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giovedì, 17 maggio 2012 - 23:21

La Fredda Luce del Giorno – Recensione in anteprima

Prendete Henry Cavill, il prossimo Superman cinematografico, mettetelo insieme ad un’icona dell’action come Bruce Willis ed aggiungete l’ammazza-Aliens Sigourney Weaver. Gli ingredienti principali sono invitanti ma mescolarli in una buona pietanza è tutt’altra storia.

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La Fredda Luce del Giorno

Titolo originale: The Cold Light of Day
Genere: Action – Thriller
Regia: Mabrouk El Mechri
Interpreti: Henry Cavill, Bruce Willis, Sigourney Weaver
Provenienza: USA
Durata: 93 min.
Casa di produzione: Summit Entertainment, Intrepid Pictures
Distribuzione (Italia): Moviemax
Data di uscita: 18 maggio 2012 (Italia), 7 settembre 2012 (USA)


Il cuoco in questione è il francese Mabrouk El Mechri, regista sconosciuto dalla filmografia a dir poco anonima. Non si fatica a capirne i motivi alla luce di questa sua ultima fatica che denota una fragilità sconcertante, congegnata su una sceneggiatura a dir poco zoppicante e piena zeppa di luoghi comuni che vorrebbe rifare il verso alla saga di Jason Bourne o a film come Io vi troverò, con Liam Neeson, finendo per essere invece una mera imitazione senza nerbo.

Il bravo Henry Cavill interpreta Will, giovane in carriera che giunge in Spagna da San Francisco per trascorrere una vacanza in barca insieme a suo padre, Bruce Willis, e alla sua famiglia. Con il pretesto più stupido che gli sceneggiatori potessero escogitare, Will è costretto a lasciare l’imbarcazione. Al suo ritorno scopre che la sua famiglia è stata rapita. E qui ha inizio la fiera delle banalità.

Salta fuori che Bruce Willis è, ad insaputa dei suoi figli, un agente della CIA e che i sequestratori, tanto per cambiare, vogliono una misteriosa valigetta. Sia nel trailer che nella locandina, il film sembra promettere un’interessante accoppiata Cavill-Willis. Neanche per sogno. Bruce Willis sta sullo schermo neanche venti minuti e il suo finisce per essere poco più che un cameo, nient’altro che un nome per attirare il pubblico in sala.

Sigourney Weaver è un secondo agente della CIA che mette la pulce nell’orecchio a Will circa il fatto che suo padre fosse un traditore. Il nostro non può ricorrere all’aiuto delle forze dell’ordine perché viene incastrato e deve cavarsela da solo. La trama, già trita e ritrita nelle premesse, diventa via via un pasticciaccio inverosimile e poco interessante. Cavill corre e si sbatte per le strade di Madrid in un paio di scene action prive di inventiva, si becca un proiettile tra le costole, fa bungee jumping appeso ad un’antenna parabolica, si spalma sull’asfalto e, tirato via il proiettile, sta una meraviglia. D’altronde è il figlio di Bruce Willis…

E non può neppure consolarsi con la bella di turno, tale Verònica Echegui, spagnola. Gli sceneggiatori, infatti, avranno pensato che imbastire la solita relazione sentimentale fosse davvero troppo scontato, il che è lodevole, ma hanno fatto ricorso ad un espediente narrativo a dir poco irritante. Il film sembra fare di tutto per lasciare il pubblico insoddisfatto. Ci si aspetterebbe qualche risvolto spiazzante nel finale ma tutto scade nel buonismo e si risolve per il meglio. L’epilogo, poi, rasenta il ridicolo.

Un terzetto di ottimi attori sprecati in un prodotto insignificante e senza alcuna ragion d’essere, povero nelle idee e nella messa in scena. Da evitare come la peste.


Voto: 4

Autore Articolo

- Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.

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