The Words – Recensione in anteprima
Clay Hammond, uno scrittore di grande successo, sale sul palco per leggere al pubblico la prima parte del suo nuovo romanzo. E’ la storia del giovane e affascinante Rory, scrittore anche lui, che ottiene la celebrità pubblicando un racconto che non gli appartiene, un manoscritto trovato per caso. Un giorno, il vero autore del romanzo si fa vivo raccontando a Rory una struggente storia d’amore.
The Words
Titolo originale: The Words
Genere: Drammatico
Regia: Brian Klugman e Lee Sternthal
Interpreti: Bradley Cooper, Jeremy Irons, Dennis Quaid, Olivia Wilde, Zoe Saldana, Ben Barnes, Nora Arnezeder
Provenienza: USA
Durata: 97 min.
Casa di produzione: Animus Films, Serena Films
Distribuzione (Italia): Eagle Pictures
Data di uscita: 7 settembre 2012 (USA), 21 settembre 2012 (Italia)
Il film è strutturato come un racconto nel racconto nel racconto, una sorta di Inception letterario, che unisce a doppio filo fiction e realtà. In una scena, Rory, interpretato da Bradley Cooper, frustrato dalla mancata pubblicazione dei suoi lavori, meritevoli ma poco commerciali, ha un faccia a faccia con suo padre, il grandioso J.K. Simmons (J.J. Jameson nello Spider-Man di Sam Raimi) che lo pone di fronte alla realtà ricordandogli che essere un uomo significa saper riconoscere i limiti della propria ambizione. Lo stesso discorso si potrebbe applicare a Klugman e Sternthal, registi esordienti, già co-soggettisti di Tron Legacy che pure giocava sul rapporto creatore-creatura esistenti su differenti piani della realtà. La coppia si rivela non all’altezza di un concept coraggioso ed affascinante che avrebbe richiesto autori di maggior esperienza.
Cooper brilla nel ruolo dell’aspirante scrittore, innamorato di una deliziosa Zoe Saldana ed assetato di successo al punto di appropriarsi, non solo materialmente ma anche emotivamente, di un manoscritto non suo che gli darà la popolarità tanto agognata. Un superbo Jeremy Irons, anziano ed acciaccato, giunge a rivendicare la paternità del racconto scatenando i sensi di colpa del giovane Rory.
Il racconto autobiografico del vecchio, secondo piano della realtà del film, è, ahimé, uno stucchevole e scontato melodramma che sarebbe perfetto per le squallide fiction nostrane. Una prevedibile tragedia familiare e sentimentale nella Parigi della Seconda Guerra Mondiale interpretata dagli sconosciuti ma pregevoli Ben Barnes e Nora Arnezeder. Una storia che non colpisce lo spettatore del film con la stessa potenza che esprime attraverso la prosa letteraria così commovente per i protagonisti della storia.
La vicenda del furto e il racconto del vecchio sono tutta un’opera di fiction letteraria di Clay Hammond, alias Dennis Quaid, che una giovane e bella studentessa con gli occhioni azzurri di Olivia Wilde seduce per scoprire quanto ci sia di vero nel suo racconto. I due attori sono strepitosi ma questo terzo piano di realtà, che dovrebbe essere quello portante, si rende del tutto facoltativo ed inconcludente rivelandosi tematicamente ridondante.
La vicenda dello scrittore, uno e trino, innamorato più dei suoi scritti che della donna che li ha ispirati, affronta un percorso che si accartoccia su se stesso in un film fatto davvero di tante, troppe parole che si rivelano confuse e pretenziose. Buone le intenzioni, meno che mediocre il risultato. Perfetto il cast.








