­­
­­
giovedì, 22 marzo 2012 - 13:00

The Raven – Recensione in anteprima

Nel 1849, a Baltimora, un folle copycat commette dei sanguinosi omicidi ispirandosi alle opere letterarie di Edgar Allan Poe. Un giovane detective chiede la consulenza del tormentato e crepuscolare scrittore per catturare l’assassino.

1x1.transThe Raven

Regia: James McTeigue
Interpreti: John Cusack, Alice Eve, Oliver Jackson-Cohen, Luke Evans, Brendan Gleeson
Provenienza: USA
Durata: 109 min.
Casa di produzione: FilmNation Entertainment, Intrepid Pictures, Galavis Film
Distribuzione (Italia): Eagle Pictures
Data di uscita (Italia): 23 marzo 2012



Realizzare un’opera di fiction che ha per protagonista una celebrità, scomparsa o contemporanea, è sempre un’operazione delicata e complessa e si corre il rischio di urtare la suscettibilità dei cultori e dei puristi del personaggio in questione. La sfida è stata raccolta da James McTeigue, già regista di V for Vendetta e Ninja Assassin su sceneggiature dei fratelli Wachowski con i quali ha collaborato anche come assistente di regia nella trilogia di Matrix.

Il concept del film è accattivante, un modo originale per ripercorrere le opere di Poe e rendere omaggio allo scrittore ma lo sviluppo denota qualche incertezza. John Cusack ce la mette tutta per tratteggiare un Poe afflitto, in crisi creativa, alcolizzato, anticonformista, la cui unica consolazione è l’amata Emily. L’interpretazione carismatica dell’attore, però, non riesce a sopperire del tutto alle carenze di una sceneggiatura che non affronta in maniera approfondita i demoni interiori del personaggio e lo descrive in modo abbastanza superficiale limitandosi ad accennare alcuni dei tratti più interessanti della sua personalità. Vengono esaltate solo le caratteristiche che possono accattivare il pubblico, il Poe romantico, arguto ed ironico piuttosto che quello malinconico e angosciato. Forse il timore reverenziale nei riguardi dell’eminente scrittore ha legato le mani agli sceneggiatori Ben Livingston e Hannah Shakespeare oppure temevano di appesantire troppo la storia con l’analisi introspettiva.

A sostenere la performance di Cusack troviamo un cast di ottimo livello. Il gallese Luke Evans, nel ruolo del detective Fields, si conferma uno degli attori più interessanti in circolazione, già visto in Scontro tra Titani, Tamara Drewe, Immortals e I Tre Moschettieri e lo ritroveremo ne L’Hobbit. Deliziosa Alice Eve che presta il bel sorriso e gli occhi azzurri ad Emily. Nonostante la giovane età, l’attrice dimostra notevoli doti interpretative nei duetti con Cusack. Purtroppo, viene rapita dall’assassino dopo mezz’ora di film e chiusa in una bara nella quale rimarrà fino alla fine (e non vi sveliamo quale sarà la sua sorte). Aspettiamo con ansia di rivederla presto in Men in Black 3 e Star Trek 2.

La ricostruzione scenografica è minuziosa, realistica, artigianale, calata in una perfetta atmosfera gotica. Belli i costumi del nostro Carlo Poggioli. La regia di McTeigue è attenta, puntuale ed asciutta, priva di sbavature, ma denota qualche stonatura stilistica e spuntano qua e là alcuni postmodernismi del tutto fuori luogo rispetto alla cornice imbastita. Esplosioni di sangue digitale, proiettili che volano a rallenty verso il pubblico e titoli di coda con immagini in computer grafica stridono totalmente con la tangibilità del contesto.

Nonostante qualche difettuccio, comunque, il film si segue con piacere e l’intreccio regge bene. Purtroppo il finale lascia insoddisfatti. Col procedere della narrazione, la presenza di un personaggio così complesso come Poe farebbe presagire qualche risvolto spiazzante ma la storia finisce per essere fin troppo convenzionale e l’epilogo è francamente brutto. Per intenderci, McTeigue ha diretto V for Vendetta, dalla graphic novel di Alan Moore, ed ha tradotto in maniera efficace il momento in cui Evey scopre di essere stata catturata e torturata non dagli uomini del regime bensì dal suo amico V, vigilante sovversivo che intendeva liberarla così dalle sue paure. Ecco, ci si aspetterebbe un colpo di scena di questa potenza ma non arriva. Ancora una volta si ha la sensazione che la natura del protagonista non abbia concesso licenze e la dovuta libertà creativa agli sceneggiatori.

Si tratta quindi di un giallo sui generis, senza infamia e senza lode. Una classica storia sulla caccia al copycat, diretta con mestiere e sostenuta da un buon cast. Ma togliendo Poe dall’equazione e sostituendolo con un altro scrittore, in crisi creativa e con l’abitudine di alzare troppo il gomito come ce ne sono tanti, il film non risulterebbe poi così diverso. Bisognava osare di più.


Voto: 5,5

Autore Articolo

- Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare queste tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


6 × otto =


Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.

Trailer