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giovedì, 17 ottobre 2013 - 10:30

Escape Plan: Fuga dall’inferno – Recensione in anteprima


Ray Breslin, una delle massime autorità mondiali nel campo della segretezza delle strutture carcerarie, decide di accettare un ultimo incarico: evadere da un penitenziario segreto ed ultratecnologico chiamato la Tomba. Ingannato ed imprigionato ingiustamente, Ray deve coinvolgere un altro detenuto, Emil Rottmayer, per poter mettere in atto un audace piano di fuga.

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Escape Plan – Fuga dall’inferno

Titolo originale: Escape Plan
Genere: Action, Thriller
Regia: Mikael Håfström
Interpreti: Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Jim Caviezel, Sam Neill, 50 Cent, Vincent D’Onofrio
Provenienza: USA
Durata: 116 min.
Casa di produzione: Summit Entertainment, Emmett/Furla Films
Distribuzione (Italia): 01 Distribution
Data di uscita: 17 ottobre 2013 (Italia), 18 ottobre 2013 (USA)


L’idea di base del film è naturalmente quella di mettere insieme Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, le due massime icone del cinema action anni ’80. Li vediamo già in squadra nella saga de I Mercenari ma si tratta di una rimpatriata piuttosto fine a se stessa mentre qui si cerca di costruire dei personaggi al servizio di una storia che finisce per essere troppo inverosimile. Alla regia c’è lo svedese Mikael Håfström, finora autore di prove incolori come l’imbarazzante horror Il Rito con Anthony Hopkins.

L’errore, in questo caso, è quello di trasformare Sly e Schwarzy in due menti pensanti riducendo al minimo azione e combattimenti. Stallone è già avvezzo a pellicole d’ambientazione carceraria, come protagonista di Sorvegliato Speciale, e il suo personaggio sembra la versione futuristica di quello che interpretava in Fuga per la Vittoria, abile ad escogitare ingegnosi piani di fuga che sfidano qui qualsiasi sospensione dell’incredulità.

Schwarzenegger è invece il prigioniero veterano del carcere che decide di aiutare Breslin ma si dimostra soprattutto un personaggio d’appoggio. Entrambi i protagonisti non riescono a sfoderare il carisma che ci si aspetterebbe e sono molto limitati dalle dinamiche thriller e investigative a scapito di quelle action.

Jim Caviezel, la cui carriera è ormai un grande punto interrogativo, è il direttore del carcere, cattivo della situazione assolutamente sui generis. Sam Neill si riduce ad una marchetta imbarazzante come medico della Tomba. Nel cast anche il rapper 50 Cent e Vincent D’Onofrio, che ricorderete soprattutto per il suo ruolo di “Palla di lardo” in Full Metal Jacket. Ma si tratta di ruoli puramente funzionali che fanno ciò che devono e non denotano alcun approfondimento. Amy Ryan e Caitriona Balfe sono inoltre insufficienti come personaggi femminili di supporto.

Il film è del tutto inattendibile. Inspiegabile e totalmente fuori contesto il look fumettistico delle guardie della Tomba. Tutta la componente mistery è molto tirata per i capelli e risolta con un indigesto spiegone nell’epilogo. Tutto tende alla sequenza action finale, risolta anche troppo in fretta. L’umorismo è ridotto ad un paio di gag comunque riuscite.

E’ un film insufficiente. Troppo concentrato su una trama intricata e poco credibile e meno sulla potenza scenica ed iconica dei due protagonisti che sembrano davvero chiusi in gabbia e impossibilitati a tirar fuori le loro migliori caratteristiche.


Voto: 5


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