Scritto da Alessandra Saeko Rossi.
Recensioni anime
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Provenienza: Giappone/USA
Regista: Hitoshi Nanba
Studio di Produzione: Bones
Anno di produzione: 2010
Numero di episodi: 26
Durata degli episodi: 24”
Distributore: In attesa di acquisizione nazionale
Recensione a cura di: Alessandra “Saeko” Rossi
Giappone e America. Due culture differenti che, nel corso della storia recente, si sono scontrate molto duramente distruggendo molte vite e sogni nell’orrore della guerra. Ma i sogni, si sa,non hanno e cultura e confini, non badano a differenze di lingua o razza perché essi appartengono a tutta l’umanità, se essi dominassero il mondo forse non ci sarebbero né guerre né conflitti, e nelle coscienze umane regnerebbe una nuova consapevolezza di pace.
Un grande uomo ed un grande artista come Stan Lee, famoso per essere il “papà” di “Spiderman” (L’Uomo Ragno in Italia), il famosissimo personaggio dei Comics americani che ha fatto fantasticare e crescere milioni di bambini e adulti in tutto il mondo ha creduto in ciò, e ha teso la mano al Giappone e all’arte degli Anime per plasmare e dare un’anima ad un nuovo ed unico sogno nippo-americano: Heroman.
L’anime, prodotto dallo studio Bones e trasmesso in Giappone dal 1° aprile al 23 settembre del 2010, è ambientato in una piccola cittadina americana sulla West Coast, Center City, dove Joey, il giovane ragazzo adolescente protagonista della storia, vive insieme a sua nonna, un’arzilla vecchietta amante della musica rock. La sua migliore amica è Lina, una giovane ragazza dal carattere aperto e solare, sua compagna di classe al liceo, proveniente da una famiglia molto ricca e agiata. La loro amicizia viene però continuamente osteggiata dal fratello di Lina, Will, che non perde occasione di attaccarlo duramente con l’aiuto dei suoi amici, anch’essi ricchi e presuntuosi,usando come pretesto le umili origini di Joey,figlio di una coppia di minatori. Joey è il classico ragazzo dal carattere ingenuo bonario e remissivo, e quindi non riesce a difendersi dal fratello di Lina,un ragazzo grande, grosso e violento che alza spesso le mani su di lui, nel tentativo di allontanarlo dalla sorella. Ma, fortunatamente, in suo soccorso accorre sempre Psy, un ragazzo dal carattere forte e determinato che, nonostante sia costretto dai suoi problemi di salute su un paio di stampelle,grazie alla sua forza d’animo e alla sua grinta,con un solo sguardo riesce sempre ad incutere timore in Will,facendolo desistere dal continuare ad infastidire il povero Joey. Tra i due ragazzi vi è un forte legame d’amicizia, e Psy cerca di far capire a Joey quanto sia importante non abbassare mai la testa davanti a gente prepotente e ignorante come Will e la sua banda. Un altro suo grande amico e’ il prof. Denton, un eccentrico scienziato che dedica tutto il suo tempo e le sue energie alla ricerca di forme di vita aliena con cui cerca costantemente di stabilire un contatto, inviando messaggi di pace e amicizia nello spazio. Joey lavora part-time in un bar della città per mantenere se stesso e la nonna, ed un giorno,durante il suo lavoro, sullo schermo della tv del locale appare la pubblicità di un Heybo, un costosissimo robot-giocattolo molto di moda a Center City. Il ragazzo desidererebbe molto avere quel robot e guarda la pubblicità con delusione…di certo lui non potrebbe mai acquistarne uno…ma Joey non sa che presto questo suo piccolo desiderio, unito alla sua forza d’animo e alla sua volontà nel credere nei sogni,darà vita ad una grande e mirabolante avventura… E sarà proprio il destino a mettere lo zampino in tutto ciò…
Tutto infatti ha inizio per caso. Joey e Psy stanno uscendo insieme da scuola, quando, dall’altro lato della strada, notano Will e la sua banda giocare con un Heybo. I ragazzi si contendono il joystick del controller tra di loro, finché non perdono il controllo del giocattolo, facendolo finire in mezzo alla strada dove una macchina lo centra in pieno, riducendolo in mille pezzi. I ragazzi, dopo aver combinato quel disastro, si disfanno dei rottami del robot, ormai inservibile, gettandolo in una pattumiera. Le loro famiglie sono molto agiate, e di sicuro ne acquisteranno uno nuovo. Joey attende che Will e gli altri si allontanino e, frugando nella pattumiera, recupera il povero robot-giocattolo per ripararlo e tenerlo con se’. Egli si affeziona subito al piccolo robot-giocattolo e, dopo giorni di duro lavoro e sacrificio, incoraggiato dal suo amico Psy,riesce a “curarlo”, per battezzarlo poi Heroman. Pochi giorni dopo, mentre Joey è al lavoro nel solito bar, su Center City scoppia un violento temporale. Il ragazzo improvvisamente si ricorda di aver lasciato Heroman vicino alla finestra aperta della sua camera e, per evitare che si bagni e rischi di rompersi nuovo, fugge via dal locale,precipitandosi verso casa. Ma, non appena egli varca la soglia della sua camera, un fulmine passa dalla finestra e, con fragore si schianta sul robot-giocattolo facendolo scintillare e fumare. Joey rimane stordito per qualche attimo ma non appena tenta di afferrare Heroman per accertarsi dei danni subiti,in pochi secondi accade un vero e proprio miracolo: il controller si trasforma,avvolgendo il suo braccio come un guanto, e sul display appare una strana icona lampeggiante. Non appena il ragazzo la preme,il piccolo robot-giocattolo si trasforma in un gigantesco androide che sfonda le pareti della sua camera,troneggiando su di lui. Joey, vedendo finalmente il suo sogno diventato realtà,incomincia ad urlare di gioia, ma i festeggiamenti vengono interrotti bruscamente quando, all’improvviso,dal tratto di autostrada che si scorge dalla finestra della camera,si alza una grossa colonna di fuoco. Heroman, si volta verso la finestra e suggerisce a Joey, tramite il controller, di attivare il comando della corsa. Non appena attivato il comando l’androide, con uno scatto fulmineo,carica Joey sulla schiena e in un batter d’occhio i due si trovano sul luogo dello spaventoso incidente. Un palo, colpito da un fulmine, si è abbattuto su un tir pieno di materiale infiammabile,coinvolgendo nell’incidente anche Lina e suo padre che stavano tornando a casa. Il ragazzo tenta di tutto per liberare la sua amica dalle lamiere,ma inutilmente,c osì chiede aiuto ad Heroman che,sempre tramite il controller, gli suggerisce di attivare alcuni comandi che gli permetteranno di aprire l’auto e di trarre in salvo Lina e suo padre. Joey non ha nessuna esitazione, attiva immediatamente i comandi, ed Heroman, scoperchiando completamente l’auto, trae in salvo Lina, che riprende i sensi e riesce ad intravederlo per pochi minuti, e suo padre poco prima dell’esplosione del tir, che trasportava materiale molto infiammabile. Dopo il loro salvataggio, i due corrono verso casa per non essere scoperti dalla Polizia,che avrebbe potuto scoprire il loro “segreto”. Il giorno dopo quest’episodio, Joey incomincia a porsi mille domande:si chiede se sia tutto vero ma, soprattutto, se egli meriti e sia in grado di gestire un androide forte e potente come Heroman. Chiede consiglio anche al suo amico Psy e, indirettamente, anche a sua nonna, ma non riesce ugualmente a trovare delle risposte e delle ragioni che lo convincano o lo soddisfino. Nel frattempo, il Prof. Denton riesce nel suo tanto sospirato intento: riesce contattare una civiltà aliena,gli “skrugg”, che però non sono poi così amichevoli come lui pensava…
Rintracciando la provenienza del segnale lanciato da Denton,invadono Center City e tentano di rapire sia lui che Lina,per poterli usare come ostaggi. Vedendo sia la sua città che i suoi amici in pericolo, Joey scaccia via ogni incertezza dalla sua mente e, incoraggiato dalla stessa Lina, che ha un vago ricordo del suo salvataggio sull’autostrada,si allea di nuovo con Heroman per difendere Center City, attirando anche l’attenzione della CIA,che sguinzaglia i suoi agenti per carpire i segreti del misterioso androide,comparso in contemporanea con gli alieni…
Heroman è una vera “perla” di un nuovo filone, che unisce la creatività degli sceneggiatori di comics americani all’esperienza e alla professionalità dell’animazione giapponese (di recente si stanno realizzando anche gli anime di “Wolverine” e “Iron Man”).
Stan Lee ha creato un intreccio intenso e coinvolgente che già dalle prime puntate (che io ho visionato più volte, rimanendo colpita dalla scena dell’incidente sull’autostrada, dalla regia talmente ben riuscita e curata da farla sembrare uscita da un film, e anche dal “piccolo” tributo ad “Indipendence day” nella scena del secondo episodio in cui l’ufo degli Skrugg oscura completamente Center City) dà il meglio di sé..
Per concludere non posso dire altro che anche da piccoli sogni possono nascere grandi responsabilità! Go Heroman!!!!
Voto: 10/10













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Dieci no..Ha alcune problemi – non ultimi uno gravissimo!! non è nipponico! ( ^___^ ) è frutto di un connubio spurio fra america e giappone – ma in realta è veramente un buon anime, vise le sigle ?? Soprattutto le ending sono fatte davvero bene..
E’ davvero innovativo ed costruito per una pluralità di mercati…Certo questa è anche la sua debolezza, ma anche la sua bellezza..Temo che troverà i suo estimatori soprattutto in mercati più sofisticati del nostro…