersi? Dopo aver respinto l’invasione dei Chitauri accanto ai Vendicatori, Tony Stark, alias Iron Man, soffre di stress post-traumatico, è perseguitato dagli incubi ed è concentrato ossessivamente sul lavoro e sulla creazione di nuove armature. Le sue paure diventano realtà quando il suo mondo viene distrutto dall’attacco del Mandarino, leader dell’organizzazione terroristica dei Dieci Anelli, che minaccia l’America con sicari potenziati dalla tecnologia Extremis creata dallo scienziato Aldrich Killian.

Iron Man 3
Titolo originale: Iron Man 3
Genere: Action – Fantascienza – Thriller
Regia: Shane Black
Interpreti: Robert Downey Jr., Ben Kingsley, Guy Pearce, Gwyneth Paltrow, Rebecca Hall, Don Cheadle
Provenienza: USA
Durata: 130 min.
Casa di produzione: Marvel Studios, Paramount Pictures, Noble Media, Outlaw Sinema
Distribuzione (Italia): The Walt Disney Company Italia
Data di uscita: 24 aprile 2013 (Italia), 3 maggio 2013 (USA)
Dopo il trionfo mondiale di The Avengers che ha chiuso la Prima Fase della saga cinematografica Marvel, si riparte con il terzo episodio dedicato ad Iron Man, personaggio traino dell’intera serie. Regia e sceneggiatura passano stavolta nelle mani di Shane Black, esperto in pellicole action dalla marcata componente comedy. E’ stato infatti tra gli autori degli script de L’Ultimo Boyscout, della quadrilogia di Arma Letale ed ha già diretto Robert Downey Jr. in Kiss Kiss Bang Bang.
Black resta fedele alla formula del buddy movie fracassone e pieno zeppo di trovate comiche allontanandosi molto, troppo, dallo spirito del fumetto da cui è tratto, difetto ricorrente in molti film Marvel Studios. Downey Jr. non è mai credibile nel ruolo di un Tony Stark tormentato e in preda a crisi di panico. Come al solito, sono i dialoghi, le smorfie e le gag comiche a riuscirgli meglio e l’introspezione emotiva del personaggio resta molto superficiale.
Il regista sembra prediligere il fattore umano e crea tutti i presupposti necessari per far muovere Tony perlopiù senza armatura, lo fa combattere contro i soldati Extremis del tutto disarmato o con armi improvvisate, alla Bruce Willis, e ci si chiede se il protagonista abbia davvero bisogno della sua corazza, il che stride con l’iconografia originale. Nella prima parte del film, compagno d’avventura dell’eroe diventa il solito ragazzino nerd trascurato dai genitori e vessato dai bulli. Il rapporto tra i due segue un percorso narrativo risaputo e buonista, in linea con l’ambientazione natalizia del film, fuori luogo, peraltro, in un film in uscita ad aprile.
La componente action ruota attorno ad un gigantesco complotto che rimanda alle tematiche del primo capitolo della saga circa i fabbricanti d’armi e i profitti economici che sono talvolta l’unica ragion d’essere dei conflitti bellici. In tal senso, i fans del fumetto storceranno il naso di fronte all’evoluzione del Mandarino, arcinemesi di Iron Man. Interpretato dal grande Ben Kingsley, qui il villain si rivelerà un elemento puramente funzionale scadendo in un’imbarazzante macchietta che rasenta la parodia.
Il vero cattivo del film è Guy Pearce nel ruolo di Aldrich Killian, eccessivamente grottesco e caricaturato nel prologo, diviene poi un personaggio monodimensionale, a tratti gigioneggiante ma senza troppi eccessi. Un cattivo abbastanza riuscito ma sempre sui generis. E’ il creatore della tecnologia Extremis, elemento inserito da Warren Ellis nell’opera originale, che rigenera i corpi umani rendendoli praticamente invincibili. Tra i sicari Extremis agli ordini di Killian spicca un James Badge Dale in versione Terminator nei panni di Eric Savin. Stephanie Szostak è invece una sfregiata Ellen Brandt, protagonista della scena di combattimento più bella della pellicola.
Ancora una volta Gwyneth Paltrow è una Pepper Potts perlopiù inutile, che non riesce ad essere il motore emotivo della storia e si riduce alla consueta pulzella da salvare con un’evoluzione interessante ma troppo breve nel finale. Rebecca Hall è la scienziata Maya Hansen, personaggio lasciato a metà e dai risvolti piuttosto prevedibili. Sembra essere nel film solo per aggiungere un’altra presenza femminile sullo schermo.
Don Cheadle indossa di nuovo l’armatura di War Machine, ridipinto a stelle e strisce e promosso ad Iron Patriot, burattino governativo, concettualmente risposta americana al Mandarino. Rifacendosi al genere che più gli è congeniale, Shane Black imbastisce, nella seconda parte della storia, l’accoppiata action Tony-Rhodey, entrambi rigorosamente privi di armatura. Più che una sorta di Arma Letale 5, però, gli eccessi comici arrivano a far pensare ad un Palle in canna 2.
Jon Favreau, regista dei primi due film, qui ha più spazio nei panni di Happy Hogan che sfoggia un discutibile look alla Nino Frassica (con tutto il rispetto per Frassica) nella parte iniziale del film ambientata negli anni ’90 (con il logo Marvel che compare sulle note di Blue degli Eiffel 65 a dare al tutto un’atmosfera alla Vanzina) e mantiene un tono leggerissimo fino ad una svolta drammatica dalle conseguenze abbastanza prevedibili. Paul Bettany è ancora la voce dell’intelligenza artificiale JARVIS. Da segnalare la presenza dei caratteristi William Sadler (Die Hard 2) e Miguel Ferrer (RoboCop) nei ruoli, rispettivamente, del Presidente e del Vicepresidente USA. Immancabile il cameo di Stan Lee. E ce n’è anche un altro, che non vi riveleremo, nella scena dopo i titoli di coda.
Il film procede così, tra qualche sequenza d’azione più o meno riuscita e tante tante risate fino all’attesa carrellata di armature nel finale. Gli effetti digitali funzionano, pur non essendo di altissimo livello, mentre il 3D è totalmente inutile. Il percorso di Tony, iniziato nel primo capitolo, qui giunge ad una sorta di conclusione che verrà inevitabilmente disattesa nei prossimi episodi. Per quel che riguarda la continuity, ci si chiede che fine abbiano fatto lo SHIELD e i Vendicatori mentre gli USA vengono attaccati dal Mandarino e Stark deve cavarsela da solo.
Se siete alla ricerca di un action-comedy spassoso e totalmente sopra le righe vi divertirete. Ma non è un film supereroistico, il tono è del tutto antiepico e quel poco di dramma che c’è scade puntualmente in burletta. In linea con gli altri prodotti dei Marvel Studios. Sarà un successo commerciale ma il mito moderno ne esce di nuovo con le ossa rotte.