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mercoledì, 21 agosto 2013 - 10:00

L’Evocazione (The Conjuring) – Recensione in anteprima


1971, Harrisville, Rhode Island. La famiglia Perron si trasferisce in una vecchia casa dove iniziano a verificarsi eventi inquietanti ed inspiegabili. Decidono così di rivolgersi ai coniugi Ed e Lorraine Warren, investigatori del paranormale. Dopo aver indagato sul terribile passato dell’abitazione, i Warren decidono di raccogliere prove da fornire alla Chiesa perché venga autorizzato un esorcismo.

LEvocazione 209x300Titolo originale: The Conjuring
Genere: Horror
Regia: James Wan
Interpreti: Patrick Wilson, Vera Farmiga, Lili Taylor, Ron Livingston
Provenienza: USA
Durata: 112 min.
Casa di produzione: Evergreen Media Group, New Line Cinema, The Safran Company
Distribuzione (Italia): Warner Bros.
Data di uscita: 19 luglio 2013 (USA), 21 agosto 2013 (Italia)


Uscito il mese scorso in USA, The Conjuring ha incontrato un plebiscito di critica e pubblico e, come molti altri horror, ha saputo sfruttare in ottica commerciale una storia tratta da fatti reali. In effetti, il film prende spunto dalle investigazioni dei veri coniugi Warren, tra i cui casi spicca peraltro la celebre Amityville che pure ha fornito lo spunto per diverse pellicole. Durante i titoli di coda di The Conjuring vengono mostrati gli autentici ritagli di giornale dell’epoca. Se poi i fatti sovrannaturali riportati siano attendibili o meno resta da vedere. Permetteteci di restare scettici a riguardo.

Alla regia c’è il talentuoso australiano di origini malesi James Wan, autore di Saw, produttore esecutivo dei capitoli successivi, che avrà ora l’arduo compito di dirigere Fast & Furious 7. Vera Farmiga è la chiaroveggente Lorraine Warren mentre il marito Ed è interpretato da Patrick Wilson, il Nite Owl di Watchmen, già a fianco del regista nei due Insidious, il secondo dei quali in uscita il mese prossimo in USA. Nella famigliola Perron spicca invece mamma Lili Taylor, già alle prese con una casa infestata in Haunting – Presenze.

Il cast è uno dei punti di forza del film che denota però anche delle serie debolezze che ne rendono il trionfo in patria perlopiù ingiustificato. Partiamo dagli elementi positivi. Wan è un buon regista, dotato di buona inventiva, sa come muovere e posizionare la macchina da presa ed è riuscito a creare la tensione giusta per un horror come si deve sfruttando anche le atmosfere lugubri fornite da scenografia e fotografia studiate a dovere. Gli effetti sono per la maggior parte artigianali, con un uso minimo e ben calibrato del digitale e il film ha il merito di non prendere la spesso inutile scorciatoia del 3D.

Quando però la storia entra nel vivo e deve cominciare a far paura davvero, la questione si fa più complicata perché il film può, effettivamente, regalare qualche brivido ma lo fa somministrando un minestrone di idee ed elementi già visti in mille altri prodotti del genere, vuoi per evidente, anche gradevole, spirito citazionista, vuoi per semplice mancanza di idee. Sorvoliamo sulla storia della casa infestata che è di una banalità immane e ricorda, oltretutto, La Madre, ghost-story prodotta da Del Toro ed uscita qualche mese fa in Italia.

Vengono messi in campo i consueti elementi esoterico-religiosi da esorcismo, dai crocifissi all’acqua santa, di cui francamente non se ne può più. Si ricorre a tutti i mezzucci più facili per far saltare lo spettatore dalla sedia: rumori improvvisi, oggetti che si muovono, porte che sbattono, apparizioni spettrali, luci che si spengono, sedie a dondolo che si muovono da sole e così via in un crescendo che priva sempre di più la storia di realismo tra corpi scaraventati di qua e di là da forze invisibili alla Paranormal Activity e l’esageratissimo esorcismo finale.

In definitiva, il film funziona? Riesce a fare paura? E’ soggettivo. Chi non è abituato a opere di questo genere, potrà trovarlo spaventoso e divertente. Chi ha una certa esperienza in pellicole horror potrebbe non trovare nulla di originale e addirittura annoiarsi. In tutti i casi non lasciatevi impressionare troppo dalla decantata pretesa del film di raccontare una storia reale né dalle critiche trionfalistiche provenienti da oltreoceano. Non è il capolavoro di cui si dice ma potreste trovarlo comunque godibile.


Voto: 6


About

Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.
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