RED 2 – Recensione in anteprima
L’agente CIA in pensione Frank Moses cerca di vivere una quotidianità serena con la fidanzata Sarah finché si palesa l’amico fuori di testa Marvin ad avvertirlo che qualcuno è sulle loro tracce a causa del loro coinvolgimento nella cosiddetta operazione Nightshade. Per Frank e compagni è l’inizio di una corsa intorno al mondo nella quale ritroveranno vecchi alleati e nuovi nemici.
Titolo originale: RED 2
Genere: Action, Commedia
Regia: Dean Parisot
Interpreti: Bruce Willis, John Malkovich, Mary Louise-Parker, Helen Mirren, Anthony Hopkins, Catherine Zeta-Jones
Provenienza: USA, Francia, Canada
Durata: 116 min.
Casa di produzione: Summit Entertainment, Di Bonaventura Pictures, DC Entertainment
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Data di uscita: 19 luglio 2013 (USA), 21 agosto 2013 (Italia)
Tratto dalla miniserie a fumetti di Warren Ellis edita da WildStorm, sottoetichetta DC Comics, il primo RED, diretto da Robert Schwentke, è uscito nel 2010 ed ha incassato quasi 200 milioni di dollari rivelandosi una commedia d’azione godibile ma non straordinaria. Per questo sequel, la palla passa a Dean Parisot, autore di opere trascurabili quale ad esempio Dick & Jane: Operazione Furto con Jim Carrey.
Anche stavolta viene proposta una gustosa carrellata di grandi attori, orfani di Morgan Freeman ma con delle new-entry, sorretti però da uno script ancora più debole che nel primo episodio. Tutta la vicenda spionistica è davvero poca cosa e ruota intorno alla consueta bomba nucleare da ritrovare prima che finisca in mani sbagliate. I fari sono puntati di più sulla componente comedy e sulla turbolenta relazione tra Frank, di nuovo interpretato da Bruce Willis, e Sarah, una deliziosa Mary Louise-Parker.
A complicare le schermaglie sentimentali spunta Catherine Zeta-Jones nel ruolo di una spia doppiogiochista russa, vecchia fiamma di Frank. Le conseguenze sono prevedibili. Non pervenuto John Malkovich che si limita a fare la spalla comica senza regalare nulla di memorabile. Sempre carismatica Helen Mirren, anche se il suo script non esalta né evolve il suo personaggio. Divertente e divertito Anthony Hopkins nel ruolo dello scienziato fuori di testa. Byung-hun Lee, visto nei due G.I. Joe, sembra qui uscito da un episodio de I Mercenari e viene risolto in chiave troppo comica.
Tutto sommato, comunque, l’ensemble di attori è gradevole ma è la storia a non funzionare e il film diventa troppo ripetitivo. C’è sempre qualcuno che sta per essere ucciso e viene salvato all’ultimo secondo, Mary Louise-Parker che finisce per baciare qualcuno scatenando la gelosia di Frank e le scene d’azione principali consistono in due inseguimenti stradali. L’unico colpo di scena del film regge abbastanza bene ma tutto il resto dell’impianto narrativo scivola via senza acuti. Svogliato anche Alan Silvestri, autore di una colonna sonora che non lascia il segno.
Non basta mettere insieme un gruppo di grandi attori quando c’è carenza di idee nella costruzione della storia, nell’intreccio tra i personaggi e nella coreografia delle scene action ed affidarsi ad un regista senza grande esperienza è stato un errore. Debole.





















