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mercoledì, 22 maggio 2013 - 10:57

Epic: Il Mondo Segreto – Recensione in anteprima

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La giovane Mary Katherine si reca nella foresta a trovare suo padre, il professor Bomba. Convinto dell’esistenza di un popolo di esseri minuscoli guardiani della natura e ossessionato dall’idea di trovarli, l’uomo ha trascurato i suoi doveri di padre e marito mandando all’aria il suo matrimonio. Delusa dal suo atteggiamento, la figlia decide di porre fine alla sua visita anzitempo ma si ritrova miniaturizzata, scopre che il piccolo popolo esiste e viene coinvolta in una missione dalla quale dipenderà il destino della foresta.

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Epic – Il Mondo Segreto

Titolo originale: Epic
Genere: Animazione – Fantasy
Regia: Chris Wedge
Interpreti (doppiatori): Amanda Seyfried, Beyoncé Knowles, Josh Hutcherson, Colin Farrell, Christoph Waltz
Provenienza: USA
Durata: 102 min.
Casa di produzione: 20th Century Fox, Blue Sky Studios
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox
Data di uscita: 23 maggio 2013 (Italia), 24 maggio 2013 (USA)


Finora i film d’animazione dei Blue Sky Studios non ha certo regalato capolavori. La parabola discendente compiuta dalla quadrilogia de L’Era Glaciale è stata intervallata da prodotti trascurabili e deludenti come Robots, Ortone e il Mondo dei Chi e Rio, di cui sta per arrivare il sequel. Questa nuova fatica è liberamente ispirata a Gli Uomini Foglia e gli Insetti Coraggiosi, racconto per bambini scritto e illustrato da William Joyce e pubblicato nel 1996.

Nella foresta è in atto una guerra tra i Leafmen, i coraggiosi Uomini Foglia in difesa della natura, e i mostruosi Bogani, intenzionati a distruggere flora e fauna e ad impossessarsi del regno. La Regina Tara, benevola sovrana dei Leafmen, doppiata da Beyoncé in originale e da Maria Grazia Cucinotta in italiano, resta mortalmente ferita nel conflitto ed affida il Bocciolo da cui nascerà la sua erede alla deliziosa Mary Katherine, interpretata da Amanda Seyfried, che si ritrova così suo malgrado a vivere una rocambolesca avventura.

Colin Farrell presta la voce all’eroico Ronin, capo dei Leafmen, che aveva un legame sentimentale con la Regina. Al soldato disciplinato e tutto d’un pezzo fa da contraltare il giovane scavezzacollo Nod che ha lasciato l’esercito proprio a causa del suo anticonformismo e deciderà di ributtarsi nella mischia e superare il suo individualismo per la bella Mary Katherine. Componente comica del gruppo sono la lumaca Mub e la chiocciola Grub, doppiati nella nostra lingua da Lillo & Greg, una coppia spassosa che dà vita ai siparietti più esilaranti del film.

Il bruco Nim Galuu è il vecchio saggio, o presunto tale, della storia, simpatico e istrionico, protagonista dell’unico momento musicale del film, eseguito da Steven Tyler degli Aerosmith in originale e da Francesco Di Giacomo in italiano. Christoph Waltz, ormai abituato ai ruoli da villain, interpreta Mandrake, leader dei Bogani insieme a suo figlio Dagda. I due personaggi vengono lasciati un po’ in disparte ma costituiscono una perfetta dicotomia con Mary Katherine e suo padre Bomba. Fantastico il cagnolino Ozzy, autentica mascotte del film che regala momenti memorabili.

Il film è splendido. Visivamente sbalorditivo, con un livello d’animazione elevatissimo in ogni componente e un 3D coinvolgente. Le espressioni fisiognomiche e la gestualità dei personaggi sono altamente realistiche. Flora e fauna sono riprodotte in maniera dettagliata e tangibile. Chris Wedge, regista insieme a Carlos Saldanha del primo L’Era Glaciale e di Robots, inanella una sfilza di geniali gag comiche e d’azione, con buone trovate di regia e momenti altamente spettacolari sottolineati dall’efficace colonna sonora di Danny Elfman.

Finalmente i Blue Sky Studios si sollevano dalla loro mediocrità con un prodotto che rasenta le vette del capolavoro. Ha il solo difetto di scadere in qualche cliché narrativo ma ripercorre in maniera legittima alcuni classicismi. Può ricordare tra l’altro titoli come Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi o Avatar la cui colonna sonora è stata utilizzata peraltro per il trailer di Epic. Il modo in cui Mary Katherine, miniaturizzata, tenta disperatamente di entrare in contatto col padre e farsi vedere da lui è una riuscita, perfetta metafora dell’incomunicabilità generazionale. Bellissimo.


Voto: 9


Autore Articolo

Reporter freelance, critico cinematografico e fumettistico, ambisco a lavorare per il Daily Planet.
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