La mia vita è uno zoo – Recensione
L’incredibile storia di Benjamin Mee, ex redattore del The Guardian che ha rinunciato a tutto quello che possedeva per amore dei suoi figli, ha incantato milioni di lettori in tutto il mondo, finendo, ben presto, per attirare l’attenzione del regista Cameron Crowe, che ha deciso di realizzarne l’omonima trasposizione cinematografica.
La mia vita è uno zoo

Titolo originale: We bought a zoo
Genere: Drammatico, commedia
Regia: Cameron Crowe
Interpreti: Matt Damon, Scarlett Johansson, Elle Fanning, Thomas Haden Church, Patrick Fugit, Angus Macfadyen, J.B. Smoove
Provenienza: USA
Durata: 124 min.
Casa di produzione: 20th Century Fox, LBI Entertainment, Vinyl Films
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox
Data di uscita: 8 giugno 2012 (Italia)
Benjamin Mee è un famoso giornalista internazionale che, cimentandosi in avventure spericolate, è conosciuto dal grande pubblico per la sua intraprendenza. Quando la giovane moglie muore, l’uomo è costretto a prendersi cura di due figli molto piccoli, Dylan e Rosie, incapaci di affrontare il dolore della perdita.
Deciso a rischiare il tutto per tutto, Benjamin vende la sua casa e ne acquista una in campagna che sorge esattamente al centro di uno zoo in malora. Disposto a dedicarsi anima e corpo alla cura degli animali, il giornalista si improvvisa imprenditore e, coordinando una squadra di esperti, si attiva per riportare in auge l’attività.
Davanti ad un dolore improvviso, violento, lancinante, arrivi a pensare che la felicità degli altri faccia troppo rumore per te. E allora, prendi le valigie e scappi, cercando altrove quella serenità necessaria a lenire le tue ferite. È proprio questo, infatti, quello che cerca di fare Benjamin, investendo tutti i suoi risparmi in un’impresa folle e (im)possibile.
Con un figlio adolescente e una bambina che crede ancora al coniglio pasquale, lo scrittore si rimbocca le maniche e cerca di entrare in contatto con la fauna selvatica che abita dietro casa sua. L’incontro con una specie tanto diversa dalla propria, capace di esprimere con i gesti più di quanto potrebbero mai fare le parole, aiuta la famiglia ad accettare la morte e la sprona a prepararsi a vivere una nuova vita.
Solo quando i 20 secondi di coraggio prenderanno il sopravvento sulla timidezza e sull’orgoglio personale, allora, padre e figlio troveranno finalmente quella sinergia di cui avevano bisogno e la piccola Rosie potrà finalmente sperare di avere una (nuova) famiglia unita.







