The Last Exorcism: Liberaci dal Male – Recensione in anteprima

Ivanwood, Louisiana. Dopo aver messo al mondo una creatura demoniaca, la giovane Nell viene rinvenuta in stato catatonico e affidata alle cure di un istituto femminile a New Orleans. Grazie all’aiuto delle amiche e all’affetto di un ragazzo, Nell ricomincia a vivere e lavora come cameriera in un albergo. Molto presto, però, inizia ad essere perseguitata da oscure presenze. Il demone Abalam è tornato per lei.

Last Exorcism - Liberaci dal male

The Last Exorcism – Liberaci dal male

Titolo originale: The Last Exorcism Part II
Genere: Horror
Regia: Ed Gass-Donnelly
Interpreti: Ashley Bell, Julia Garner, Spencer Treat Clark
Provenienza: USA
Durata: 88 min.
Casa di produzione: Arcade Pictures, Strike Entertainment, Studio Canal
Distribuzione (Italia): M2 Pictures
Data di uscita: 1 marzo 2013 (USA), 18 luglio 2013 (Italia)


Uscito nel 2010, L’Ultimo Esorcismo era un mockumentary horror diretto dal tedesco Daniel Stamm e prodotto, tra gli altri, da Eli Roth. Pur non regalando brividi e rivelandosi particolarmente noioso, il film partiva da un presupposto interessante raccontando la storia di un predicatore ed esorcista che decide di mettere fine alla sua vita da ciarlatano e dimostrare al mondo che le possessioni demoniache sono solo malattie mentali o suggestioni. Peccato che alla fine salti fuori un vero demone e le buone intenzioni del protagonista vanno letteralmente a farsi benedire.

Questo sequel, invece, non ha neanche la forza di un concept originale. Produce ancora Roth passando però la regia al canadese Ed Gass-Donnelly. Non si tratta stavolta di un mockumentary ma di un film girato in maniera convenzionale che non propone uno straccio di idea nuova. Nell, di nuovo interpretata da Ashley Bell, è una ragazzina nevrotica e spaventata dal mondo che cerca di vivere un’adolescenza normale.

Il regista non riesce a creare quell’atmosfera malsana e angosciante così ben realizzata da Rob Zombie ne Le Streghe di Salem e non riesce a sfruttare al meglio la scenografia, il folklore della Louisiana e le suggestioni di una New Orleans da sempre considerata città del peccato. Tutti i presagi che iniziano a manifestarsi sono uno meno spaventoso dell’altro e scadono nel ridicolo involontario, messi in scena, peraltro, con pessimi effetti digitali. L’esorcismo finale rigorosamente voodoo non regala brividi e le poche potenziali scene splatter vengono puntualmente lasciate fuori campo.

Il film vorrebbe forse essere una metafora sulle pulsioni sessuali adolescenziali o sull’emarginazione e l’anticonformismo in una comunità fortemente religiosa ma fallisce su tutta la linea. L’ennesimo banale film sulle possessioni demoniache. Dio ce ne scampi.


Voto: 4

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